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Presentata la stagione 2024-2025 del D’Annunzio. La sindaca Celentano: “Il teatro è terapeutico”
LATINA – “Il teatro è terapeutico, di fronte al teatro ci sentiamo nudi, liberiamo le nostre emozioni, è un rito collettivo purificatorio”. Così la sindaca di Latina Matilde Celentano ha presentato questa mattina nella Sala De Pasquale del Comune la nuova stagione teatrale del D’Annunzio realizzata in collaborazione con ATCL, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio. Invitando i cittadini a partecipare numerosi (obiettivo superare almeno i 300 abbonamenti), la prima cittadina ha voluto sottolineare che “il teatro appartiene a tutti e per questo abbiamo pensato un cartellone variegato capace di andare incontro ai gusti di tutti. Un’opportunità per uscire, incontrarsi e scambiarsi opinioni. E visto il successo della passata stagione, abbiamo rinnovato la collaborazione con ATCL, che ci ha dato molte opzioni di scelta. Un ventaglio di proposte all’interno del quale ho operato una selezione pensata alle aspettative dei cittadini, con un calendario inclusivo che consente la condivisione del teatro, quale bene comune, perché il teatro deve essere di tutti”.
Ne è nato un cartellone di otto spettacoli, tra grandi classici, nuova drammaturgia, musica e commedia, con in scena importanti interpreti del nostro panorama teatrale: un grande classico di Sheakspear nella lettura e interpretazione di Alessandro Preziosi e con le opere di Pistoletto in scena; la Lupa di Verga nella regia di Donatella Finocchiaro; ci sarà anche Danilo Rea al pianoforte per lo spettacolo dedicato a Maria Callas nel centenario della nascita della grandissima cantante lirica, Sonia Bergamasco sarà La Locandiera di Goldoni vista dal regista Antonio Latella.
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“Il Teatro deve essere soprattutto occasione di crescita culturale di una collettività, un momento di incontro, di sentire condiviso, di riflessione e coesione sociale, uno strumento per interpretare il vivere contemporaneo. Questa nuova stagione del Teatro D’Annunzio, costruita in grande sinergia con il Sindaco Matilde Celentano, presenta un cartellone eterogeneo e ricco di interpreti d’eccellenza, con un’attenzione alle esigenze dei diversi pubblici, sottolineando il valore di un approccio inclusivo e sensibile ai bisogni culturali della cittadinanza tutta”, afferma l’Amministratore di ATCL Luca Fornari.
Per Isabella Di Cola: “Siamo molto contenti di questa stagione. La sfida di un cartellone con grandi classici è trovare adattamenti che fanno precipitare temi elaborati anche migliaia di anni fa ai nostri tempi, per capire meglio il presente”.
GLI SPETTACOLI – Si inizia il 31 ottobre alle ore 21,00 con “Aspettando Re Lear”. Un’affascinante messa in scena, firmata Tommaso Mattei, con l’interpretazione protagonista di Alessandro Preziosi, si aggrappa con tutte le forze ai temi cari trattati da Shakespeare in questa tragedia e lo fa con un contorno scenico, interpretativo e soprattutto drammaturgico di nuova spinta, innovazione. E’ un punto di vista diverso di uno Shakespeare, dove al centro però rimane follia, abbandono, maturità e potere.
Il 19 novembre, alle ore 21,00 andrà in scena “La locandiera”, testo tra i più fortunati e rappresentati di Carlo Goldoni. La locandiera, dal punto di vista del regista Antonio Latella, verte intorno al tema dell’eredità, che è il punto cardine di tutto: “credo che Goldoni con questo testo abbia fatto un gesto artistico potente ed estremo, un gesto di sconvolgente contemporaneità: scardina ogni tipo di meccanismo, eleva una donna formalmente a servizio dei suoi clienti a donna capace di sconfiggere tutto l’universo maschile, soprattutto una donna che annienta con la sua abilità tutta l’aristocrazia.” Sul palco, insieme alla “locandiera” Sonia Bergamasco, Marta Cortellazzo Wiel, Ludovico Fededegni, Giovanni Franzoni, Francesco Manetti, Annibale Pavone, Gabriele Pestilli e Marta Pizzigallo.
