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CRONACA

L’europarlamentare Adinolfi indagato per scambio elettorale politico mafioso

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LATINA –  E’ indagato per il reato scambio elettorale politico mafioso, Matteo Adinolfi, l’europarlamentare pontino della Lega Noi con Salvini già consigliere comunale con la stessa lista. Sarebbe riuscito a essere eletto in consiglio comunale a Latina alle ultime  amministrative, nel 2016, grazie ad un accordo che il curatore della sua campagna elettorale siglò con il clan Di Silvio che gli avrebbe garantito 200 voti per la “modica” somma di 45mila euro. Avvertito al telefono dell’indagine a suo carico, mentre si trovava a Bruxelles per adempiere all’ attività di parlamentare europeo, Adinolfi è ora di ritorno a Latina dove in Questura gli sarà notificato l’avviso di garanzia. Poi, il 20 luglio, i magistrati della Dda di Roma che indagano sulle vicende della criminalità organizzata a Latina, la sostituta Luigia Spinelli, il collega  Corrado Fasanelli, con il pm della Procura di Latina, Claudio De Lazzaro, lo hanno invitato a comparire per ascoltarlo.

“Vediamo cosa dicono le carte, io ho fiducia nella magistratura, ma io so che non ho fatto nulla” ha detto Adinolfi all’Adnkronos. “Non aggiungo altro, ora sto rientrando a Roma da Bruxelles”.

L’inchiesta è quella conclusasi oggi con l’operazione scattata all’alba, quando carabinieri e polizia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, nei confronti dell’imprenditore del settore dei rifiuti Raffaele Del Prete e di Emanuele Forzan, commissario della Lega a Sezze e collaboratore dello stesso Del Prete. Sono entrambi accusati di scambio elettorale politico mafioso (ex art. 416 ter codice penale).

Lo spunto investigativo è arrivato con le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Agostino Riccardo e Renato Pugliese. Proprio  Riccardo è considerato il collettore tra clan, imprenditoria e politica, incaricato da Armando Lallà Di Silvio – capo indiscusso dell’organizzazione criminale stanziale a Latina (finito in carcere con l’operazione Alba Pontina della Squadra Mobile di Latina) –  di tenere i rapporti con certa politica, non soltanto nel capoluogo. Gli investigatori, che hanno dovuto trovare i riscontri alle dichiarazioni dello stesso Riccardo e del primo pentito, Renato Pugliese figlio di Cha Cha Di Silvio, hanno documentato che il pagamento della somma pattuita per ottenere i voti che dovevano servire all’elezione di Adinolfi, era avvenuto in tre tranche all’interno dell’azienda di Del Prete. In cambio l’imprenditore avrebbe ottenuto la garanzia di ottenere il monopolio nella gestione dei rifiuti e delle bonifiche nel territorio pontino. La lista Noi con Salvini appoggiava l’allora candidato sindaco di Fratelli D’Italia, Nicola Calandrini (che non è indagato).

Una nuova pesante inchiesta che restituisce un altro spaccato dei rapporti tra una parte della politica locale e la mafia autoctona di Latina, un sistema del quale facevano parte alcuni imprenditori spregiudicati che volevano accaparrarsi gli appalti più redditizi. Tanto altro resta da scoprire.

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CRONACA

Sabaudia, scaduto il bando di gara per i chioschi. Intanto prosegue il braccio di ferro tra tre ex titolari e il Comune

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SABAUDIA – A Sabaudia prosegue il braccio di ferro tra Comune e i titolari delle tre strutture balneari che lo scorso anno si erano visti revocare la concessione da parte dell’ente e che di recente hanno ottenuto la sospensiva di quella revoca da parte del Tar. Confidando di poter riaprire le rispettive attività durante la stagione balneare in corso, grazie proprio alla sospensiva, i tre imprenditori si sono nuovamente rivolti ai giudici amministrativi per lamentare l’inerzia da parte del Comune, ma stavolta hanno avuto torto. Il Tar ha infatti riconosciuto, con sentenza del 10 luglio, sufficienti le procedure avviate dal Comune, e comunicate ai tre ricorrenti, per dare applicazione alla sospensiva.

Insomma, resta tutto come prima: una decisione definitiva potrà essere presa solo nell’udienza di merito prevista per il 10 settembre.

