SANITA'
Covid, 412 casi e due decessi a Cisterna e Formia
LATINA – Sono 412 i nuovi casi positivi registrati a Latina e provincia tra la popolazione residente nelle ultime 24 ore (altri 47 casi hanno invece riguardato turisti o comunque cittadini non residenti sul territorio), numeri in risalita rispetto ai giorni festivi.
Due i decessi registrati nel bollettino Asl del 17 agosto, si tratta di una donna di Cisterna di 73 anni e di un paziente di Formia di 87 anni entrambi con patologie pregresse. Il totale dei decessi per covid in provincia di Latina da inizio pandemia ad oggi sale così a 899.
Quanto ai ricoveri sono stati due nelle ultime 24 ore, un paziente ospedalizzato al Goretti, l’altro trasferito a Roma. Latina torna sopra i cento casi con 117.
Il totale dei nuovi casi emerge da poco più di 2100 tamponi per un tasso di positività superiore al 21%.
I casi sono così distribuiti: Aprilia 31, Bassiano 1, Castelforte 1, Cisterna di Latina 6, Cori 8, Fondi 28, Formia 25, Gaeta 11, Itri 6, Latina 117, Lenola 4, Minturno 14, Monte San Biagio 11, Norma 2,
Pontinia 14, Priverno 10, Prossedi 1, Roccagorga 6, Rocca Massima 2, Roccasecca dei Volsci 2, Sabaudia 28, San Felice Circeo 9, Santi Cosma e Damiano 1, Sermoneta 12, Sezze 18, Sonnino 4, Sperlonga 1, Spigno Saturnia 3, Terracina 35, Ventotene 1.
Nelle scorse 24 ore (bollettino 16 agosto) l’esiguo numero di tamponi effettuati aveva fatto segnalare un numero di contagi nettamente inferiore rispetto alla media giornaliera: appena 53, 15 dei quali nel capoluogo, nessun ricovero né decesso. Un dato quello dei contagi il linea con quello generale del Lazio che ne ha registrati complessivamente 614 contagi. Cinque invece i decessi, mentre negli ospedali della Regione ci sono attualmente 805 ricoverati in area medica e 50 in terapia intensiva.
SANITA'
Sanità, via libera del Consiglio regionale alla mozione Tripodi: prevenzione e vaccino per l’HPV fino ai 30 anni
Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la mozione presentata dal consigliere Orlando Angelo Tripodi (FI) per rafforzare le politiche di prevenzione contro il Papilloma Virus umano (HPV), tra le principali cause di tumori, a partire da quello del collo dell’utero. Il provvedimento impegna la Regione a potenziare le campagne di sensibilizzazione e ad ampliare l’accesso alla vaccinazione, prevedendo in particolare l’estensione della gratuità del vaccino per le donne non ancora vaccinate fino ai 30 anni di età, anche in occasione degli screening cervicali come Pap-test e HPV DNA test. Allo stesso tempo, si punta a rafforzare le strategie di recupero della vaccinazione per i ragazzi dopo i 18 anni, ad ampliare il coinvolgimento dei medici di medicina generale, dei pediatri e degli specialisti e a favorire accordi con le farmacie per rendere la somministrazione più capillare sul territorio.
La vaccinazione antiHPV è offerta gratuitamente in tutte le Regioni italiane ai ragazzi e alle ragazze a partire dal compimento del 12° anno di età e, in molte realtà locali, viene proposta anche oltre questa fascia di età con modalità di recupero o catchup. Tuttavia, i dati nazionali mostrano che le coperture vaccinali rimangono al di sotto degli obiettivi raccomandati, con nessuna Regione che raggiunge il target del 95 % previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale nelle coorti di riferimento, pur con un trend in crescita rispetto all’anno precedente. Nelle coorti più giovani la copertura per le ragazze si attesta poco oltre il 50 % e per i ragazzi poco oltre il 44 %, con incrementi anno su anno ma ancora lontani dagli obiettivi di salute pubblica.
Nel Lazio, allo stato attuale, l’offerta gratuita dell’HPV è già prevista fino ai 26 anni per le ragazze e ai 26 anni per i ragazzi nati a partire dal 2006, con possibilità di accesso anche per categorie a rischio e in occasione di screening oncologici. Con l’approvazione di questa mozione, la Regione intende colmare un vuoto nell’offerta vaccinale e offrire una tutela più ampia a donne e uomini fino ai 30 anni, facilitando l’accesso anche tramite i medici di medicina generale e i pediatri di famiglia: professionisti che, per la loro prossimità alla comunità, possono favorire la presa in carico, l’informazione individuale e la somministrazione su base territoriale. Parallelamente, si apre la strada a accordi con le farmacie e altri punti di somministrazione, rafforzando così l’accessibilità e la diffusione di questa importante forma di prevenzione.
