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CRONACA

La Procura ricostruisce le ore di follia di Capasso: “Ha sparato 9 colpi sulle figlie. Sono morte subito”

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CISTERNA – “Le bambine sono morte subito nessuno poteva sopravvivere a tutti quei colpi”. Nove per la precisione, tre rivolti alla piccola e sei sparati sulla grande, Alessia. Il procuratore capo di Latina Andrea De Gasperis ha parlato oggi per la prima volta dal 28 febbraio in una conferenza stampa per chiarire che cosa è avvenuto nella casa di Collina dei Pini dove si è consumata quella che passerà alla storia come la strage di Cisterna. Lo ha fatto per mettere a tacere le voci suscitate dall’ultima puntata del programma di Rai Tre Chi l’ha Visto nel quale si ipotizza che Alessia fosse ancora viva mentre avveniva la lunga trattativa con l’appuntato dei carabinieri Luigi Capasso (circa 7 ore) e chiedendosi dunque se la 13enne poteva essere salvata. Secondo le informazioni a disposizione della trasmissione, il calore emanato dal suo corpo sarebbe stato rilevato da un particolare strumento tecnologico a infrarossi.

“I carabinieri non hanno in dotazione strumenti di questo tipo perché non sono efficaci”, puntualizza ancora de Gasperis.

Emergono oggi particolari che erano stati sempre solo sussurrati e che aggiungono tragedia alla tragedia: due colpi al torace e uno in testa per Martina che dormiva nel letto della mamma. Poi nella camera di Alessia che si era svegliata, Capasso ha fatto fuoco sulla figlia adolescente che si era alzata capendo probabilmente che cosa stava accadendo: per lei sei proiettili tutti in punti vitali, tra i quali la testa. “Non poteva essere viva”, ripete De Gasperis sottolineando che “non si sono sentiti più rumori fino all’ultimo, intorno alle 13,30 quando Capasso si è tolto la vita. A quel punto, dopo circa un’ora i carabinieri del Gis arrivati da Livorno sono entrati in casa”.

La conferenza si è svolta nell’aula Borsellino della Procura di Latina alla presenza del pm Giuseppe Bontempo, del tenente colonnello dei carabinieri Pietro Dimiccoli e del comandante del reparto territoriale di Aprilia, Barbera.

6 Comments

6 Comments

  1. Rosella Frasca

    16 Marzo 2018 at 13:44

    Se erano morte allora perché instaurare una lunga trattativa con l’assassino ? Da quando le forze dell’ordine trattano con gli assassini di bambini ?

  2. Pierluigi Manetti

    16 Marzo 2018 at 13:45

    Io non credo a quello che dicono

  3. Walter Noce

    16 Marzo 2018 at 13:50

    Nemmeno io che schifo

  4. Maria Molinari

    16 Marzo 2018 at 13:54

    Ancora non mi piace….

  5. Germano Buonamano Mancaniello

    16 Marzo 2018 at 14:17

    Ho scritto al gestore della Pagina del Comandante Alfa il Comandante dei G.I.S. in primis mi ha scritto in risposta che l’ordine di fare irruzione parte dal magistrato, secondo col senno di poi per il resto secondo comma in quel frangente è funzionato tutto, anche se attendo ancora un altra risposta quale quella che riguarda lo strumento in dotazione al Gruppo, Intervento, Speciale, sarebbe lo strumento per rilevare persone vive in appartamento in casi tragici come questi.

  6. Cristian Cortis

    16 Marzo 2018 at 14:42

    Anche se non fosse così la verità non emergerebbe mai…mi chiedo solo sto schifoso come abbia fatto a sparare alla testa delle figlie

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CRONACA

Pontinia, maxi-discarica abusiva vicino ai laghetti dei Gricilli

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Una vasta discarica abusiva è stata scoperta nel territorio di Pontinia, nei pressi dei laghetti dei Gricilli. A individuare l’ammasso di rifiuti sono state le guardie ambientali dell’associazione Vigiles Fipsas, che hanno documentato e delimitato l’area per evitare ulteriori rischi per l’ambiente.