Per il sindaco Alberto Mosca “il recente decreto del Giudice amministrativo, che ha respinto l’immotivata istanza dei tre titolari di chioschi, conferma, ove mai ce ne fosse bisogno, che l’azione amministrativa dell’Ente Locale è pienamente aderente alle norme e procedure, a differenza di quanto sostenuto in recente nota stampa della Minoranza ove si sostiene improvvidamente che l’Amministrazione ha scelto la via dell’arroganza e dello scontro frontale. Io e la mia Amministrazione continueremo ad operare nel pieno rispetto delle regole. La comunicazione di avvio del procedimento di riesame dei provvedimenti impugnati dimostra l’assenza di qualsiasi inerzia o volontà elusiva da parte nostra, nell’interesse dell’Amministrazione e degli operatori economici di settore”. Questa la dichiarazione del primo cittadino.

Intanto proprio ieri,  10 luglio, sono scaduti i termini per partecipare al nuovo bando per “l’affidamento della Concessione in gestione dei servizi connessi alla balneazione sulle spiagge libere con servizi con istallazione su piazzola di sosta, di chiosco per esercizio di somministrazione nel Comune di Sabaudia”, che riguarda in tutto nove piazzole.

 

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CRONACA

Terracina, riapre il ristorante etnico chiuso dal Nas per carenze igieniche, denunciato un 40enne bengalese

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TERRACINA  – Ha riaperto il ristorante nonostante la recente chiusura da parte del NAS e viene denunciato. Il protagonista è un  quarantenne di nazionalità bengalese titolare di un’attività etnica che si trova a Terracina. La scoperta, ieri sera, quando i carabinieri sono tornati sul posto dopo la segnalazione di un militare del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Latina che, mentre passeggiava in zona, ha notato il ristorante regolarmente aperto e con diversi clienti seduti ai tavoli. Una circostanza apparsa immediatamente anomala, poiché appena due giorni prima, l’ 8 luglio, lo stesso militare aveva svolto l’attività di controllo al termine della quale  erano stati sequestrati circa 700 chilogrammi di alimenti e l’attività era stata chiusa per gravi carenze igienico sanitarie.
Ricevuta la segnalazione, la Centrale Operativa della Compagnia di Terracina ha disposto l’immediato intervento di una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile che ha identificato gli avventori presenti e disposto l’immediata cessazione dell’attività di somministrazione.

Al termine degli accertamenti, il titolare è stato identificato e deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per aver violato un provvedimento legalmente emesso dall’Autorità, in violazione dell’articolo 650 del Codice Penale. Sono in corso gli ulteriori accertamenti finalizzati a verificare eventuali ulteriori profili di responsabilità connessi alla riapertura abusiva dell’esercizio commerciale.

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Nuovo commissariato a Fondi, il Siulp: “Traguardo atteso, ma chiediamo potenziamento organici”

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FONDI – La Segreteria Provinciale del SIULP di Latina esprime profonda soddisfazione per l’inaugurazione della nuova sede del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fondi: “Situato strategicamente nell’area del MOF, mette finalmente la parola fine a una lunghissima stagione di gravi disagi logistici legati alla vecchia e inadeguata struttura di Via Francesco Evangelista, che ha visto il SIULP per lunghi anni impegnato nel trovare una nuova e più confortevole sede”.
Per il SIULP, la tutela della salute, della sicurezza e della dignità lavorativa delle donne e degli uomini in divisa passa imprescindibilmente da ambienti di lavoro salubri, moderni e funzionali. I nuovi uffici rispondono pienamente a questi requisiti, offrendo ai colleghi standard operativi elevati e garantendo ai cittadini un servizio accogliente e dignitoso.
Tuttavia – dichiara in una nota il SIULP  – una struttura d’eccellenza, da sola, non basta a blindare la sicurezza del comprensorio del sud pontino, area da sempre esposta a forti pressioni della criminalità e delle infiltrazioni nel tessuto economico/sociale.

“Accogliamo con grande favore questo traguardo infrastrutturale che attendevamo da anni” – dichiara Luigi Izzo, Segretario Generale Provinciale del SIULP Latina – “ma l’inaugurazione odierna deve essere un punto di partenza, non di arrivo. Le mura nuove e la tecnologia non bastano se manca il fattore umano. Vista la prossima immissione di nuovi agenti, chiediamo formalmente al Signor Ministro dell’interno Matteo Piantedosi e al Signor Capo della Polizia Prefetto Vittorio Pisani – Direttore generale della Pubblica Sicurezza un potenziamento degli organici. Una struttura così moderna ha un disperato bisogno del giusto numero di donne e uomini per poter esprimere al massimo le proprie potenzialità sul controllo del territorio”.

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