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Latina, falsi attestati per diventare operatore socio sanitaro: 103 indagati

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LATINA – Sono 103 gli  indagati nell’inchiesta denominata <Attestato Rapido> condotta dai carabinieri del Nas di Latina che ha interessato questa mattina le province di Latina, Roma, Viterbo, Frosinone e Chieti. Le accuse contestate a vario titolo sono quelle di associazione a delinquere, falso e sostituzione di persona. Gli investigatori del Ministero della Salute,  coordinati dal capitano Felice Egidio, hanno scoperto un sodalizio specializzato nella <fabbricazione> di attestati professionali in realtà falsi per la qualifica di operatore socio sanitario.

L’INIZIO L’inchiesta è nata nel 2015 ed è stata condotta dalla Procura di Cassino per poi passare a quella di Milano e gli accertamenti hanno permesso di individuare un’ associazione costituita da persone che lavoravano negli ambienti della formazione e della sicurezza sui luoghi di lavoro e che <avvalendosi di strutture ed imprese di loro titolarità – fa sapere il Nas in una nota – provvedevano alla formazione di documenti falsi anche con i loghi falsi della Regione Lombardia e della Provincia di Milano, il sodalizio criminoso procedeva poi al reclutamento dei soggetti interessati all’ottenimento della qualifica di Operatore Socio Sanitario, proponendo loro l’acquisto dei falsi certificati, relativi alla qualifica, rilasciati in totale assenza della frequenza di corsi di formazione della durata di mille ore, a fronte del pagamento di somme che oscillavano  tra 1500 e i 2500 euro>. Oggi sono state eseguite 96 perquisizioni che scaturiscono da attività ispettive in strutture ricettive per anziani, dove sono stati sequestrati gli attestati professionali per la qualifica di Operatore Socio Sanitario, poi risultati falsi o contraffatti o rilasciati da centri formativi non abilitati.  Gli indagati grazie agli attestati falsi  hanno lavorato nelle strutture socio sanitarie ed assistenziali in assenza di specifiche competenze. <Il sequestro assume un particolare rilievo anche in ragione dell’evoluzione giuridica che la qualifica della professione di operatore socio sanitario dopo l’entrata in vigore della Legge Lorenzin – aggiunge il Nas – gli indagati nell’inchiesta sono complessivamente 103 e dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, falso e sostituzione di persona>.

 

 

 

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2 Comments

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  1. Germano Buonamano Mancaniello

    7 Marzo 2018 at 10:31

    Poc’anzi ho scritto un mio punto di riflessione proprio in base all’argomento dice: alcuni esercizi commerciali specie Bar nella zona dell Agropontino necessitano di una visitina quella dei N.A.S. e menomale che ci siete voi miei cari e stimatissimi amici ed amiche dei N.A.S. altrimenti in Agropontino sa quanta merda ci fa mangiare la buona parte dei gestori che si permettono il lusso di custodire un attività commerciale?,vi vedo spesso su TV Nove siete meravigliosi continuate così perché sta mattina sono capitato in bar chiesto il cappuccino ma nel bel mentre al primo mozzicone di cornetto preso nell apposito deposito cornetti ho dovuto buttarlo nel secchio sopra c’era un capello, in aggiunta alcuni esercizi commerciali nella zona dell Agropontino dovrebbero essere più puliti e meno zozzi, il gestore dovrebbe attuare più disinfestazione, ordine e pulizia e magari anche mettere un cartello laddove vi è scritto il cornetto deve essere rigorosamente servito dai gestori del bar, per non parlare degli altri esercizi commerciali tipo quelli aperti da gestori provenienti da altra parte del mondo anche se alcuni gestori Italiani che si permettono il lusso di custodire un esercizo non è in regola con i N.A.S. in breve: stiamo rovinati.

  2. Germano Buonamano Mancaniello

    7 Marzo 2018 at 10:33

    A Latina alcuni esercizi commerciali tipo Bar e ristoranti non sono in regola con i N.A.S.

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CRONACA

Suio, tragedia alle terme: bambino di 7 anni muore annegato

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Tragedia nel pomeriggio a Suio Terme, frazione del comune di Castelforte, dove un bambino di sette anni ha perso la vita all’interno della piscina di uno stabilimento termale. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il piccolo sarebbe rimasto intrappolato sott’acqua a causa di un bocchettone dell’impianto, che ne avrebbe impedito la risalita in superficie. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i Carabinieri. È stata inoltre allertata l’eliambulanza, ma nonostante i tentativi di rianimazione, per il bambino non c’è stato nulla da fare. La salma è stata posta sotto sequestro ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.

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L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa a Sabaudia

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L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa nel territorio di Sabaudia, all’insegna dello sport e della solidarietà. I militari del Comando Artiglieria Controaerei, insieme al 17° Reggimento “Sforzesca” e al Reggimento Addestrativo, hanno partecipato alla sesta edizione del Giro d’Italia podistico solidale, articolato in venti staffette regionali. L’iniziativa, partita il 18 aprile, è finalizzata alla raccolta fondi per la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Nel Lazio, la staffetta ha preso il via dalla caserma Santa Barbara, attraversando il territorio fino alla località Bufalara per un percorso di circa 10 chilometri. Qui il testimone è stato affidato ai podisti della Federazione Italiana di Atletica Leggera, che hanno proseguito lungo la provincia di Latina. La partecipazione dell’Esercito conferma il sostegno a iniziative con finalità sociali, trasformando ogni tappa in un’occasione per sensibilizzare le comunità sull’importanza della ricerca scientifica e del contributo collettivo.

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Cisterna, denunciata impresa per abbandono di rifiuti speciali

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Controlli in materia ambientale a Cisterna di Latina, dove i Carabinieri Forestali hanno denunciato il legale rappresentante di un’impresa per gestione non autorizzata di rifiuti e acque reflue.

L’attività ispettiva, condotta nei giorni scorsi in un’azienda di produzione e confezionamento di detergenti in località via Grotte di Nottola, ha evidenziato irregolarità nella gestione delle acque di scarico. In particolare, parte delle acque reflue veniva trattata come acque di prima pioggia e convogliata in un impianto di raccolta e depurazione in assenza delle necessarie autorizzazioni.

Nel corso dei controlli, i militari hanno inoltre rinvenuto nel piazzale dell’azienda rifiuti classificati come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), considerati pericolosi. Il titolare, pur autorizzato alla gestione di rifiuti non pericolosi, non risultava abilitato al trattamento di questa tipologia.

Alla luce degli accertamenti, l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.

L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione dei reati ambientali portate avanti dall’Arma, con particolare attenzione alla corretta gestione dei rifiuti e delle acque reflue, elemento centrale per la tutela dell’ecosistema e della salute pubblica.

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