lo studio

“Sogni e bisogni” dei ragazzi di Latina: “Sognano sempre più in piccolo”

La ricerca fotografa la fascia 18-24 e 24-34 anni. Neet in aumento

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LATINAI ragazzi di Latina smettono di sognare in grande troppo presto. Sono molto pragmatici e pensano poco all’Europa. I neet sono in aumento. Lo dice in estrema sintesi una ricerca presentata oggi in Comune dal titolo “Sogni e Bisogni”, commissionata ai ricercatori della Lattanzi Kibs di Milano, dall’ assessora alle politiche giovanili del Comune di Latina, Cristina Leggio  per capire chi sono le nuove leve, come guardano al futuro, che cosa fanno e che cosa chiedono alle istituzioni. Obiettivo: conoscerli,  strutturare l’ Informagiovani sulle esigenze reali e orientare meglio in genere le politiche rivolte a chi costituisce il 21% della popolazione locale.

“Stiamo togliendo ai giovani la capacità di sognare che è quello che ha sempre mosso la società. Dobbiamo lavorare nelle città e nel Paese per offrire nuove opportunità, perché l’allontanamento sia una scelta e non una fuga”, ha sottolineato il sindaco Damiano Coletta intervenendo per i saluto nella Sala De Pasquale del Comune. “In questo senso – ha aggiunto – questa ricerca è uno strumento utile a tutti”.

Ma che cosa racconta? “Ci dà un quadro interessante su quelli che sono le i desideri e le aspettative, ma anche il punto di partenza dal quale si muovono i nostri giovani. Per esempio iniziano a sognare sempre più in piccolo e a non  guardare  quelle che potrebbero essere le loro aspettative in termini di opportunità. In particolare rispetto al lavoro cominciano a pensare che “basta che sia un lavoro”, perdendo poi quella che è la parte più bella, della formazione, dell’approfondimento, della ricerca dell’occupazione. Di questo dobbiamo farci carico noi adulti“, sottolinea l’assessora Leggio

Ascolta Leggio

Una preoccupazione emerge per i Neet: “E’ una questione che viene messa spasso sotto il tappeto, temo invece che sentiremo parlare sempre di più dei giovani che non studiano e non cercano lavoro”. I ragazzi di Latina rispondono che essere neet non è una condizione, è una scelta: “Dalla ricerca emerge il dato che  trovano nella famiglia una confort-zone che non li spinge ad andare fuori”, spiega la ricercatrice e monitoring di Lattanzi, Annachiara Annino che con la collega Angelica Puricelli ha illustrato un abstract dello studio.

Ascolta Annino

Il quadro non è ancora del tutto definito perché la ricerca, durata già sei mesi e condotta sia a livello qualitativo che quantitativo, non si è ancora conclusa.  C’è un link attivo per partecipare.

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