Milena Vukotic, Pino Micol e Gianluca Ferrato, con la regia di Geppy Gleijeses, saranno protagonisti di “Così è (se vi pare)” di Luigi Pirandello, il 21 dicembre alle ore 21,00. Scritta nel 1917, presenta il vano tentativo di far luce, in una città di provincia, sull’identità della moglie del nuovo segretario della Prefettura. L’idea dell’allestimento nasce da una strepitosa intuizione di Giovanni Macchia, il più rilevante critico di Pirandello: il cannocchiale rovesciato. “Le cose più vicine, vissute, torturanti, furono viste con il binocolo rovesciato: da quella distanza che ne permettesse la meditazione assorta o l’ironia o addirittura il grottesco”
Il nuovo anno si apre il 10 gennaio alle ore 21,00 con un classico di Giovanni Verga, “La Lupa”. Un progetto drammaturgico di Luana Rondinelli con la regia di Donatella Finocchiaro. Pubblicato per la prima volta nel 1880 e ambientato nella Sicilia del XIX secolo, il romanzo si concentra sulle vicende di una famiglia di contadini poveri e sulle loro interazioni con il mondo esterno. Oggi come ieri, è la donna che non si vergogna della sua sensualità e viene per questo additata dal contesto sociale perché libera, strana, diversa. Il gioco tra vittima e carnefice è un gioco al massacro nel quale convivono peccato e follia.
Il 25 gennaio alle ore 21,00 “Il Sequestro” di Fran Nortes, con Roberto Ciufoli, Sarah Biacchi e Nino Formicola per la regia di Rosario Lisma. Per sventare la speculazione edilizia che metterebbe sulla strada decine di famiglie, fra cui la sua, il buon Paolo pensa bene di sequestrare il giovane Angelo, figlio di colui che si accinge a firmare il decreto. Ma non ha fatto i conti con l’intraprendenza della vulcanica sorella Monica. E ancor meno con la ingenua sventatezza del cognato Mauro, che garantisce un’inarrestabile serie di esilaranti equivoci e fraintendimenti. interpretati da un irresistibile quintetto di attori.
Enrico Lo Verso e Danilo Rea con il loro nuovo spettacolo “Resta Diva, omaggio a Maria Callas”, il 16 febbraio alle ore 18,30, portano in scena uno spettacolo che racconta la vita de “La Divina” affrontando il tema della “dimensione umana” dietro cui si nasconde il talento artistico dei grandi geni. Enrico Lo Verso dà voce al racconto di Titta Meneghini e in una biografia romanzata ripercorre la vita di Maria Callas attraverso lo sguardo degli uomini che le sono stati accanto e che, tra scandali, dolore e sofferenza, hanno contribuito a fare di lei, un’icona irraggiungibile di bellezza e di talento nazionali. Una messa in scena suggestiva che si avvale di proiezioni e contributi video riportando lo spettatore nel mondo in cui nasce e si afferma l’icona di una artista a cui, la crudeltà e le miserie umane non hanno impedito di restare per sempre e comunque una “diva”.
Il 7 marzo alle ore 21,00, uno dei testi più avvincenti di Gianni Clementi, “L’Ebreo”, con Nancy Brilli e la regia di Pierluigi Iorio. Un’opera nella quale albergano diversi temi storicamente legati a un tempo apparentemente lontano che risultano ancora oggi tristemente attuali. Ambientato a metà degli anni Cinquanta, con il dichiarato intento di indagare l’animo umano e il grado di aberrazione al quale si può arrivare pur di non perdere i privilegi acquisiti, la storia restituisce una commedia noir che riesce a divertire e creare suspence, regalare sentimenti di tenerezza e finanche indignare, in una vera e propria ridda di emozioni verso un finale decisamente inatteso.
