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Latina, tragico fuori strada nella notte, muore una donna di 41 anni

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LATINA – Tragico fuori strada nella notte in via Santa Maria Goretti, la strada che collega Latina a Nettuno.  Una donna di 41 anni, Silvia Scapin, che viaggiava da sola ed era alla guida della sua Lancia Musa, intorno alle 2,30, per ragioni in corso di accertamento da parte della polizia stradale di Aprilia, ha perso il controllo ed è finita fuori strada. L’utilitaria si è ribaltata più volte prima di fermarsi contro un muretto in cemento. L’impatto è stato violentissimo e nonostante i soccorsi e il trasporto in ospedale, l’automobilista  ha perso la vita. Sul posto nell’immediatezza dell’incidente è intervenuta un’ambulanza del 118. Poi, gli agenti della polizia stradale di Aprilia guidanti dal comandante Massimiliano Corradini, hanno svolto i rilievi per ricostruire la dinamica del sinistro.  La vittima, era nata a Latina ma risiedeva ad Aprilia. Secondo i primi accertamenti non ci sono altre auto coinvolte.

 

7 Comments

7 Comments

  1. Germano Buonamano Mancaniello

    5 Gennaio 2018 at 9:51

    Iperterrita continua imperterrita la scia di sangue qui in Agropontino dove abbiamo le strade più pericolose D’Italia, ma nessuno fa nulla per metterle nella più massima sicurezza ed intanto c’è chi muore.

  2. Germano Buonamano Mancaniello

    5 Gennaio 2018 at 9:53

    Imperterrita la scia di sangue continua imperterrita anche ndl Sud Pontino dove ci sono le strade più Sud pericolose D’Italia, ma nessuno fa nulla per metterle nella più massima sicurezza intanto c’è chi muore.

  3. Germano Buonamano Mancaniello

    5 Gennaio 2018 at 9:57

    Non sono uno che prevede le cose tanto per dire succedono ma non importa nulla a me piace il cuore quando muore la persona umana in queste condizioni specie se la mi muore su di una strada che fa schifo al prossimo. Mentre c’è gente anche tra le istituzioni che se ne frega della gente che muore in queste condizioni se ne sono strafregati di ripristinarle di manutentarle le strade. Capito?.

  4. Germano Buonamano Mancaniello

    5 Gennaio 2018 at 10:05

    Miei cari andate piano perché le strade del Sud Pontino e dell’Agropontino sono in condizioni da fare schifo al prossimo. Non date soddisfazioni a questi lucidi porci e maiali che si sono sbranati tutto all epoca anziché ripristinare tutte le strade del Sud Pontino e Dell’Algropontino i soldi furono finanziati non sono stati spesi nemmeno la metà se li sono sbranati e e le strade ad oggi sono in condizioni pessime su di un terreno paludoso assai umido ed in certi luoghi sei fortunato se c’è un lampione che ti fa luce. Per carità e amore di Dio andate piano perché oltre c’è il pericolo randagismo in Agropontino può essere che vi attraversa un povero amico a quattro zampe non sterilizzato perché si da il caso che si sono mangiati anche i soldi per sterilizzare tutti i randagi che sono rinchiusi in questi canili lagher. La A.S.L. canina chiede al comune di Latina dove sono finiti i due milioni di euro che ha dato per far sterilizzare gli amici a quattro zampe abbandonati ma qui su queste strade ci si può trovare di tutto mucche al pascolo in mezzo alla strada pecore al pascolo in mezzo alla strada cavalli da trotto in mezzo alla strada stiamo rovinati.

  5. Luciano Grigio

    5 Gennaio 2018 at 10:17

    Nostradamus..

  6. Germano Buonamano Mancaniello

    5 Gennaio 2018 at 13:39

    Scusami ti sei riferito a me con il tuo intervento?

  7. Germano Buonamano Mancaniello

    5 Gennaio 2018 at 13:51

    Non sono Nostradamus su queste strade di merda ho perso la mia migliore amica all’età di anni 21, il 20 Maggio 2001 non guidava nemmeno lei. LucianoGrigioLuciano tu sai quanti morti ci sono stati da prima durante e dopo il 2001 su queste strade di merda tanto che scrivi a vanvera? .

