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Nel Consiglio comunale Coletta illustra le linee di mandato, poi Di Cocco chiede di votare nel 2022: proposta bocciata
LATINA – Dobbiamo essere stati particolarmente fortunati, perché abbiamo potuto seguire dal nostro pc la seduta del 20 dicembre del consiglio comunale di Latina nella modalità on line, obbligata dal covid dilagante, tutta, dall’inizio alla fine, senza mai avere problemi con lo streaming. Ma c’è chi, tra i consiglieri, ne ha evidenziati, anche se alla fine il consiglio si è potuto svolgere regolarmente.
Unico punto all’ordine del giorno, le linee di mandato del sindaco Damiano Coletta che i consiglieri del centrodestra hanno ricevuto con un anticipo di cinque giorni e che avrebbero dovuto – secondo lo schema classico – essere votate dall’assise oggi stesso: pro o contro. L’accordo raggiunto in sede di riunione capigruppo (per soddisfare una richiesta del centrodestra) invece era stato di aggiornare la seduta al 23 dicembre per dare a tutti modo di approfondire il documento, ma un fuori programma ha impegnato la seconda parte della seduta: il consigliere comunale Gianluca Di Cocco di Fratelli d’Italia ha infatti deciso di chiedere un rinvio del voto, addirittura al Nuovo Anno, come se non fosse abbastanza per i cittadini aver assistito alla estenuante trattativa Sindaco-Centrodestra che si protrae da ben due mesi. Alcuni si sono detti d’accordo, altri nettamente contrari, alla fine la seduta è stata sospesa su richiesta della consigliera di Lbc Valeria Campagna per una nuova riunione capigruppo: “Se non si rispettano gli accordi presi, allora occorre riparlarne”, ha detto. E alla fine lo stesso Di Cocco ci ha ripensato e ha votato contro la sua proposta quando è stata messa ai voti dal presidente del Consiglio Raimondo Tiero.
L’appuntamento di oggi era atteso (come detto anche dai cittadini) dopo che sono trascorsi due mesi dal ballottaggio e dal risultato divergente che lo ha caratterizzato. Il sindaco ha aperto proprio su questo il suo discorso, ricordando la necessità di trovare una condivisione per rispettare il volere degli elettori:
COLETTA
Tra i punti molti di quelli illustrati hanno accolto le istanze provenienti dalla maggioranza di centrodestra. Coletta ha parlato della necessità di un ulteriore sviluppo universitario anche nell’ottica di un sistema integrato con imprese e territorio. Ha parlato di una Latina-città- senza-periferie da realizzare non solo grazie alla riqualificazione del quartiere Nicolosi e delle Vele con il progetto già finanziato e presentato a primavera, ma anche con la messa in sicurezza di tutte le strade che raggiungono e collegano i borghi e destinando il 30% delle risorse di riqualificazione proprio ai borghi. Ha indicato la riqualificazione della Marina con il rilancio del concetto di Borgo Marinaro, caro da sempre al suo avversario Zaccheo, e di attivare nuovi collegamenti con l’arcipelago pontino, dell’istituzione di un tavolo congiunto con l’Ente Parco per programmare politiche di destagionalizzazione del turismo e di promozione del turismo naturalistico soprattutto sul lato di Rio Martino. Entra nelle linee di mandato anche la creazione di una Beach Arena cavallo di battaglia di Fare Latina. Ribadita l’idea condivisa con i Cinquestelle di un lungomare con mobilità light ed elettrica lasciando le auto su Via Massaro (opera infinita).
La chiusura delle linee di mandato è stata riservata ai giovani e alle donne: migliorare la mobilità, aumentare gli spazi di studio e di co-working, creare un brand della Via dei Pub e realizzare lo skate park, ma anche dare ai giovani un peso nelle scelte e lavorare perché abbiano la possibilità di restare a Latina o di ritornarci. Sulla parità di genere, Coletta ha spiegato che la popolazione per il 51% è rappresentata da donne e il 61% di questo 51 è costituita da donne attive in ambito lavorativo, ma siamo sotto la media nazionale. L’obiettivo è attivare politiche che accorcino il divario di genere.
