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CRONACA

A Latina 400 euro circa di buoni pasto al mese per ogni famiglia con i fondi del Governo e della Regione Lazio

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LATINA – Quasi 800 mila euro dei 400 milioni stanziati dal Governo per il sostegno alla spesa dei nuclei familiari in difficoltà e trasferiti dalla Protezione civile, toccheranno al Comune di Latina che beneficerà anche di ulteriori 500mila euro dei 20 milioni stanziati oggi dalla giunta regionale del Lazio nell’ambito delle misure di sostegno alle famiglie in difficoltà per l’emergenza coronavirus. “Raccogliamo ogni giorno il grido di aiuto di nuclei che prima riuscivano ad essere autosufficienti e ora sono in fortissima difficoltà”, ha detto in una videoconferenza stampa il sindaco Damiano Coletta anticipando di aver condiviso con gli altri sindaci del distretto i criteri e le modalità con cui saranno ripartiti i fondi.

Le decisioni  e le modalità operative sono state fissatee in queste ore dall’assessorato al Welfare con gli assessorati al bilancio, alla protezione civile,  alla partecipazione e alle attività produttive.

FONDI DA PROTEZIONE CIVILE E REGIONE – “Questi fondi che arrivano a un totale di oltre un milione e 200mila euro sono una boccata di ossigeno per il Comune sommerso di richieste che raccontano uno scenario del tutto inedito, anche per i servizi sociali che erano abituati a fare valutazioni oggettive sulla base dell’Isee. Oggi però il bisogno è dovuto a una mancanza di liquidità improvvisa”, ha detto l’assessora Ciccarelli spiegando che con gli altri sindaci del distretto Latina 2 si è convenuto di dare un aiuto di 5 euro al giorno per ogni componente il nucleo familiare (7 euro se ci sono minori), per una somma media complessiva di 400 euro al mese ai quali si potranno aggiungere 100 euro di spesa per farmaci se necessari. Questi fondi saranno resi disponibili sotto forma di buoni pasto sulla tessera sanitaria per tutti coloro che ne sono titolari.   

TUTTI I NUMERI PER RICEVERE AIUTO – Ma l’aiuto passa anche per altri servizi già attivati: lo sportello del segretariato sociale con un numero dedicato all’emergenza coronavirus che è 366660347. Il Pis pronto intervento sociale disponibile h24 per emergenze sociali e che risponde all’800212999. E’ attivo anche il centro antiviolenza  h24 sette giorni su sette “indispensabile  – ha detto Ciccarelli – perché in questo momento l’aspetto della violenza domestica è molto attenzionato”.

LA RETE DEI VOLONTARI  – “A questi numeri abbiamo voluto aggiungere un’attività di volontariato che integra quella dei servizi sociali, affidata a Croce Rossa che insieme alla Caritas coordinano la straordinaria rete di volontariato e consegna di pacchi alimentari e servizio mensa. Dietro la porta, dove si consegna un pacco-spesa c’è un mondo che gli operatori del volontariato sanno ben cogliere individuando la necessità di altre risposte”. I numeri son: 800065510 della Croce Rossa e  3394560629 della Caritas.

 

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CRONACA

Traffico di droga e falso, in carcere cinque poliziotti in servizio al commissariato di Anzio-Nettuno

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Cinque poliziotti in servizio presso il Commissariato di Anzio-Nettuno sono stati sottoposti a custodia cautelare disposta dal Gip di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.  Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, concorso nella cessione di droga e accesso abusivo a sistemi informatici in uso alle forze di polizia.

Le indagini sono state condotte dalla Dda della Procura di Roma e delegate alla Sezione investigativa dello Sco (Sisco), con il supporto della Squadra mobile capitolina. Gli accertamenti hanno ricostruito presunte attività illecite che si sarebbero verificate tra il 2024 e il 2025, coinvolgendo pubblici ufficiali che, attraverso condotte attive e omissive e anche mediante una gestione ritenuta illecita di alcune fonti confidenziali, avrebbero concorso in diversi episodi legati alla cessione di sostanze stupefacenti.

I fatti sono emersi mentre erano in corso indagini su un sodalizio dedito al traffico di droga attivo tra Anzio e Nettuno, composto da cittadini italiani e albanesi, portando ala luce l’attività di  alcuni operatori di polizia che, in accordo con esponenti del gruppo criminale, avrebbero organizzato una “consegna controllata” e un “ritardato sequestro” di 25 chili di cocaina, senza che fossero presenti gli adeguati presupposti previsti dalla legge. Gli stessi operatori avrebbero inoltre omesso il successivo sequestro di un’intera partita di 50 chili di cocaina.

