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Aperta a Latina Aloah, la prima Casa Maternità della provincia. Ora si attende il fiocco rosa

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LATINA – Ci sono liane, palle, futon, luci soffuse e una vasca per il parto in acqua. E’ casa Aloah, la prima Casa Maternità della provincia di Latina. La sede è in una villetta sulla Via Pontina, circondata da un grande giardino, con ambienti attrezzati per ospitare mamme e papà in attesa, per fare pilates in gravidanza, ginnastica per il pavimento pelvico, incontrare l’osteopata o il naturopata. L’attenzione è però attratta dalle sale-nascita dove a giorni avverrà il primo parto. Sarà una bambina.

E’ stato il mio sogno da sempre, accompagnare le donne nel percorso di nascita dei loro figli facendo prevalere l’arte ostetrica e la natura sulla medicalizzazione del parto. Ma è anche un’esigenza avvertita dalle donne che vivono in questa provincia”,  racconta Helene Rafflegeau (in foto a sinistra con la collega Roberta Mayer). L’ostetrica ha lavorato molti anni in ospedale prima di realizzare il suo progetto, due anni in Svizzera, 7 anni ad Aprilia, due in altrettante strutture romane e poi al Goretti dove è stata in servizio fino a febbraio. “Questa casa mi è sembrata subito perfetta per quello che avevo in mente – aggiunge –  lasciare le donne libere di vivere in serenità e senza interventi esterni,  il momento più importante della loro vita, mettere al mondo il bene più prezioso, accompagnate dal loro partner”.

Per nascere in casa o in Casa Maternità, servono naturalmente alcuni requisiti, quelli contenuti in linee guida, raccomandazioni e protocolli  che impongono per esempio di verificare che la gravidanza sia a basso rischio ostetrico e che non  si verifichino patologie in nessuna fase dei nove mesi, del travaglio e del parto.

E la paura di un evento avverso che spesso accompagna le donne? La scelta dell’ospedale è spesso  dettata proprio dalla volontà delle future mamme di mettersi nella condizione di ricevere assistenza medica nell’eventualità si rivelasse necessario. “E’ ovvio  – assicurano le due ostetriche – che se verifichiamo un problema, se il battito non ci convince o l’acqua è tinta, si attiva il trasferimento in ospedale, ma noi sappiamo che 9 gravidanze su 10 sono fisiologiche. Abbiamo osservato che le donne che scelgono di non andare in ospedale e di essere assistite dalle ostetriche optando poi per il parto in casa o in Casa Maternità, sono in genere più consapevoli. Al contrario chi sceglie l’ospedale tende a delegare l’evento agli operatori sanitari. E’ una scelta e non è giudicabile. Il nostro obiettivo prima ancora che diffondere la nostra visione del parto, è quello di favorire la conoscenza e la consapevolezza nelle donne“.

La prima bimba di Casa Aloah nascerà in una vasca blu con acqua calda, è la modalità scelta dall’80% delle mamme che decidono per l’assistenza in casa. Bisogna solo aspettare. “Ci sono evidenze scientifiche che dimostrano come l’interferenza durante il travaglio con farmaci e manovre, possa aumentare il rischio ostetrico e come le donne vivano un’esperienza di nascita positiva se si sentono libere, di esprimersi, di muoversi e di assecondare i propri bisogni“, aggiunge Roberta Mayer.

La Regione Lazio riconosce alle donne che decidono di partorire in Casa Maternità un rimborso di 800 euro.

Da notare che il nome della Casa Maternità Aloah non è un refuso del termine hawaiano, Aloha. E’ invece la fusione dei nomi  Alexi e Noah, i figli di Helene.

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Ponte Mascarello, scelto il progetto: ristrutturazione con pista ciclabile

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LATINA – Buone notizie per l’iter che porterà ai lavori sul Ponte Mascarello chiuso da otto ani circa.  Nella commissione Lavori pubblici di questa mattina, presieduta dal consigliere Fausto Furlanetto, è stata votata a maggioranza l’ipotesi progettuale numero 1, che prevede la ristrutturazione del ponte con un aumento della capacità portante e la creazione di uno spazio di 1,5 metri su entrambi i lati, destinabile a pista ciclabile o marciapiede. Il progetto, del valore di 3,3 milioni di euro sarà finanziato da Sogin come opera compensativa del decommissioning,  e secondo i commissari “garantisce tempi di realizzazione più brevi rispetto all’altra opzione valutata , assicurando al contempo la sicurezza e il transito dei mezzi pesanti entro determinati limiti, a supporto anche delle finalità turistiche”.