“Con l’approvazione di questa mozione rafforziamo in modo concreto le politiche di prevenzione nella nostra Regione. Il papilloma virus è una minaccia reale non solo per i più giovani, ma anche per le donne e gli uomini in età adulta, con conseguenze che possono incidere sulla salute e sulla fertilità. Estendere la vaccinazione gratuita fino ai 30 anni significa colmare un vuoto e offrire una tutela più ampia, mentre il collegamento diretto tra screening e vaccinazione e il coinvolgimento delle farmacie e dei medici di base consentiranno di semplificare l’accesso e aumentare l’adesione. Investire sulla prevenzione oggi significa ridurre domani il numero dei tumori HPV correlati e i costi per il sistema sanitario, migliorando al tempo stesso la qualità della vita dei cittadini”. dichiara Orlando Angelo Tripodi, vicepresidente della commissione Sanità in Consiglio regionale del Lazio.
SANITA'
Raccolta di plasma, la Asl di Latina autosufficiente per emoderivati punta a crescere ancora
LATINA – La Asl di Latina punta ad aumentare la raccolta di plasma destinato alla produzione di medicinali salvavita del 15-20% e per questa ragione conferma l’apertura pomeridiana dei servizi trasfusionali dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina (ogni mercoledì dalle ore 14 alle 17) possibile grazie a un progetto ministeriale veicolato della Regione Lazio attraverso il Centro Regionale Sangue. La raccolta è anche sostenuta dalla collaborazione istituzionalizzata con l’Avis provinciale di Latina, mediante unità fisse e mobili e a domicilio.
Attualmente proprio la Asl di Latina è primo produttore di plasma nel Lazio con 9,1 chilogrammi di plasma ogni mille abitanti nel 2024 dagli 8,9 del 2023 (sempre superiore alla media regionale), cosa che permette all’azienda di essere autosufficiente in termini di medicinali plasmaderivati, ma anche di mettere a disposizione della Sanità regionale farmaci in esubero rispetto al fabbisogno provinciale.
“Farmaci plasmaderivati come Albumina e Immunoglobuline ma anche Fattore VIII e IX e Complesso Protrombinico sono fondamentali nei trattamenti farmacologici di diverse patologie”, spiegano dall’azienda.
“Siamo particolarmente orgogliosi di questi risultati che devono spronarci a fare sempre di più e sempre meglio”, ha commentato la Direttrice Generale della Asl di Latina, la Dott.ssa Sabrina Cenciarelli. “Le cifre mettono in luce, oltre che le politiche lungimiranti della nostra Azienda Sanitaria, la straordinaria generosità dei donatori, che consente di salvare vite umane e di offrire cure di alto livello. A loro va la nostra sentita gratitudine, al pari di tutti i professionisti e volontari che concorrono con senso del dovere e spirito di solidarietà al raggiungimento di questo obiettivo così importante, emblema di buona sanità”.
AUDIO
Epatite “A”, al Goretti dimesso un paziente, stabili gli altri. L’analisi del primario di Malattie Infettive, Cosmo Del Borgo
LATINA – L’attenzione è alta dopo l’emersione di 24 casi di epatite “A” in provincia di Latina. Il lavoro della Asl prosegue su più fronti: diagnosi e monitoraggio dei pazienti che hanno contratto il virus epatico, il tracciamento, le verifiche nei ristoranti, l’informazione con indicazioni diffuse anche alle scuole.
La buona notizia è che i pazienti con sintomi più severi non destano particolari preoccupazioni al momento, e che dei sei ricoverati, uno è stato dimesso proprio in queste ore.
Per fare il punto della situazione e spiegare quali comportamenti è opportuno avere o evitare, abbiamo sentito il professor Cosmo del Borgo, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive del Goretti, la struttura di riferimento sul territorio della Asl di Latina.
Professore, qual è la situazione ad oggi?
La situazione oggi è di estrema tranquillità, con stabilità del numero dei casi. I pazienti sono tutti in buone condizioni, in fase di miglioramento e contiamo presto di dimetterli. Al Goretti in questo momento abbiamo cinque casi, e speriamo che il numero si riduca ogni giorno. Però dobbiamo aspettare le prossime settimane per vedere come va l’andamento di questo eccesso di casi che abbiamo riscontrato e che ha fatto sì che comunque l’Asl si sia attivata prontamente per poter inquadrare il fenomeno e tenerlo sotto controllo nelle prossime settimane.
