CRONACA
Caporalato, arrestati marito e moglie titolari di due aziende agricola e florovivaistica
LATINA – Marito e moglie arrestati perché accusati di sfruttamento dei braccianti agricoli che pagavano con salari da fame facendoli lavorare in condizioni disumane. E’ l’esito di un’indagine condotta dalla squadra Mobile di Latina e dal Commissariato di Fondi che ha portato alla luce quello che gli investigatori ritengono essere “un collaudato sistema di reclutamento e sfruttamento di numerosi braccianti agricoli, italiani e stranieri, impiegati ed utilizzati con modalità illecite”. Due le aziende coinvolte riconducibili alla coppia che si trova ora agli arresti domiciliari.
Dalle indagini – spiegano dalla Questura – è emerso che i dipendenti delle due aziende erano costretti a lavorare in condizioni degradanti, in ambienti completamente invasi dall’umidità e dal fango ed in totale assenza di presidi antinfortunistici. I braccianti agricoli, svolgevano una giornata lavorativa fino a dieci ore, per 25/26 giorni al mese, senza che venissero riconosciuti loro gli straordinari, e senza alcuna copertura sanitaria, o retribuzione aggiuntiva in caso di festività. Oltre ai due titolari delle aziende, sono indagati in concorso anche altre persone che avevano il compito di far rispettare gli ordini minacciando di licenziamento i braccianti se la produzione fosse stata rallentata.
L’operazione è scattata questa mattina quando è stata data esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari disposta dal GIP di Latina su richiesta della Procura nei confronti di L. D. P. e della moglie R. A. rispettivamente di 50 e 49 anni, oltre che alla misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Latina nei confronti di D. P. N. classe 63, D. P. L. classe 1972 e D. P. M. classe 1996, a vario titolo indagati degli artt. 110 e 603/bis comma 1 nr.1 e comma 2 e 4 nr. 1 C.P (Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro) ed Art. 110 e 22 commi 12 e 12/bis lettera C D.L. 286/98. (Violazioni al testo unico sugli stranieri in materia di Lavoro subordinato a tempo determinato e indeterminato); contestualmente è stato eseguito il decreto di sequestro di due società agricole, di proprietà dei coniugi D. P. ed A. ed attive nel settore ortofrutticolo e florovivaistico.
L’indagine partita in autunno dalle dichiarazioni rese da un lavoratore indiano senza permesso di soggiorno, è stata poi condotta con servizi di osservazione e verificando le retribuzioni corrisposte sfruttando la condizione di bisogno dei braccianti (extra comunitari e in alcuni casi clandestini) che venivano “prelevati” in punti di raccolta ben precisi e stipati su mezzi dell’azienda guidati da caporali per poi essere smistati sui campi.
“Gli arresti compiuti oggi dalla Polizia di Stato nella provincia di Latina per reclutamento e sfruttamento di braccianti indicano che il fenomeno del caporalato è ancora un male presente nel territorio”. Lo scrive in una nota Claudio Di Berardino assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio, in seguito all’operazione condotta dagli investigatori della squadra mobile di Latina e dal commissariato di polizia di Fondi, che ha portato alla luce un sistema di reclutamento e sfruttamento di braccianti italiani e stranieri, impiegati con modalità illecite al servizio di due aziende di Latina. “Il sistema criminale emerso dalle indagini – continua Di Berardino – conferma che come Regione Lazio dobbiamo continuare ad andare avanti con gli interventi promossi e in particolare continuare a intervenire contro la pratica del reclutamento e dei trasporti illegali e contro rapporti di lavoro sottopagati”.
CRONACA
Suio, tragedia alle terme: bambino di 7 anni muore annegato
Tragedia nel pomeriggio a Suio Terme, frazione del comune di Castelforte, dove un bambino di sette anni ha perso la vita all’interno della piscina di uno stabilimento termale. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il piccolo sarebbe rimasto intrappolato sott’acqua a causa di un bocchettone dell’impianto, che ne avrebbe impedito la risalita in superficie. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i Carabinieri. È stata inoltre allertata l’eliambulanza, ma nonostante i tentativi di rianimazione, per il bambino non c’è stato nulla da fare. La salma è stata posta sotto sequestro ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.
CRONACA
L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa a Sabaudia
L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa nel territorio di Sabaudia, all’insegna dello sport e della solidarietà. I militari del Comando Artiglieria Controaerei, insieme al 17° Reggimento “Sforzesca” e al Reggimento Addestrativo, hanno partecipato alla sesta edizione del Giro d’Italia podistico solidale, articolato in venti staffette regionali. L’iniziativa, partita il 18 aprile, è finalizzata alla raccolta fondi per la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Nel Lazio, la staffetta ha preso il via dalla caserma Santa Barbara, attraversando il territorio fino alla località Bufalara per un percorso di circa 10 chilometri. Qui il testimone è stato affidato ai podisti della Federazione Italiana di Atletica Leggera, che hanno proseguito lungo la provincia di Latina. La partecipazione dell’Esercito conferma il sostegno a iniziative con finalità sociali, trasformando ogni tappa in un’occasione per sensibilizzare le comunità sull’importanza della ricerca scientifica e del contributo collettivo.
CRONACA
Cisterna, denunciata impresa per abbandono di rifiuti speciali
Controlli in materia ambientale a Cisterna di Latina, dove i Carabinieri Forestali hanno denunciato il legale rappresentante di un’impresa per gestione non autorizzata di rifiuti e acque reflue.
L’attività ispettiva, condotta nei giorni scorsi in un’azienda di produzione e confezionamento di detergenti in località via Grotte di Nottola, ha evidenziato irregolarità nella gestione delle acque di scarico. In particolare, parte delle acque reflue veniva trattata come acque di prima pioggia e convogliata in un impianto di raccolta e depurazione in assenza delle necessarie autorizzazioni.
Nel corso dei controlli, i militari hanno inoltre rinvenuto nel piazzale dell’azienda rifiuti classificati come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), considerati pericolosi. Il titolare, pur autorizzato alla gestione di rifiuti non pericolosi, non risultava abilitato al trattamento di questa tipologia.
Alla luce degli accertamenti, l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.
L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione dei reati ambientali portate avanti dall’Arma, con particolare attenzione alla corretta gestione dei rifiuti e delle acque reflue, elemento centrale per la tutela dell’ecosistema e della salute pubblica.
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Mario Colato
23 Aprile 2020 at 15:04
Mirko Montin tutto bene grazie MLMSA
peter rei
27 Aprile 2020 at 7:17
fondani sfruttatori