Il 26 marzo alle ore 21,00 “calerà il sipario” sulla stagione teatrale con Arturo Cirillo che porta in scena “Ferdinando”, capolavoro della drammaturgia di Annibale Ruccello. Con Cirillo, sul palco, Sabrina Scuccimarra, Anna Rita Vitolo e Riccardo Ciccarelli. Agosto 1870: il Regno delle Due Sicilie è caduto e la baronessa borbonica Donna Clotilde nella sua villa vesuviana si è “ammalata” di disprezzo per il re sabaudo e per l’Italia piccolo-borghese nata dalla recente unificazione. A fare da infermiera all’ipocondriaca nobildonna è Gesualda, cugina povera e inacidita dal nubilato, ma segreta amante di Don Catellino, prete di famiglia corrotto e vizioso. I giorni passano tutti uguali, tra pasticche, decotti, rancori e bugie. A sconvolgere lo stagnante equilibrio domestico è l’arrivo di un sedicenne dalla bellezza efebica che, rimasto orfano, viene mandato a vivere da Donna Clotilde, di cui risulta essere un lontano nipote. Sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, riaccendendo passioni sopite e smascherando vecchi delitti.
Teatro Comunale D’Annunzio: viale Umberto I n. 43 – Latina
Botteghino del teatro: aperto giovedì e venerdì ore 16-19; sabato ore 10-13 e 16-19
E nei giorni di spettacolo da 1 ora prima
Biglietti on line su ticketone.it
Info: 0773 652642; teatrodannunziolatina@gmail.com
Abbonamenti
Prelazione abbonati: dal 22 agosto fino al 7 settembre 2024
Vendita nuovi abbonamenti: dal 12 settembre 2024
Platea: Intero 180 € – Ridotto 170 €
Palchi platea, I Galleria, Palchi galleria I ord: Intero 170 € – Ridotto 160 €
II Galleria, Palchi galleria II ord: Intero 150 € – Ridotto 140 €
Biglietti
Platea: Intero 27 € +d.p. – Ridotto 25 €+d.p
Palchi platea, I Galleria, Palchi galleria I ord: Intero 25 € +d.p. – Ridotto 23 €+d.p.
II Galleria, Palchi galleria II ord: Intero 22 € +d.p. – Ridotto 20 €+d.p.
ATCL: Ufficio stampa Fabio Carosi – comunicazione@atcllazio.it – tel. 348.7167286
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Premio Dedalo e Icaro, vince Michela Di Seri. Palluzzi: “Tante le tesi di valore, premiata l’idea di scegliere la stretta attualità”
LATINA – L’architetta Michela Di Seri è la vincitrice della seconda edizione del Premio Dedalo e Icaro 2026. Con la tesi di dal titolo “Post-sisma e identità, continuità urbana dopo il sisma del 2016: il caso studio di Accumoli”, ha convinto la giuria che l’ha scelta tra quattro finaliste, tutte giovani donne, assegnando un riconoscimento economico di 5.000 euro e la pubblicazione editoriale con distribuzione a livello nazionale dell’elaborato. Il “duello” finale è stato con Federica Santucci che ha proposto Progetto educativo sostenibile in territori vulnerabili progettando un Polo Scolastico in Cisgiordania a Khan Al Ahmar (seconda classificata). Terza invece è arrivata Marta Rossetti con “Città aperta, Social Housing per l’area dell’ex Fiera di Roma”, quarta Bianca Falcetti con un progetto per la Cittadella di Slow Food in Sabina. Diciassette le menzioni per lavori ritenuti meritevoli.
La cerimonia di consegna si è svolta giovedì pomeriggio nel foyer del teatro D’Annunzio di Latina, condotta da Daniele Vicario, alla presenza delle autorità e degli organizzatori – la Fondazione Lestra con Ance Latina, il Consorzio Stabile Sviluppo Sostenibile e la casa editrice Lab DFG – . Un premio che nasce per far emergere le idee migliori in termini di innovazione, sostenibilità, progettazione e trasformazioni economiche e tecnologiche contemporanee.