A rendere particolarmente delicata la scoperta è il contenuto della discarica. Tra i rifiuti abbandonati in aperta campagna sono stati trovati centinaia di atti giudiziari e verbali per violazioni del Codice della Strada emessi dalla Polizia Locale di Roma Capitale, ancora integri e perfettamente leggibili. Sono stati rinvenuti anche numerosi fascicoli relativi ad automezzi e rinnovi di patenti di guida, insieme a computer, monitor, arredi da ufficio e altri materiali riconducibili a rifiuti provenienti da attività amministrative. La vicenda presenta quindi anche un possibile profilo legato alla tutela dei dati contenuti nella documentazione, mentre sul fronte ambientale la situazione è aggravata dalla presenza di materiali potenzialmente pericolosi.

A pochi metri dai rifiuti di carta e dagli arredi sono state infatti individuate lastre di Eternit contenenti amianto, oltre a ingenti quantitativi di plastica proveniente da lavorazioni agricole. Per la presenza dell’amianto è stata effettuata anche una segnalazione formale all’Osservatorio Nazionale Amianto.

Le guardie ambientali hanno provveduto a documentare lo stato dei luoghi e a delimitare il perimetro dell’area interessata. La documentazione e gli elementi utili a ricostruire la provenienza dei materiali sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica, alla quale spetterà ora il compito di accertare l’origine dei rifiuti e le eventuali responsabilità.

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CRONACA

Tragedia ad Allumiere, morti due giovani ambulanti pontini

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Tragedia ad Allumiere, dove due giovani ambulanti pontini sono stati trovati morti all’interno di uno stand allestito per il Palio dei Somari. Le vittime sono un ragazzo di 15 anni residente a Lenola e un 31enne di Fondi, entrambi collaboratori della Panineria Incontro 2.0, attività molto conosciuta nella città pontina. Secondo le prime ipotesi, ancora al vaglio degli investigatori, i due sarebbero morti per un’intossicazione da monossido di carbonio. Inutili i soccorsi. All’interno dello stand erano state predisposte delle brandine per trascorrere la notte. Tra le ipotesi c’è quella che il monossido possa essersi accumulato a causa delle esalazioni di un piccolo generatore utilizzato all’interno dello spazio chiuso. Lo stand è stato sequestrato e i Carabinieri hanno effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica della tragedia.

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CRONACA

Cisterna piange Alessio Carapellotti: prima di morire aveva sposato la sua Martina

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È morto a 32 anni Alessio Carapellotti, originario di Velletri e residente a Cisterna, dopo una lunga malattia affrontata insieme alla compagna di una vita, Martina Castellucci.

Prima dell’ultimo addio, Alessio e Martina avevano deciso di sposarsi, rendendo ancora più forte quel legame che negli anni li aveva uniti e dal quale era nato anche il loro figlio, il piccolo Marco. La coppia aveva celebrato il matrimonio proprio all’ospedale Campus Bio-Medico di Roma, dove Alessio era ricoverato.

A raccontare il dolore per la sua scomparsa è stata Martina attraverso i social, condividendo immagini e ricordi del loro matrimonio, accompagnate da parole che hanno profondamente commosso amici e conoscenti: «Sarai la stella più bella, vita mia. Ci rincontriamo prima o poi». In queste ore sono centinaia i messaggi di cordoglio e vicinanza alla moglie, al piccolo Marco e a tutta la famiglia. In tanti ricordano Alessio come un uomo coraggioso, un padre e un combattente che ha affrontato fino all’ultimo una battaglia difficile senza mai arrendersi.

L’ultimo saluto ad Alessio Carapellotti è in programma lunedì 24 agosto alle 16 nella chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo. La camera mortuaria sarà aperta domenica mattina, dalle 9 alle 11, all’ospedale Campus Bio-Medico di Roma.

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