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CRONACA

Latina, dopo dieci ore di trattativa, sgomberata la casa di Viale Le Corbusier che impediva il completamento della strada

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LATINA – Si è concluso dopo circa dieci ore, e un iter durato oltre quarant’anni, lo sgombero dell’immobile di Viale Le Corbusier che il Comune ha espropriato per poter completare la viabilità cittadina ed evitare il cosiddetto “collo d’oca”, la curva a gomito sulla strada ad alto scorrimento. Le tre donne che la abitano hanno lasciato la casa in serata dopo una lunga trattativa con il Comune.

“E’ stata una giornata particolarmente impegnativa e carica di apprensione. Ringrazio la Questura, l’Arma dei carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia Locale per la delicata operazione che si è conclusa nel tardo pomeriggio di oggi, in viale Le Corbusier.

L’amministrazione comunale ha operato con la massima attenzione, con responsabilità e particolare sensibilità, garantendo la presenza dei Servizi sociali e di tutte le strutture competenti, affinché nessuno venisse lasciato solo in un momento delicato come questo. Alle ore 14 le persone presenti nell’immobile oggetto di sgombero hanno chiesto qualche ora di tempo per organizzarsi a lasciare l’edificio. Nel frattempo il Comune ha messo a loro disposizione una sistemazione alberghiera, in attesa di una soluzione idonea al caso. Intorno alle ore 18, il nucleo familiare ha raggiunto la struttura.

Saranno valutate tutte le possibili forme di supporto compatibili con la situazione. I Servizi sociali restano a disposizione per accompagnare questo passaggio scrupolosamente e con la massima attenzione.

Ringrazio gli uffici dei dipartimenti Servizi sociali, Patrimonio e Lavori pubblici, diretti da Emanuela Pacifico, Alessandra Pacifico e Angelica Vagnozzi per l’impegno prestato in questa vicenda che si trascinava ormai da molti anni.

L’obiettivo è procedere con il completamento di viale Le Corbusier. Si tratta ora di restituire alla città un’arteria fondamentale, migliorando il deflusso del traffico e la qualità urbana della zona, nel rispetto delle regole e delle persone”.

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CRONACA

Lepini sotto attacco, incendio appiccato di notte sulle colline di Sezze

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SEZZE – I lepini continuano a essere sotto attacco. Un incendio appiccato nella notte sta bruciando le colline di Sezze dove è intervenuto ora un elicottero antincendio. L’area interessata dalle fiamme è Pian Della Quartara, ma il fronte si sta estendendo. Una situazione aggravata dal fatto che i canadair, già in zona per intervenire, sono in difficoltà a prelevare acqua dal mare a causa della mareggiata. L’allarme dell’ambientalista Gustavo Giorgi che si appella alle istituzioni: ” Queste – scrive in un post – sono operazioni che nascondono interessi grossi. Andrebbe fatta una seria azione di controllo da parte di tutti i soggetti interessati”.

Ieri sera intanto dopo le giornate drammatiche a Priverno, la sala operativa della Regione Lazio ha dovuto attivare il Gruppo comunale di Protezione Civile di Roccagorga per un nuovo incendio di sterpaglie in località Lago dei Vignali, sempre nel comune di Priverno, al confine con Roccagorga. “Grazie al tempestivo intervento della nostra squadra, l’incendio è stato spento e successivamente bonificato, mettendo in sicurezza l’area interessata”, assicurano i volontari.
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CRONACA

Latina, minacciata al distributore e rapinata dell’auto e della borsa, paura in Via Epitaffio

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LATINA – Minacciata con un coltello da un uomo con il volto travisato, mentre fa benzina di sera al distributore di via Epitaffio, fugge spaventata e il bandito si impossessa dell’auto e scappa con i suoi effetti personali. Paura per una ragazza rapinata a Latina, sulla strada per la stazione, soccorsa poi da un automobilista di passaggio che l’ha riaccompagnata a casa. Indaga la polizia che intanto ha ritrovato la vettura a abbandonata a poca distanza. L’appello del padre della giovane sui social.