Presenti la prefetta di Latina Vittoria Ciaramella, la sindaca Matilde Celentano, l’assessore regionale al lavoro, Alessandro Calvi, la procuratrice aggiunta di Latina Luigia Spinelli, il questore Fausto Vinci, il comandante provinciale dei carabinieri Cristian Angelillo, i rappresentanti degli enti e delle associazioni di categoria.
“Il successo è tale che se in queste due prime edizioni lo abbiamo rivolto a giovani under 28 nati, residenti o domiciliati nel Lazio, o laureati presso atenei della regione, stiamo pensando per la terza edizione di estenderlo a tutta Italia”, ha spiegato il presidente di Ance Latina Pierantonio Palluzzi.
“Alle quattro finaliste è stato riconosciuta oltre che la qualità e l’ impegno, la capacità di interpretare il presente. E Accumuli – ha detto il presidente di Ance – rappresenta in qualche modo l’Italia, la rivincita”.
Emozionata la vincitrice, Michela Di Seri, che ha spiegato il senso del suo lavoro
E grande soddisfazione è stata espressa dalle tre finaliste
“Vedere tanti giovani talenti premiati per le loro ricerche su innovazione e sostenibilità ci conferma una cosa fondamentale: Latina e il Lazio hanno un cuore pulsante che guarda al domani con competenza e coraggio. La nostra visione è chiara: vogliamo che Latina sia sempre più una città universitaria. Non vogliamo solo che i nostri ragazzi studino qui; vogliamo che trovino qui il terreno fertile per trasformare le loro tesi in progetti di vita e di sviluppo per il nostro territorio”, ha commentato la sindaca di Latina Matilde Celentano.
Accanto al Premio per la migliore tesi di laurea magistrale è stato consegnato il premio Dedalo, all’esperienza. La giuria lo ha assegnato all’architetto Massimo Rosolini, già presidente dell’Ordine degli Architetti di Latina, professionista di lunga esperienza.
La seconda edizione del Premio conferma così il proprio obiettivo: creare un ponte tra università, mondo produttivo e territorio, promuovendo idee capaci di interpretare il presente e contribuire allo sviluppo futuro.
APPUNTAMENTI
Sezze pronta per la Sagra del Carciofo: l’intervista al Sindaco Lucidi
Torna uno degli appuntamenti più attesi della primavera laziale: la Sagra del Carciofo di Sezze, in programma sabato 18 e domenica 19 aprile. Un evento ormai consolidato che, come ogni anno, richiama migliaia di visitatori da tutta la regione e non solo.
A confermarlo è il sindaco di Lidano Lucidi, che racconta una città già in pieno fermento: “Siamo prontissimi, Sezze si sta già riempiendo di turisti”.
Per il secondo anno consecutivo, la manifestazione si svolgerà su due giornate, con un programma ricco e variegato. Il centro storico sarà chiuso al traffico e trasformato in un grande spazio di festa, dove protagonista assoluto sarà, come da tradizione, il carciofo locale.
Saranno presenti numerosi stand enogastronomici, un’area dedicata agli agricoltori per l’acquisto dei prodotti del territorio, spettacoli musicali itineranti, concerti pomeridiani, mostre culturali e fotografiche, oltre al mercatino dei bambini. Non mancheranno convegni e incontri dedicati ai temi dell’agricoltura e del turismo.
“È un mix di festa, cultura, tradizione e innovazione”, sottolinea il sindaco, evidenziando come la scelta di estendere l’evento su due giorni abbia contribuito ad aumentare ulteriormente l’affluenza.
La Sagra del Carciofo rappresenta ormai un punto di riferimento non solo per Sezze, ma per l’intero territorio regionale. Numerose, infatti, le richieste di informazioni arrivate da città come Roma e Frosinone.
Per facilitare l’accoglienza dei visitatori, il Comune ha potenziato i servizi: parcheggi geolocalizzati disponibili online, navette aumentate e aggiornamenti in tempo reale tramite i canali ufficiali, tra cui social e Telegram.
L’evento si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione della cosiddetta “primavera setina”, periodo su cui l’amministrazione sta puntando negli ultimi anni per promuovere il territorio.
“Non è solo una festa dove si mangia – conclude il sindaco – ma un momento di comunità, di condivisione e di scoperta. Chi viene, torna sempre”.
