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affidato l'incarico

Il Parco del Circeo querela chi ha “sparato a zero” sulla vicenda dei daini

"Post gravissimi, la magistratura valuti"

SABAUDIA – Il Parco Nazionale del Circeo ha deciso di querelare per diffamazione aggravata chi ha “sparato a zero” sull’Ente pur essendo perfettamente a conoscenza, e in ogni aspetto, del Piano Daini. La vicenda che è stata per lungo tempo al centro della cronaca con interventi di ambientalisti e non, europarlamentare e varie associazioni, era stata sollevata per primo, con parole pesanti, dall’ex sindaco di Ponza Piero Vigorelli che scriveva su Fb: “Il piano di sterminio è quello deciso nel 2017, meticoloso quanto infame, dettagliatissimo quanto orribilmente cinico”. La querela però – dicono dal Parco – “si estende a tutti coloro  che strumentalizzando il (sacrosanto) diritto di critica  che l’Ente riconosce ed anzi con questa decisione intende garantire a chi ne usa e non ne abusa,  non perdono occasione per affermare notizie false sul tenore del Piano Daini, e non solo, generando confusione nel lettore e disorientando la cittadinanza, che associa indebitamente il Parco ad un mattatoio, ad un lager, a nemico dei daini, e, da ultimo, ma non per ultimo, a luogo in cui si perpetrano chissà quali misfatti, anche di natura penale”.

Un attacco che secondo il Parco ha leso l’immagine dell’ Ente pubblico che ha dato incarico all’avvocato Antonello Madeo di depositare querela alla Procura di Latina come deciso già da tempo dagli organi direttivi. “Non si tratta– si legge in una nota  – di una censura contro chi legittimamente esercita il diritto di critica, ma al contrario, è un atto a garanzia di chi intende manifestare dissenso circa l’operato del Parco, in maniera però costruttiva e rispettoso di un ente che rappresenta lo Stato italiano ed una missione importante sul territorio. Non è più tollerabile che qualcuno utilizzi il diritto di critica ed il Piano Daini per creare volontariamente ostilità, per sobillare gli animi di animalisti, ambientalisti o semplici supporters, vanificando l’attività di inclusione e gli sforzi che l’Ente sta faticosamente affrontando da alcuni anni non senza positivi risultati gestionali”.

Spetterà ala magistratura valutare ora rilevanza penale dei numerosi post pubblicati negli ultimi mesi sull’argomento daini: “Alcuni sono gravissimi, perché avanzano addirittura ipotesi di reato specifiche a carico del Parco e dei suoi Organi”, aggiungono dall’Ente.

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