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CRONACA

Truffa online, accolto il ricorso di un uomo di Latina: l’ABF riconosce il rimborso di oltre 8.300 euro

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LATINA –  In un momento storico in cui le truffe dilagano, il Collegio ABF di Palermo ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato di Latina Vittorio Fusco, Presidente Provinciale Centro Consumatori Italia che ha sede in Via Quarto nel capoluogo, riconoscendo il diritto alla restituzione di 8.311,44 euro, oltre agli interessi legali dalla data del reclamo, a un cliente vittima di una frode informatica.

“La vicenda  – spiega il legale – riguardava quattro operazioni fraudolente eseguite attraverso i servizi di pagamento elettronici: una ricarica, un bonifico e due pagamenti online verso esercenti esteri, per un importo complessivo superiore a 10.800 euro. L’Arbitro Bancario Finanziario ha ritenuto non sufficiente la sola dimostrazione tecnica dell’autenticazione delle operazioni. Particolare rilievo è stato attribuito al blocco cautelativo dello strumento di pagamento, seguito dal successivo sblocco, senza che l’intermediario fornisse adeguate spiegazioni sulle modalità adottate. Il Collegio ha inoltre considerato inadeguato il sistema di alert utilizzato, poiché le comunicazioni inviate al cliente non indicavano con chiarezza l’importo, il beneficiario e la tipologia delle singole operazioni”.

La decisione  – aggiunge in una nota l’avvocato Fusco – conferma che la sicurezza dei servizi di pagamento non può essere valutata soltanto sulla base dell’utilizzo di codici o sistemi di autenticazione, ma richiede anche strumenti di controllo e comunicazioni realmente idonei a consentire al cliente di individuare tempestivamente eventuali frodi.

COME EVITARE LE TRUFFE – L’avv. Fusco richiama l’attenzione dei consumatori sulla necessità di non prestare mai ascolto a interlocutori sconosciuti che si presentino come operatori bancari, postali o tecnici informatici. Banche e Poste Italiane non chiedono mai, attraverso telefonate, messaggi, e-mail o contatti sui social, di comunicare password, codici dispositivi, PIN o credenziali, né di effettuare trasferimenti di denaro verso conti indicati dall’interlocutore. È quindi fondamentale interrompere immediatamente la conversazione e contattare autonomamente la propria banca o Poste Italiane attraverso i recapiti ufficiali, senza utilizzare numeri o link ricevuti durante il contatto sospetto.

Grazie all’attività del Centro Consumatori Italia, associazione presieduta dall’avv. Fusco di Latina, con sede in via Quarto 41, sono numerosi gli utenti che hanno potuto avviare procedure di reclamo e ricorso, riuscendo, in diversi casi a recuperare gran parte delle somme sottratte. Ogni situazione deve essere comunque esaminata individualmente, verificando le modalità della frode, la tempestività della denuncia e delle comunicazioni all’intermediario, nonché la documentazione disponibile.

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Via Selene, il caso assegnazioni, la sindaca Celentano: “”Basta falsità e insinuazioni”. Latina Bene Comune: “Mostri graduatoria e criteri”. Tra gli esclusi c’è chi annuncia ricorso

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LATINA – Si è accesa la polemica sulla graduatoria utilizzata per assegnare gli alloggi Ater di Via Selene a Latina, le nuovissime case popolari ad alta efficienza energetica, alcune delle quali dotate di domotica. Tra gli esclusi c’è chi ha già annunciato ricorso, e la fotografia della prima cittadina che stringe la mano a un’assegnataria appartenente a uno dei clan più famigerati, ha fatto il giro del web accompagnata da commenti.

Le in una nota assicura: “Le assegnazioni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica seguono procedure, requisiti e graduatorie stabiliti dalla normativa. Sono stati assegnati sulla base della graduatoria attualmente vigente, nel pieno rispetto delle procedure previste per questa specifica categoria di alloggi”. Poi si arrabbia: “Basta falsità e insinuazioni. Tutelerò la mia reputazione in ogni sede”, dichira.