“Grazie al lavoro degli uffici – ha affermato il vicesindaco Carnevale – con la collaborazione della Sogin e del Ministero dei Trasporti, siamo riusciti a riprendere l’iter per dare risposte a un territorio importante come quello della Marina, e non solo, al fine di procedere con la ristrutturazione del Ponte Mascarello. Quanto approvato nella commissione presieduta da Fausto Furlanetto, che ringrazio, verrà ratificato in Consiglio comunale in modo che, da quel momento in poi, scatteranno i due anni come da coronoprogramma per la fine dei lavori”.

“Esprimo soddisfazione – ha affermato il presidente Furlanetto – per il risultato raggiunto così come previsto nel programma sindacale del sindaco Matilde Celentano e ringrazio l’assessore Carnevale per le interlocuzioni avute con la Sogin e il Mit per la risoluzione definitiva del problema del ponte Mascarello, così come ringrazio la commissione tutta che dopo molteplici riunioni ha raggiunto l’obiettivo prefissato votando a maggioranza l’opzione numero 1. Dopo molti anni, finalmente, è sta individuata la soluzione più adeguata per mantenere una struttura storica del territorio, dando così continuità alla viabilità del lungomare pontino che collega Anzio e Nettuno con il nostro territorio”.

Erano presenti alla seduta l’ingegnere capo centrale di Sogin Enrico Bastianini e l’ingegnere Gianmarco Mura, i due progettisti, gli ingegneri Federico Pacetta e Federico Fratello, il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Carnevale, e la dirigente al ramo Angelica Vagnozzi.

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Campo sportivo D’Amico, Chiarato: “Telecamere attive e recinzione rafforzata”

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L’ assessore allo Sport del Comune di Latina, Andrea Chiarato, interviene con una nota  in merito alle segnalazioni riguardanti l’accesso al nuovo campo sportivo outdoor intitolato a Vincenzo D’Amico: “E’ bene chiarire, spiega – che l’apertura di uno dei cancelli laterali è stata causata da un atto di forzatura, e non da una mancanza di attenzione nella gestione dell’impianto. L’impianto di videosorveglianza è attivo e funzionante, dotato di sensori che rilevano il movimento. Proprio grazie a questo sistema è stato possibile individuare la presenza di persone all’interno dell’area e procedere immediatamente al loro allontanamento. Gli uffici hanno già provveduto a rafforzare la chiusura dei cancelli di accesso e sono stati, inoltre, installati cartelli informativi che segnalano la presenza delle telecamere, così che possano fungere da deterrente e possano prevenire ulteriori intrusioni. È importante ricordare che videosorveglianza e la recinzione non erano previsti nel progetto originario dell’impianto. È stata proprio questa amministrazione a decidere di inserirli nel progetto, per tutelare un investimento pubblico importante realizzato con fondi Pnrr. Si tratta di una struttura sportiva moderna e di grande valore per il quartiere e per l’intera città. Proprio per questo – conclude Chiarato –  l’obiettivo dell’amministrazione è garantirne la massima tutela fino alla conclusione della procedura di affidamento della gestione per la durata di otto anni, che consentirà poi l’apertura regolare al pubblico”.

 

 

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Stagione estiva 2026: il Comitato Centro Storico chiede le verifiche per le serate con musica

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SAN FELICE CIRCEO – E’ una lettera aperta quella che il  Comitato Centro Storico Circeo ha inviato alla Sindaca Monia Di Cosimo per richiamare l’attenzione sull’organizzazione degli eventi musicali nel centro storico durante la stagione estiva. Il Comitato sottolinea la necessità di trovare un equilibrio tra animazione turistica, sicurezza e qualità della vita dei residenti, chiedendo per il futuro una programmazione più compatibile con il contesto storico e residenziale del centro storico.

Pur riconoscendo l’importanza delle iniziative turistiche e dell’animazione del territorio, il Comitato ritiene doveroso segnalare alcune criticità rilevanti che riguardano:

  1. Impatto acustico eccessivo
  2. Sicurezza e gestione delle emergenze.
  3. Compatibilità degli eventi con il contesto storico e residenziale

Quindi prima del rilascio delle autorizzazioni il Comitato chiede di effettuare le opportune verifiche.

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