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CRONACA

Salviamo il centro storico di Latina: dopo la lettera-appello del titolare del Bistrot letterario Poeta, la sindaca Celentano lo incontra

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LATINA – Dopo il grido d’allarme lanciato dall’imprenditore Luca Targa in una lettera in cui analizza la situazione del centro storico di Latina e sottolinea che “un’isola pedonale non dovrebbe essere soltanto un luogo nel quale le automobili non possono entrare, ma prima di tutto un luogo nel quale le persone desiderano rimanere” e cheuna piazza senza automobili, ma anche senza sedute, senza ombra, senza servizi e con pochissime possibilità di animazione culturale rischia di diventare semplicemente una piazza chiusa, anziché una vera piazza pedonale“, la sindaca Matilde Celentano ha deciso di incontrare il gestore del Caffè Poeta Bistrot Letterario.

All’incontro hanno partecipato anche l’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio e l’assessore alle Attività produttive Antonio Cosentino. La prima cittadina, in una nota riassuntiva dell’incontro avuto questa mattina, promette interventi per rendere resiliente dal punto di vista climatico il centro storico, assicura che è “un patrimonio da continuare a coltivare” e invita tutte le categorie alla collaborazione.

“L’amministrazione comunale – dichiara Celentano  –  ha accolto fin da subito le richieste presenti nella lettera inviata nei giorni scorsi da Luca Targa e ha voluto rassicurarlo sul fatto che l’isola pedonale e il centro storico rappresentano una priorità dell’agenda politica di questa amministrazione. Ringrazio Targa per essersi messo a disposizione e per la volontà di collaborare in maniera concreta e costruttiva con l’amministrazione, mettendo a confronto con noi spunti, idee e l’esperienza maturata come operatore che ha scelto di investire nella nostra città. Il centro storico è un patrimonio che vogliamo continuare a valorizzare e sul quale abbiamo lavorato fin dai primi giorni del nostro mandato, a partire dall’istituzionalizzazione dell’isola pedonale, passando per i nuovi arredi e per la realizzazione di iniziative che hanno riscosso un significativo successo, come il Natale dello scorso anno, il torneo BIP – Basket in Piazza e numerosi altri eventi.
Proprio per questo, il centro della città sarà al centro di una vera e propria governance multicentrica, nella quale confluiranno diversi aspetti e competenze. L’obiettivo è programmare nuove iniziative culturali, sociali e di intrattenimento, capaci di rendere il centro sempre più attrattivo per cittadini e turisti, ma anche affrontare con attenzione temi oggi particolarmente rilevanti, come quello dell’emergenza climatica – aggiunge Celentano –  In questo ambito ragioneremo, anche insieme ala Consulta degli ordini professionali e alle associazioni di categoria, sulla possibilità di individuare e realizzare interventi  che rispondano all’emergenza climatica, sulla quale occorre prepararsi in vista del prossimo futuro, e su iniziative che possano rendere il centro storico più fruibile proprio nei periodi caratterizzati dalle alte temperature che hanno colpito tutta l’Italia. Intendiamo coinvolgere le scuole secondarie di secondo grado, in un percorso di confronto e partecipazione, affinché anche gli studenti possano contribuire con proposte e progettualità perché riteniamo di fondamentale importanza ascoltare le idee del mondo giovanile.
Sul tavolo ci sono già diverse idee e proposte anche per programmare iniziative culturali ed eventi che continuino, nell’ottica delle attività che già messe in atto. È attraverso il confronto e la collaborazione tra amministrazione, operatori economici e categorie che possiamo costruire una visione condivisa per il futuro del centro storico e, più in generale, della nostra città. Ringrazio – conclude il Sindaco – gli assessori Annalisa Muzio e Antonio Cosentino e, ancora una volta, Luca Targa per la disponibilità e lo spirito di collaborazione dimostrati anche in questa fase. Il nostro obiettivo è progettare insieme il futuro della città, valorizzandone le potenzialità e facendo del centro storico un luogo sempre più vivo, attrattivo e accogliente”.
Solo mercoledì, Luca Targa aveva reso pubblica la sua lettera-appello rivolta alle istituzioni e a tutta Latina

LA LETTERA DI TARGA –  Sono Luca Targa, cittadino e imprenditore di Latina. Ad aprile ho scelto di dare una nuova vita al Caffè Poeta Bistrot Letterario, un luogo storico del centro, inaugurato davanti a centinaia di persone che avevano voglia di tornare a vivere la città, il nostro centro storico. Da allora, però, abbiamo subito tre furti con scasso, due negli ultimi venti giorni, l’ultimo questa notte del 25/26 agosto. Parto da queste due immagini così diverse — una città che partecipa ed ha voglia di vivere il centro e un ’attività che viene ripetutamente colpita da furti senza avere strumenti per potersi difendere — per rivolgermi alle istituzioni e a tutta Latina.