Per l’assessore ai servizi sociali Maurizio Galardo: “Non si è trattato, dunque, di assegnazioni discrezionali né tantomeno di scelte effettuate dalla politica sulla base di valutazioni personali. Le persone inserite nella graduatoria, stilata dalla Commissione per le case popolari, composta da rappresentanti del Comune di Latina e da componenti esterni, e successivamente approvata con determina dirigenziale, è stata redatta sulla scorta delle autodichiarazioni presentate dagli istanti”. Aggiunge: “La procedura amministrativa, svolta attraverso una graduatoria, è infatti sottoposta a rigidi controlli e non deve essere strumentalizzata né devono essere avanzate illazioni. Fatte queste premesse, è importante soffermarsi sull’aspetto positivo: abbiamo dato alloggio a tante persone in condizioni di difficoltà, svolgendo un’importante funzione sociale e sottraendo diversi cittadini a situazioni di disagio e precarietà. Nei prossimi mesi verranno assegnati ulteriori alloggi, dando così una risposta concreta a nuove situazioni di bisogno”.

Latina Bene Comune chiede massima trasparenza: “La sindaca Celentano ha dichiarato di aver garantito la massima trasparenza. Bene. Allora non avrà nessuna difficoltà a pubblicare integralmente la graduatoria, i criteri di punteggio applicati, e la posizione in lista di ciascun assegnatario. Come Latina Bene Comune presenteremo una formale richiesta di accesso agli atti”, annuncia il movimento guidato dall’ex sindaco Damiano Coletta che fa notare: “Dalle cronache emerge che tra gli assegnatari figura la sorella di Carmine e Ferdinando Ciarelli, nomi che a Latina non hanno bisogno di presentazioni: il clan Ciarelli ha segnato quarant’anni di storia criminale nel quartiere Pantanaccio, con vicende che hanno coinvolto usura, estorsioni, narcotraffico. Uno dei loro immobili in via Selene era stato confiscato dallo Stato. Ora una loro parente torna nello stesso quartiere con una casa assegnata dal Comune. Vogliamo essere chiari su un punto: non stiamo affermando che l’assegnazione sia illegittima. La signora potrebbe essere regolarmente in graduatoria e avere tutti i requisiti previsti. Lo auspichiamo davvero. Ma proprio per questo chiediamo che venga dimostrato con trasparenza assoluta”.

Ad attaccare l’opposizione è la consigliera del Gruppo Misto Daniele Fiore: “Venerdì il Consiglio comunale di Latina è stato sospeso per permettere a sindaca, assessori e consiglieri di correre alla consegna delle case popolari. Tutti presenti, sorrisi, strette di mano, foto di rito. Io ho detto no, ho protestato in aula insieme a pochi altri colleghi e non ho partecipato alla cerimonia. Oggi, guarda caso, scoppia l’indignazione sui social per l’assegnazione di un alloggio a un componente di una famiglia già nota alle cronache cittadine. Peccato che tra gli indignati di oggi ci siano diversi consiglieri e forze politiche anche di opposizione che ieri erano lì, sorridenti, a scattarsi i selfie con la sindaca durante la stessa consegna. Non ci si può indignare la mattina dopo per qualcosa a cui si è partecipato con entusiasmo il giorno prima. O si controlla la graduatoria prima di presentarsi all’inaugurazione con il sorriso stampato, o non si ha titolo per indignarsi dopo”.

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CRONACA

Sabaudia, la Ferrari prende fuoco dopo un fuoristrada: illeso il conducente, auto distrutta

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SABAUDIA – Una Ferrari Portofino è andata completamente distrutta nella notte dopo essere uscita di strada all’altezza della rotatoria di Sabaudia. Secondo una prima ricostruzione, il conducente ha perso il controllo della sportiva in maniera autonoma, finendo fuori strada e ribaltandosi nello sterrato laterale. Il tempo di abbandonare l’abitacolo da solo e la vettura ha preso fuoco. Miracolosamente illeso un 50enne. Sul posto Vigili del Fuoco, 118 e carabinieri.

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