ASCOLTA RADIO LUNA ASCOLTA RADIO IMMAGINE ASCOLTA RADIO LATINA  

verso le regionali

Giuseppe Schiboni si presenta: “Forza Italia una delle squadre più forti”

Il candidato contatto con il territorio e con la gente, pianificazione e programmazione prioritarie

LATINA – Ha presentato la sua candidatura al consiglio regionale del Lazio, questa mattina in un incontro che si è tenuto a Latina, l’ex sindaco di San Felice Circeo Giuseppe Schiboni. Medico, politico di lungo corso, per tre volte alla guida del comune costiero, è nella pattuglia di Forza Italia. “Credo che sia una delle squadre più forti che si presentano a queste elezioni”, ha voluto sottolineare ringraziando il suo partito, Forza Italia, per le scelte fatte.

Ha scelto di presentarsi così: “Sono uomo che guarda il mare. E gli uomini quando osservano il mare restano affascinati dalla linea dell’orizzonte, perché sanno che devono scavalcarla per raggiungere altri mondi. Cioè altri obiettivi”.

Lo ascoltiamo al microfono di Francesca Balestrieri

CHI E’ – Nato a Roma il 13 gennaio 1955, laureato  in Medicina e Chirurgia presso l’università  Sapienza di Roma con votazione 110 e lode su 110, ha prestato servizio presso l’istituto Regina Elena dal 1978 al 1982 in Chirurgia; dal 1982 al 1984 presso l’ospedale Dono Svizzero di Formia in Chirurgia Generale,  medico di famiglia a San Felice Circeo dal 1983 ad oggi.
Per venti anni Schiboni è stato sindaco a San Felice Circeo, eletto la prima volta nel 1996, è stato anche  consigliere provinciale dal 1994 al 1999, dal 1999 al 2004 e dal 2004 al 2009, mentre  nel 2009 è stato nominato assessore provinciale con delega alle Politiche della Scuola. “Con coerenza – dice – dal 1994, ho sempre rappresentato Forza Italia sul territorio e per il territorio”.

IL PROGRAMMA –

“Ho sempre vissuto  – scrive Schiboni nel suo programma – nella città che vanta il primo cittadino europeo. E sì, spesso noi della provincia di Latina dimentichiamo che abbiamo uno spirito che deriva dall’Uomo di Neanderthal, i cui resti furono ritrovati proprio qui, in diverse cavità di San Felice Circeo, testimoniando che su questi territori la vita ha preso forma ben prima che in altre parti. Volgendo lo sguardo oltre c’è l’arcipelago delle isole ponziane: lì, sullo scoglio di Ventotene, è nato il manifesto dell’Europa unita, democratica e libera. E sarà questo lo spirito che mi animerà in Regione Lazio, quello di un uomo che si batte ogni giorno per migliorare il proprio territorio, la propria provincia, forte della sua esperienza di amministratore, avendo ricoperto diversi ruoli, da sindaco ad assessore a consigliere, e forte anche del mio percorso professionale, quello di medico.

SPEZZARE L’ISOLAMENTO DELLA PROVINCIA

Un territorio isolato: questa è la provincia di Latina. E lo sviluppo parte dai collegamenti, dagli assi viari, dal potenziamento del trasporto su rotaie e su gomma, dalla valorizzazione dei porti e degli approdi. La provincia di Latina deve puntare a migliorare i suoi collegamenti marittimi, perché il futuro parla di Mediterraneo. Latina, San Felice Circeo, Terracina, Gaeta e Formia devono creare un asse di collegamento che valorizzi lo scalo commerciale e i flussi turistici oltre all’attività della pesca. Seguendo gli ultimi positivi riscontri, l’altro obiettivo resta finalmente la realizzazione della Roma-Latina, in modo da velocizzare il collegamento con la Capitale, ma fondamentale per uno sviluppo commerciale e turistico degno di questo nome è il potenziamento del trasporto su rotaie, con l’alta velocità fare tappa a Latina e col consolidamento di scali merci.