COLETTA
Bocciata la richiesta di rinviare l’aggiornamento del consiglio al 2022 , si tornerà in aula il 23 dicembre alle ore 9,30. Sarà un aggiornamento della seduta odierna, con l’obiettivo di avviare il dibattito e votare poi sulle linee programmatiche.
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Un convincente Latina batte 2-0 il Forlì, Volpe: “Giusto premio alla serietà dei ragazzi”
(foto Alessio Privato)
LATINA – Una rassicurante vittoria per il Latina, che sabato pomeriggio allo stadio Francioni ha battuto per 2-0 il Forlì con i goal di Marenco (10’) e di Tomaselli (38′). Unanime il giudizio positivo sulla prestazione dei nerazzurri che hanno segnato nel primo tempo e poi difeso il risultato. Mister Volpe al termine della gara ha fatto i complimenti ai suoi, “volevamo la vittoria ce la siamo presa”, ma ha anche sottolineato che cosa è mancato.
“Sicuramente vincere dà fiducia, dà entusiasmo – ha commentato il tecnico nerazzurro – Faccio complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una partita sotto il profilo della voglia, dell’atteggiamento, una partita giusta. La cosa che mi fa arrabbiare è che possiamo fare cose migliori con la palla e anche senza. Perché noi non dobbiamo mai accontentarci del risultato, ma bisogna sempre pretendere il massimo dal nostro valore. Ripartiamo da una vittoria che era importantissima, perché la volevamo, la cercavamo tutti. L’abbiamo fatto nel modo giusto. Oggi era importante vincere e l’abbiamo fatto in maniera convincente. Poi sicuramente queste partite vanno chiuse, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per farlo e non l’abbiamo fatto. A volte un episodio o una palla messa su può compromettere un risultato, una prestazione che ci avrebbe tolto qualcosa. Sicuramente l’espulsione ci ha agevolato, ma nulla toglie a quello che poi hanno prodotto i ragazzi. E’ un premio soprattutto per la loro serietà, per la loro abnegazione durante la settimana”.
IL TABELLINO – Latina Calcio 1932 2 – 0 Forlì
Latina: Mastrantonio, Ercolano, Porro (77’ Calabrese), De Cristofaro, Baez (85′ Di Giovannantonio), Marenco, D’Angelo (60’ De Ciancio), Plescia (60’ Cioffi), Carillo, Lipani, Tomaselli (60’ Keita). A disp: Basti, Giora, Bruscagin, Castorri, Sylla, Riccardi, Sussi, De Marchi. Allenatore: Gennaro Volpe.
Forlì: Theiner, De Risio (66’ Rosetti), Petrelli (73’ Tordiglione), Coveri (45’ Gabellini), Macri, Farinelli, Mattioli (85′ Perini), Scaccabarozzi (73’ Perretta) Palomba, Onofri, Munaretti. A disp: Tagliaferri, Veliaj, Mandrelli, Valentini Fi, Gaiola, Valentini Fe, Attasi, Diop. Allenatore: Nicola Campedelli.
Arbitro: Mattia Maresca di Napoli.
Assistenti: Matteo Bertelli di Prato e Vito Mattia Losapio di Siena.
IV Uomo: Alessandro Silvestri di Roma 1.
Operatore FVS: Giuseppe Scarpati di Formia.
Marcatori: 10’ Marenco (L), 38’ Tomaselli (L)
Ammoniti: 53’ D’Angelo (L), 63’ De Risio (F), 76’ Carillo (L), 82’ De Ciancio (L)
Espulsi: 31’ Palomba (F)
Angoli: Latina 6 – 5 Forlì
Recuperi: 4’ pt / 5′ st
Note: spettatori totali 1219 di cui 768 abbonati e 9 ospiti
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ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato
“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.
Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.
Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.
Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:
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Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto
LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.
“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse, soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale, ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.
Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.
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