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Ventotene, nuovi ricordi sul piroscafo Santa Lucia affondato nel ’43

L'ammiraglio Pettorino ha incontrato Anna Simeone, figlia del comandante della nave

VENTOTENE – Si arricchisce di nuovi racconti la storia dell’affondamento del piroscafo Santa Lucia avvenuta a Ventotene il 24 luglio del 1943, evento di guerra ricordato ogni anno con una cerimonia che si svolge nel tratto di mare in cui si trova il relitto divenuto meta di escursioni subacquee. Sono quelli emersi durante l’incontro tra il Comandante Generale delle Capitanerie di Porto, ammiraglio Giovanni Pettorino e la signora Anna Simeone, figlia del Comandante di Lungo Corso Cosimo Simeone che era ai comandi del piroscafo.

Rimasto ferito nell’attacco e in fin di vita, dal letto di ospedale in cui si trovava – ha raccontato la signora Anna –  mio padre Cosimo continuava a domandare: “Quanti ne sono morti?”, perché li avrebbe voluti salvare tutti e si preoccupava della condizione dei passeggeri e del suo equipaggio.

Uno scambio di esperienze e di emozioni  visto che proprio il nonno dell’ammiraglio Pettorino era a bordo del Santa Lucia come fuochista ed era sbarcato dal piroscafo poco prima dell’attacco da parte di  quattro aerosiluranti britannici Bristol Beaufighter appartenenti al 47º Stormo della RAF. Secondo alcune fonti, dopo l’affondamento, i velivoli britannici mitragliarono anche i rottami e i naufraghi del piroscafo.

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