ALZARE LA QUALITÀ DELLA VITA

Nella classifica dei giornali economici la provincia di Latina per la qualità della vita risulta 80ma. Una posizione di bassa classifica, dovuta soprattutto ai numeri poco esaltanti nelle voci servizi e ambiente, ma anche ricchezza e consumi, giustizia e sicurezza, oltre che cultura e tempo libero. Intervenire con una politica atta a migliorare la propria condizione di vita è un obbligo per ogni amministratore, che deve partire dal colmare lacune quasi cronicizzate nel nostro sistema provinciale. In che modo? Attraverso un patto di sviluppo tra politica e imprese, più digitalizzazione e meno burocrazia farraginosa; una strategia più attenta nella gestione dei rifiuti con soluzioni interne; maggiore attenzione alle periferie con iniziative e processi di partecipazione, reinserimento sociale mirato per chi delinque; una politica più attenta verso chi svolge attività culturale, sportiva e ricreativa con recupero di edifici e aree per essere restituite alla collettività, attraverso opera di bonifica e restyling di aree industriali dismesse, edifici pericolanti e immobili confiscati alla criminalità.

LO SVILUPPO ECONOMICO

Potenziare e consolidare i collegamenti per ampliare i mercati alle realtà industriali e artigianali del territorio è un passaggio perentorio per dare nuova linfa alle aziende e ai distretti d’eccellenza, come il chimico-farmaceutico e il comparto agricolo. A queste voci va aggiunta anche quella del turismo, poiché le peculiarità del territorio pontino abbracciano naturalmente l’area di un turismo culturale e ambientale in continua espansione. Presente e futuro sono rappresentati da un nuovo assetto delle vie su gomma e su rotaie, con potenziamento degli scali commerciali, ripristinando l’Intermodale dello snodo ferroviario di Latina Scalo, spingendo anche per un nuovo piano per valorizzare le aree portuali, realizzando un approdo turistico a Latina Lido: queste sono le priorità di un’agenda politica arrivata per questo territorio a un punto di non ritorno.

VIVERE DI TURISMO E CULTURA

Valorizziamo il patrimonio naturalistico, archeologico e architettonico unico al mondo: spesso non ci rendiamo conto dell’unicum in cui viviamo, dal Parco nazionale del Circeo alle oasi naturalistiche alle spiagge e alle isole, dall’architettura razionalista delle città di fondazione all’archeologia dei primi insediamenti umani come le mura ciclopiche e i resti delle ville dei popoli Italici e dei Romani, più la straordinaria bellezza di carattere medievale dei centri collinari. Disegnare nuove rotte turistiche con un percorso originale è la chiave di volta per attrarre flussi turistici mai intercettati e che ignorano esista un microcosmo dotato di una bellezza così unica. Un territorio che vanta una grande diversità in un raggio d’azione così circoscritto deve puntare a una forte promozione nazionale e internazionale, supportata da un potenziamento dei collegamenti e da una nuova politica che resetti e coinvolga la ricettività alberghiera e d’accoglienza. Recuperare siti dismessi e strutture pubbliche non utilizzate per trasformarli in cittadelle della cultura e del divertimento unisce il restyling urbano con finalità di aggregazione e di attrazione.

VALORIZZARE LE ECCELLENZE AGRICOLE

La capacità di trasformazione delle nostre campagne è sotto gli occhi del mercato. La provincia di Latina è stata sempre capace nel tempo di scommettere su di sé e sulle proprie qualità: il valore degli uomini e delle donne capaci di lavorare la terra e di trasformare i suoi prodotti è un marchio di cui vantarsi. Territorio fertile, il comprensorio pontino ha sempre accolto anche le nuove produzioni fino a farle diventare voci d’eccellenza: se il pomodoro e il carciofo sono stati gli ortaggi simbolo per un certo periodo poi ecco che negli anni ’70 compare la coltivazione del kiwi, oggi produzione d’eccellenza dal nord al centro della provincia, ma anche il cocomero, la zucchina, la fragola, lo zafferano, il vino sono diventati vanto di un territorio straordinario. E ancora: ecco oggi il daikon e il pak-choi, a testimoniare la qualità dei terreni più la duttilità e la versatilità degli operatori. L’obiettivo? Quello di ottenere marchi di qualità per ogni prodotto e l’apertura di nuovi mercati.