Un invito aperto a tutti, quindi, per vivere due giornate all’insegna del gusto, della cultura e della convivialità nel cuore dei Monti Lepini.
ATTUALITA'
Pietro Grasso incontra gli studenti delle scuole di Latina e mostra l’accendino di Giovanni Falcone
LATINA – Nella sua terza vita, dopo le prime due da magistrato e da politico, l’ex Procuratore Antimafia e Presidente Emerito del Senato, Pietro Grasso ha incontrato a Latina i ragazzi delle scuole – presenti delegazioni di studenti degli istituti Volta, Cena, Vittorio Veneto, Buonarroti, Galilei, Marconi e Majorana – nell’ambito di Latina Storia@Fest, la rassegna voluta dall’Amministrazione, ideata e organizzata dalla direzione del Teatro D’Annunzio, per raccontare storie utili a guardare al futuro con più consapevolezza.
Ora che si è dedicato alla sensibilizzazione delle nuove generazioni e presiede la Fondazione Scintille di Futuro creata con i suoi familiari, Grasso ha risposto alle domande degli studenti sui temi della “Legalità e responsabilità” partendo proprio dalla sua vita e mostrando, alla fine dell’emozionante racconto, l’accendino di Giovanni Falcone: “Me lo diede quando decise di smettere di fumare e dopo la strage di Capaci lo porto sempre con me. Mi dà sicurezza. E’ la scintilla del vostro futuro”.
Una storia quella di Grasso contenuta in un graphic novel, che ha fatto da spunto all’evento di oggi. Chiarissimo il titolo: “E tu da che parte stai? Tutti siamo chiamati a scegliere” (ed Tunuè). Nelle pagine del fumetto ci sono il suo impegno come magistrato del pool antimafia di Palermo, il lavoro e l’amicizia con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il lungo lavoro come giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra (nel 1984), e una vita vissuta attraversando omicidi e attentati, e incontrando pentiti che prima di collaborare avevano colpito al cuore le istituzioni del nostro Paese.
“Per me è arricchente questo rapporto con i ragazzi, perché mi danno quella forza di andare avanti, vedendo i loro occhi vivaci, intelligenti, la curiosità, le domande per approfondire questi temi. Devo dire che questa mia terza vita mi dà tante soddisfazioni – ha detto l’ex magistrato al termine dell’incontro che si è svolto al teatro D’Annunzio – Cerco, attraverso la formazione, l’educazione, la legalità, di contribuire a creare dei cittadini attivi, responsabili, consapevoli”.
Ad accogliere Grasso, la sindaca Matilde Celentano e la prefetta Vittoria Ciaramella. “Abbiamo vissuto una mattinata di altissimo valore civile. È stato un onore immenso accogliere nella nostra città il senatore Pietro Grasso. La sua testimonianza, legata a momenti drammatici della nostra storia nazionale come le stragi del ’92, non è stata solo una lezione di storia, ma un invito diretto alla responsabilità.Attraverso il racconto della sua graphic novel, il Senatore ha posto ai nostri ragazzi la domanda più importante: quale parte scegliamo di occupare nella società? Se ieri con il Questore Fausto Vinci e la Garante Monica Sansoni abbiamo analizzato i rischi e le fragilità che possono intossicare le nuove generazioni (come bullismo e dipendenze), oggi abbiamo parlato di scelte. “Stare bene” non è solo un desiderio, è un impegno collettivo. Significa vivere in una comunità dove rispetto e legalità sono i pilastri della convivenza”, che ha voiluto – ha commentato la prima cittadina a margine dell’evento ringraziando “Sua Eccellenza il Prefetto Vittoria Ciaramella per la costante vicinanza, al Senatore Grasso per il prestigio e l’umanità donata alla nostra comunità, ai dirigenti, docenti e soprattutto agli studenti, veri protagonisti di questo Festival. Ai ragazzi dico: continuate a coltivare il dubbio e la curiosità: è attraverso la consapevolezza critica che diventerete cittadini liberi”.
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