Fishing for Litter di Legambiente

Pescatori guardiani del mare a Terracina

Raccolgono le plastiche che avvelenano le acque

TERRACINA – Tre pescherecci parteciperanno alla raccolta delle plastiche nel mare di Terracina. Sono il Carlo Padre, il Piramide e il Tequila che hanno ricevuto da Legambiente nei giorni scorsi i sacchi, e stanno documentando con foto quello che trovano nelle loro reti. E’ uno dei primi esempi di progetto in Italia e uno dei pochi esempi al mondo di recupero della plastica in mare ad opera direttamente degli operatori della pesca.

Il progetto riguarda i due SIC marini del Lazio, ricadenti nel territorio del comune di Terracina: il Sito di Interesse Comunitario Fondali tra Capo Circeo e Terracina, 3740 ettari, il più esteso della regione, e il Sito di Interesse Comunitario Fondali tra Terracina e Lago Lungo (2182 ettari) che si trovano davanti alle coste Terracina.

“Procederemo poi con l’analisi dei rifiuti, la classificazione e indagini mirate e localizzate. Un problema enorme quello della plastica in mare, una delle minacce ambientali più serie del nostro tempo, che causa danni enormi non solo all’ambiente ma anche al turismo e alla pesca, mettendo a rischio la vita nei nostri mari e anche la salute umana con le pericolosissime microplastiche”, dicono gli attivisti del programma FISHING FOR LITTER TERRACINA.

La campagna è ripresa il 27 maggio con la sperimentazione del progetto di recupero dei rifiuti marini ed in particolare della plastica in mare che dispone anche di una pagina Facebook in cui verranno condivise foto e osservazioni https://www.facebook.com/fishingforlitterterracina/.

Il progetto Fishing for litter Terracina è la  prima esperienza regionale e la seconda esperienza nazionale strutturata sul ‘fishing for litter’ con le cooperative pescatori locali e la direzione della Capitaneria di Porto: “Un grande plauso va ai pescatori i veri “guardiani del Mare” che si sono rimboccati le maniche e possono e vogliono diventare protagonisti di questa svolta storica”, sottolinea Legambiente.

I pescatori avranno quindi la facoltà di portare i rifiuti in porto, contribuendo  a liberare l’ambiente marino dalle plastiche. Ad ogni uscita infatti le barche infatti raccolgono un grande quantitativo di plastiche ora destinate al riciclo.

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