Lunanotizie.it

AUDIO

Gli studenti del Liceo Classico Alighieri occupano la scuola

Pubblicato

LATINA  – Gli studenti del liceo classico Dante Alighieri di Latina hanno proclamato l’occupazione della scuola. I ragazzi che si sono radunati negli spazi comuni dell’edificio di Viale Mazzini e hanno invaso l’atrio Augusto. Protestavano da alcuni giorni per questioni che riguardano l’utilizzo dell’auditorium e della palestra dell’istituto, l’impossibilità di uscire in cortile a ricreazione, ma soprattutto lamentando una mancanza di dialogo e di risposte da parte della dirigente.

In un lungo documento hanno esplicitato le ragioni  della protesta che era cominciata cinque giorni fa con una serie di manifestazioni e scioperi bianchi. Oggi al suono dell’ultima campanella hanno deciso di non uscire da scuola. Al momento sono chiusi all’interno del plesso perchè i cancelli e la portineria sono stati chiusi così come disposto dalla dirigente che questo pomeriggio ha convocato in via straordinaria i consigli di classe “per discutere delle problematiche emerse nelle classi e cercare soluzioni condivise”. Un appello al dialogo che gli studenti considerano tardivo.

“Vogliamo andare a scuola, ma vogliamo farlo bene e questo comportamento da parte della dirigenza, non è adeguato”.

Probabile a breve l’intervento della Polizia.

FARE LATINA – Il dipartimenti giovani di Fare Latina solidarizza con i ragazzi: “Abbiamo assistito in questi giorni allo sciopero degli studenti del Liceo Classico Dante Alighieri, durante il quale hanno esposto problemi e criticità quali la mancanza di spazi, strumenti, comunicazione, occasioni di formazione e disagi relativi al pendolarismo, ai trasporti e alle entrate scaglionate. Gli studenti, dopo aver richiesto al dirigente ripetuti momenti di dialogo e confronto, sono ora passati alla fase della proposta, sviluppando un piano serio e articolato di soluzioni in merito ai problemi sopracitati. “Non vogliamo scissioni, vogliamo collaborazione ed essere presi in considerazione nell’avanzamento, non solo della nostra scuola, ma anche delle modalità di gestire il futuro dell’istruzione.” Condividiamo pienamente queste parole degli studenti e come Dipartimento giovani di Fare Latina riteniamo sia necessario che tutti si assumano la responsabilità di dare delle risposte serie, concrete e attuative ai problemi presentati. Durante un incontro avuto con i rappresenti d’istituto del Liceo Classico, abbiamo sottolineato la necessità di risolvere la situazione attraverso il dialogo. Le istituzioni devono farsi carico di rendere realmente attuativo il diritto allo studio.  È  per questo motivo che ci rendiamo disponibili a contribuire alla convocazione di un tavolo urgente in cui si possa dialogare con le istituzioni preposte. Ci mettiamo a completa disposizione affinché i ragazzi, che stanno dimostrando consapevolezza e serietà, possano avere al più presto un incontro istituzionale in cui tutte la parti sociali siano ascoltate: Sindaco, Assessore all’istruzione, delegati provinciali e rappresentanti dei genitori. Certi, che solo con la via del dialogo costruttivo si possano raggiungere risultati concreti”, affermano Alessandro Gargani e Shada Vitali.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

AUDIO

Un convincente Latina batte 2-0 il Forlì, Volpe: “Giusto premio alla serietà dei ragazzi”

Pubblicato

(foto Alessio Privato)

LATINA – Una rassicurante vittoria per il Latina, che sabato pomeriggio allo stadio Francioni  ha battuto per 2-0 il Forlì con  i goal di Marenco (10’) e di Tomaselli (38′). Unanime il giudizio positivo sulla prestazione dei nerazzurri che hanno segnato nel primo tempo e poi difeso il risultato. Mister Volpe al termine della gara ha fatto i complimenti ai suoi, “volevamo la vittoria ce la siamo presa”, ma ha anche sottolineato che cosa è mancato.

“Sicuramente vincere dà fiducia, dà entusiasmo – ha commentato il tecnico nerazzurro – Faccio complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una partita sotto il profilo della voglia, dell’atteggiamento, una partita giusta. La cosa che mi fa arrabbiare è che possiamo fare cose migliori con la palla e anche senza. Perché noi non dobbiamo mai accontentarci del risultato, ma bisogna sempre pretendere il massimo dal nostro valore. Ripartiamo da una vittoria che era importantissima, perché la volevamo, la cercavamo tutti. L’abbiamo fatto nel modo giusto. Oggi era importante vincere e l’abbiamo fatto in maniera convincente. Poi sicuramente queste partite vanno chiuse, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per farlo e non l’abbiamo fatto. A volte un episodio o una palla messa su può compromettere un risultato, una prestazione che ci avrebbe tolto qualcosa. Sicuramente l’espulsione ci ha agevolato, ma nulla toglie a quello che poi hanno prodotto i ragazzi. E’ un premio soprattutto per la loro serietà, per la loro abnegazione durante la settimana”.

IL TABELLINO – Latina Calcio 1932 2 – 0 Forlì

Latina: Mastrantonio, Ercolano, Porro (77’ Calabrese), De Cristofaro, Baez (85′ Di Giovannantonio), Marenco, D’Angelo (60’ De Ciancio), Plescia (60’ Cioffi), Carillo, Lipani, Tomaselli (60’ Keita). A disp: Basti, Giora, Bruscagin, Castorri, Sylla, Riccardi, Sussi, De Marchi. Allenatore: Gennaro Volpe.

Forlì: Theiner, De Risio (66’ Rosetti), Petrelli (73’ Tordiglione), Coveri (45’ Gabellini), Macri, Farinelli, Mattioli (85′ Perini), Scaccabarozzi (73’ Perretta) Palomba, Onofri, Munaretti. A disp: Tagliaferri, Veliaj, Mandrelli, Valentini Fi, Gaiola, Valentini Fe, Attasi, Diop. Allenatore: Nicola Campedelli.

Arbitro: Mattia Maresca di Napoli.

Assistenti: Matteo Bertelli di Prato e Vito Mattia Losapio di Siena.

IV Uomo: Alessandro Silvestri di Roma 1.

Operatore FVS: Giuseppe Scarpati di Formia.

Marcatori: 10’ Marenco (L), 38’ Tomaselli (L)

Ammoniti: 53’ D’Angelo (L), 63’ De Risio (F), 76’ Carillo (L), 82’ De Ciancio (L)

Espulsi: 31’ Palomba (F)

Angoli: Latina 6 – 5 Forlì

Recuperi: 4’ pt / 5′ st

Note: spettatori totali 1219 di cui 768 abbonati e 9 ospiti

 

Leggi l’articolo completo

AUDIO

ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato

Pubblicato

“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.

Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.

Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.

Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:

 

Leggi l’articolo completo

AUDIO

Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto

Pubblicato

LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina,  in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha  parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.

“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse,  soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale,  ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.

Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo  – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie  e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.

 

Leggi l’articolo completo

Più Letti