Piazza del Popolo è inserita in un ’isola pedonale. Eppure, osservandola e soprattutto vivendola quotidianamente, nasce spontanea una domanda: possiamo davvero definire “isola pedonale” uno spazio semplicemente chiuso al traffico? Un’isola pedonale, a mio avviso, non dovrebbe essere soltanto un luogo nel quale le automobili non possono entrare. Dovrebbe essere, prima di tutto, un luogo nel quale le persone desiderano rimanere. Una piazza pedonale dovrebbe invitare un anziano a sedersi, una famiglia a fermarsi, un bambino a vivere lo spazio pubblico, un cittadino a incontrarne un altro. Dovrebbe offrire ombra nelle giornate più calde, sedute, servizi essenziali, verde, occasioni di incontro, cultura e socialità.

Oggi, purtroppo, Piazza del Popolo presenta una realtà molto diversa. Non ci sono sufficienti panchine, non ci sono adeguate zone d’ombra, mancano servizi capaci di rendere confortevole la permanenza delle persone e, contemporaneamente, alle attività presenti vengono poste forti limitazioni nella possibilità di organizzare piccoli momenti di musica dal vivo, teatro e iniziative culturali.

Il risultato rischia di essere un paradosso: abbiamo sottratto la piazza alle automobili, ma non siamo ancora riusciti a restituirla pienamente alle persone.

Una piazza chiusa al traffico non è automaticamente un’isola pedonale. Un’isola pedonale nasce quando lo spazio pubblico viene progettato e organizzato affinché possa essere vissuto. Chi gestisce un’attività in Piazza del Popolo sostiene costi, investimenti e responsabilità importanti proprio perché ha scelto di credere nel centro della città. Nel nostro caso abbiamo scelto di realizzare un Bistrot letterario, un luogo che vuole unire ristorazione, libri, conversazioni, presentazioni, incontri, musica e cultura. Non chiediamo di trasformare la piazza in un luogo rumoroso né di sacrificare il diritto alla tranquillità dei residenti.

Chiediamo esattamente il contrario: regole chiare, equilibrate e ragionevoli, che consentano alle attività responsabili di contribuire alla vita della piazza attraverso piccoli eventi culturali, presentazioni di libri, musica acustica o dal vivo in fasce orarie compatibili con il rispetto della quiete pubblica. La musica dal vivo, quando regolamentata con buon senso, non rappresenta necessariamente un disturbo. Può essere cultura, aggregazione, attrattività e presidio sociale. Può contribuire a far sì che una persona non attraversi semplicemente Piazza del Popolo, ma scelga di fermarsi e viverla. Crediamo che il tema non riguardi soltanto gli interessi delle attività commerciali presenti. Riguarda quale idea di centro cittadino vogliamo costruire.

Una piazza senza automobili ma anche senza sedute, senza ombra, senza servizi e con pochissime possibilità di animazione culturale rischia di diventare semplicemente una piazza chiusa, anziché una vera piazza pedonale.

E sarebbe un’occasione mancata, soprattutto per Piazza del Popolo, che per posizione, storia e valore simbolico dovrebbe rappresentare il salotto della città. Per questo chiediamo all’Amministrazione Comunale di valutare l’apertura di un confronto con le attività della piazza, i residenti e le realtà culturali cittadine, con l’obiettivo di individuare insieme interventi concreti: maggiori sedute e zone d’ombra, servizi adeguati, elementi di verde e arredo urbano e una disciplina semplice e trasparente che permetta lo svolgimento responsabile di musica dal vivo ed eventi culturali.

 Non scriviamo per contestare una scelta, ma per chiedere di completarla.

La pedonalizzazione può essere una straordinaria opportunità per Latina. Ma chiudere una piazza al traffico dovrebbe rappresentare l’inizio di un progetto, non la sua conclusione. Prima si tolgono le automobili. Poi bisogna mettere le persone nelle condizioni di tornare a vivere quello spazio. Come imprenditori e operatori culturali siamo disponibili a fare la nostra parte, a collaborare, a proporre iniziative e a rispettare regole condivise. Chiediamo semplicemente che anche a noi venga consentito di contribuire a rendere Piazza del Popolo ciò che il suo stesso nome suggerisce: la piazza del popolo, una piazza delle persone.

Con la speranza che questa lettera venga accolta non come una sterile lamentela, ma come un contributo sincero e appassionato al futuro del centro di Latina.

Nonostante tutto, non finirò mai di amare la mia città.

 

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