SOLIDARIETÀ E SOCIALE

Non lasceremo nessuno indietro. L’esperienza della pandemia da Covid-19 ci ha insegnato l’alto valore della solidarietà e il grande senso di responsabilità che ci ha animato. Dotati di una maggiore sensibilità, oggi abbiamo ben compreso il grande senso della vita: un’attenta politica sulla terza età e sulle esigenze dei giovani è fondamentale, al pari di un’attività volta all’integrazione di una società sempre più multietnica, valorizzando altresì una serie di politiche per la coesione della famiglia. Potenziare i servizi esistenti, creando una rete di intervento più attenta e incisiva coinvolgendo in maniera ancora più totalizzante il mondo dell’associazionismo e del volontariato, intervenire sull’abbandono scolastico, sul sostegno alla terza età e al mondo della disabilità, sulle politiche di sostegno alle famiglie per affrontare il difficile momento determinato dall’inflazione, sulla capacità di integrazione di un mondo sempre più globalizzato. Recuperare strutture abbandonate della pubblica amministrazione, siti industriali dismessi e immobili confiscati alla criminalità guardando ai felici modelli europei si possono creare cittadelle della cultura e della solidarietà, dando impulso a un nuovo modello sociale in nome della convivenza felice.

SANITÀ E SALUTE

I problemi della Sanità nel Lazio sono gli stessi ormai da anni, senza che sia stata trovata una soluzione reale. Le numerose criticità si ripercuotono sui cittadini, e ancor più sulle fasce deboli, ma anche su medici, infermieri e operatori sanitari che quotidianamente devono fare i conti con carenze strutturali, strumentali e di personale. Dobbiamo risolvere immediatamente il problema delle interminabili liste d’attesa per la prenotazione di visite ed esami, garantendo così il diritto alla salute come sancito dalla nostra Costituzione. Ma sarà necessario anche lavorare su progetti a medio e lungo termine per far sì che la Sanità del Lazio torni a essere un modello virtuoso in Italia, dal potenziamento dei punti di primo soccorso in ogni singola realtà alla realizzazione di una grande e completa struttura ospedaliera in provincia.

BASTA RIFIUTI

Chiudere il ciclo dei rifiuti nella propria area provinciale. È inutile girarci attorno, si perde tempo utile e si deride il cittadino: ogni territorio provinciale ha l’obbligo di gestire i suoi rifiuti, denotando sensibilità e maturità. Se è vero che negli anni è cresciuta la sensibilità per le tematiche ambientali è anche vero che è aumentata la fiducia nei confronti della tecnologia. Resta fondamentale potenziare la raccolta differenziata in ogni centro, migliorando i servizi e accrescendo la cultura della sostenibilità nei cittadini, oltre a realizzare impianti all’avanguardia che possano trattare i rifiuti, trasformarli e nel nome del ciclo virtuoso immetterli di nuovo nel mercato. Sulla gestione del ciclo dei rifiuti, il Lazio non può più attendere: si è già perso troppo tempo. Un modo di operare virtuoso non solo esiste, ma è anche possibile da attuare. Basta guardare alle esperienze dei Comuni in cui la raccolta differenziata, grazie alla sensibilizzazione e alla collaborazione dei cittadini, è diventata un servizio d’eccellenza. Da sindaco, a San Felice Circeo ho puntato fortemente sul potenziamento del cosiddetto “porta a porta”. I risultati non si sono fatti attendere. Dal 2017 ad oggi, la percentuale di raccolta differenziata è passata da poco più del 50% a oltre l’80%. Ciò equivale a un paese più pulito, ordinato e rispettoso dell’ambiente. Da queste esperienze dobbiamo partire per lavorare in maniera concreta a un piano in grado di imprimere una svolta positiva alla gestione del ciclo dei rifiuti del Lazio”.

 

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ULTIME NOTIZIE
In Alto