Nel corso di quella operazione, dopo un inseguimento terminato con un incidente stradale nelle campagne di Anzio-Nettuno, è morto un cittadino albanese che, secondo la ricostruzione investigativa, era addetto al trasporto dell’ingente quantitativo di cocaina. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di acquisire elementi probatori sull’appropriazione di somme di denaro sottratte a persone arrestate per spaccio di stupefacenti.

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Sonnino, bruciano in un campo materassi, cuscini e coperte: scatta la denuncia

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SONNINO – Hanno dato fuoco a una quantità di materassi, cuscini, lenzuola e coperte, in Via SP 73 Capocroce – Via delle Vigne a Sonnino. I materiali incendiati erano su terreno in uso a una ditta individuale. Denunciato per combustione illecita di rifiuti e  getto pericoloso di cose a causa delle emissioni in atmosfera sprigionate dalla combustione dei suddetti rifiuti, il titolare dell’area.

“La combustione illecita di rifiuti rappresenta una notevole fonte di inquinamento aereo in quanto vengono liberate in atmosfera numerose sostanze tossiche che invece all’interno degli inceneritori vengono bloccate da appositi filtri: le sostanze si disperdono nell’aria (oltre che nel suolo) e possono venire respirate inconsapevolmente da persone (o anche animali) che si trovano nelle vicinanze oppure dove le correnti d’aria le trasportano”, spiegano i carabinieri forestali.

 

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Aprilia, sequestro di prevenzione da 53 milioni di euro a un imprenditore

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Un patrimonio del valore complessivo di circa 53 milioni di euro è stato sottoposto a sequestro dalla Guardia di Finanza di Latina nell’ambito di una misura di prevenzione nei confronti di un imprenditore di Aprilia, ritenuto dal Tribunale di Roma socialmente pericoloso sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori.

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Roma – Sezione specializzata Misure di Prevenzione, su proposta del Procuratore della Repubblica di Latina, ed è stato eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Latina. La misura ha interessato beni e disponibilità finanziarie riconducibili, direttamente o indirettamente, all’imprenditore.

Le indagini, condotte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Aprilia con la collaborazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, hanno ricostruito secondo l’accusa un patrimonio ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Al centro degli accertamenti ci sarebbero attività economiche legate al settore dell’autotrasporto e della logistica e presunte violazioni fiscali, previdenziali e relative alla somministrazione illecita di manodopera.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo imprenditoriale avrebbe utilizzato cooperative create appositamente per operare nel settore del facchinaggio e acquisire una consistente quota di mercato con importanti spedizionieri nazionali. Le cooperative, sempre secondo l’impostazione accusatoria, avrebbero beneficiato indebitamente di agevolazioni fiscali e di crediti d’imposta derivanti da contratti di appalto ritenuti fittizi.

Tra gli ulteriori elementi alla base degli accertamenti figurano contestazioni relative al mancato versamento di IVA e ritenute per decine di milioni di euro e all’utilizzo in compensazione di crediti d’imposta ritenuti inesistenti per oltre 10 milioni di euro, collegati a investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica e innovazione tecnologica 4.0 che, secondo gli investigatori, non sarebbero mai stati realizzati.

Il sequestro riguarda immobili e uffici di pregio ad Aprilia, autocarri, il patrimonio aziendale e rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in circa 53 milioni di euro.

Il Tribunale ha inoltre nominato un amministratore giudiziario per la gestione dei beni e delle società interessate dal provvedimento. L’obiettivo della misura è sottrarre temporaneamente il patrimonio alla disponibilità del destinatario, preservandone il valore e, dove possibile, garantendo la continuità delle attività economiche e la tutela dei lavoratori.

La Guardia di Finanza sottolinea come l’operazione rientri nelle attività di contrasto patrimoniale ai fenomeni di illegalità economica e alla presunta accumulazione illecita di ricchezze.

Va ricordato che il provvedimento si colloca nella fase cautelare: le contestazioni e la valutazione di pericolosità poste alla base della misura dovranno essere valutate nelle sedi competenti, nel rispetto del principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.

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