Quali sono i consigli che possiamo dare e quali le preoccupazioni da avere eventualmente?
Innanzitutto nessuna preoccupazione, perché i consigli in realtà vanno bene per tutto l’anno e per sempre. Quello comunque di evitare il consumo di cibi non cotti, in particolare, per quanto riguarda l’epatite A, il rischio è aumentato soprattutto per i molluschi in quanto le loro caratteristiche biologiche tendono a concentrare, a filtrare le acque e quindi a poter aggregare in maniera più efficace particelle virali se vengono contaminate, ma è un buon consiglio non consumare cibi non cotti, in quanto i virus sono termolabili quindi con pochi secondi, un minuto in ebollizione il virus viene inattivato. Il consiglio principale è questo, poi un altro consiglio che vale sempre tutto l’anno per qualsiasi virus o batterio è quello del lavaggio accurato delle mani, soprattutto quando si manipolano gli alimenti anche nelle proprie abitazioni.
Quali sintomi possono essere considerati un campanello d’allarme?
La cosa più importante è ricordarsi che questo virus ha un’incubazione molto lunga, il periodo di incubazione così detto va dai 15 ai 50 giorni, e quindi ha tempi lunghi di sviluppo della malattia, questa è la prima cosa da sapere. Poi, i sintomi più tradizionalmente associati a uno scompenso epatico sono la comparsa di ittero, le congiuntive possono diventare di colore giallo, questa pigmentazione è abbastanza facilmente riconoscibile, le feci diventano molto chiare, possiamo avere le urine un pochino più scure, questo associato a un malessere generale, una persona sente quasi di avere l’influenza, di avere dolori articolari, chiaramente se abbiamo questo tipo di corteo sintomatologico è giusto rivolgersi al medico che farà una diagnosi differenziale delle forme di epatite perché non esiste soltanto il virus A. I segni sono comunque facilmente riconoscibili e devo dire che i nostri pazienti li hanno riconosciuti anche prontamente e quindi si sono rivolti subito al medico o al pronto soccorso.
C’è possibilità che i familiari dei pazienti ricoverati vengano contagiati e quindi che emergano nuovi casi?
Questo teoricamente è possibile nel senso che essendo un virus che viene trasmesso per contatto stretto, è chiaro che sono descritte nelle varie casistiche la possibilità di epidemie all’interno di focolai, quindi all’interno di una famiglia, proprio perché i contatti sono molto serrati, e ripeto un lavaggio non accurato delle mani potrebbe trasmetterlo, però fortunatamente non abbiamo molti casi secondari e questo ci conforta. Anche i contatti molto stretti di natura sessuale chiaramente possono dare adito a un’infezione, però questi rappresentano chiaramente dei casi secondari rispetto invece a un contatto diretto con materiale che è contaminato da particelle virali.
Che strascichi si potrebbero avere una volta guariti dall’epatite A?
L’epatite A può dare forme acute che possono determinare dei sintomi anche importanti, però rispetto agli altri virus epatici cosiddetti maggiori, cioè il virus dell’epatite B e dell’epatite C, non dà cronicizzazione, quindi il virus viene poi eliminato, si stabilisce un’immunità anche permanente con la formazione di anticorpi che proteggono da una reinfezione e da questo punto di vista quindi non esercita preoccupazioni di ulteriori controlli nel futuro.
Esiste un vaccino?
Esiste un vaccino che è ampiamente praticato, soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove questa malattia è molto diffusa in quanto le reti idriche sono anche minacciate da contaminazione, cosa che fortunatamente nei nostri paesi occidentali non si verifica, quindi è impossibile poter acquisire l’epatite A dalla rete idrica che viene sorvegliata e disinfettata in maniera regolare. Il vaccino può essere utile comunque o in casi di contatti molto stretti, perché se viene effettuato all’interno di un range temporale di 15 giorni dal contatto può impedire la manifestazione della malattia, questo può essere consigliato soprattutto quando il contatto si individua in maniera precoce, quindi si può somministrare entro 15 giorni dal contatto, oppure anche è buona norma, soprattutto se uno intraprende un viaggio in paesi in cui il numero di casi rimane costantemente elevato, questo può accadere soprattutto in mete che sono lontane come appunto i paesi in via di sviluppo, allora può essere consigliato farlo anche prima di un viaggio.
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