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Formia, iniziati i lavori di riqualificazione sul litorale di levante nel tratto Gianola – Santo Janni

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Sono iniziati i lavori di riqualificazione sul litorale di levante nel tratto di Gianola-Santo Janni. Il progetto, pari ad una somma complessiva di quasi 1.800.000 euro, interesserà Piazzale “Enrico Guerriero” e si affianca agli interventi già partiti nello scorso mese di ottobre sempre sul lungomare ‘Città di Ferrara’, relativamente al rifacimento dei marciapiedi e alla realizzazione della pista ciclopedonale. Una programmazione definita, scrupolosa e ben attenta da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianluca Taddeo, volta alla riorganizzazione e alla dotazione di infrastrutture in diverse parti della città, al fine di permettere il miglioramento dell’accessibilità a tutti i cittadini e favorire un uso degli spazi pubblici e dei servizi privati per l’accrescimento dell’offerta turistica.

IL PROGETTO –  Il progetto si struttura su un intervento in tre parti, tra loro connesse, e tiene conto principalmente degli aspetti legati all’abbattimento delle barriere architettoniche: riguarda la realizzazione di una piazza, con annessi servizi, al posto dell’attuale parcheggio sito in largo Guerriero, come elemento di raccordo tra la passerella ciclopedonale e il parco pubblico ‘De Curtis’, polmone verde della città, area acquisita nel 2023 dal Comune di Formia.
I servizi si qualificano con dotazioni di arredi urbani per la riduzione dell’uso plastica (punto erogazione acqua pubblica) e per la raccolta dei rifiuti in plastica (punto raccolta plastica e sconti per accesso a servizi pubblici); la realizzazione di una passerella ciclo-pedonale con dotazione di pubblica illuminazione “intelligente”, sormontabile da cart (elettrici) di primo soccorso, da installare lungo la spiaggia del litorale di Santo Janni, al fine di rendere accessibili tratti di arenile ad oggi non utilizzabili a causa di viabilità pubblica di accesso; il collegamento del sistema dei percorsi ciclopedonali in corso di realizzazione; la manutenzione dell’area destinata a parcheggio nel Parco De Curtis, con l’obiettivo di garantire un numero di posti auto (oltre 120), come dotazione di standard pubblici sia per il periodo estivo che per la dotazione di spazi a parcheggio per gli eventi.
È prevista, inoltre, la realizzazione di colonnine elettriche per ricarica di auto elettriche e motorini/bici elettriche, tramite l’utilizzo delle pensiline fotovoltaiche che saranno installate sul muro attrezzato in Piazza ‘Guerriero’ e nell’area del parcheggio; la sistemazione del verde pubblico con l’introduzione di oltre 10 alberi. Infine, la realizzazione di un “muro attrezzato”, utilizzato come elemento filtro tra l’area parcheggio e Piazza Guerriero, su cui sono previsti in adiacenza, i servizi alla piazza tramite strutture amovibili (postazioni di primo soccorso, servizi igienici e punti di ricarica/affitto ciclo officina per utilizzo di bici e monopattini lungo la passerella lungomare. Sul “muro attrezzato” è prevista anche la realizzazione di una pensilina fotovoltaica per la produzione energetica alla sostenibilità dell’intera opera (illuminazione piazza, parcheggio, attivazione fontana); il recupero delle aree archeologiche, attraverso la pulizia dell’area al fine di preservare e conservare i resti presenti.

AREA DI INTERVENTO – L’area di intervento comprende 210 metri di passerella lungo spiaggia, un’area a piazza di 3.400 mq e un’area a parcheggio di 2.700 mq circa, parte integrante di un progetto complessivo più ampio di circa 3,3 km che permetterà il collegamento ciclopedonale in sicurezza tra il centro urbano e
il Parco Regionale Riviera di Ulisse (ex Parco suburbano di Gianola), nell’ottica di una riqualificazione a 360°.

SINDACO – “Una delle principali azioni su cui l’Amministrazione si sta impegnando è l’innalzamento della qualità dei servizi della vita dei cittadini – sottolinea il sindaco di Formia Gianluca Taddeo – Il quartiere di Gianola-Santo Janni rappresenta un’area importante e strategica nella parte orientale del nostro territorio e l’obiettivo è di rendere fruibili e sicuri gli spazi e le attrezzature pubbliche in completa autonomia e sicurezza. Così come per l’arenile, attraverso una serie di opere progettate e realizzate in un contesto di sviluppo sostenibile, in previsione di uno spazio pubblico interstagionale. E’ un progetto a cui tenevamo particolarmente e finalmente l’inizio dei lavori rappresenta un altro importante step, un investimento essenziale per il rilancio e l’immagine della nostra città, restituendo anche a questo quartiere attrattività e maggiore visibilità. Continuiamo nella prospettiva di valorizzazione degli spazi della nostra bella Formia per renderla sempre più moderna e funzionale per i cittadini, ma anche più di richiamo per turisti e visitatori”.

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Parco Nazionale del Circeo, approvate la strategia e le azioni per il turismo sostenibile

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Oltre 90 azioni proposte e circa 70 partecipanti tra operatori, associazioni, enti, portatori di interesse e imprenditori. Sono i numeri dell’ottava riunione del Forum della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS) del Parco Nazionale del Circeo, che si è svolta lunedì 19 e ha portato all’approvazione della strategia e del Piano di Azioni.

Le proposte emerse nel corso dei lavori saranno ora sistematizzate dall’Ente Parco insieme a Federparchi, la componente italiana di Europarc Federation, e sottoposte all’approvazione formale del Consiglio Direttivo del Parco. Successivamente, la documentazione sarà trasmessa a Europarc per ottenere la certificazione CETS del Parco Nazionale del Circeo entro la fine del 2026.

Il percorso punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese e realtà del territorio, individuando interventi concreti per promuovere un modello di turismo attento alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione delle risorse locali.

Una volta completata la prima fase, nel 2027 prenderà avvio la Fase 2, dedicata alla certificazione delle imprese e degli operatori economici che partecipano al Forum, con l’obiettivo di estendere i principi del turismo sostenibile anche alle attività del territorio.

La presidente del Parco Nazionale del Circeo, Emanuela Zappone, ha ringraziato tutti i partecipanti per l’ampia adesione e la concretezza delle proposte avanzate, esprimendo soddisfazione per il percorso intrapreso e per il traguardo della certificazione, ormai vicino.

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Via Appia Regina Viarum, aperto il bando del Premio nazionale: candidature entro il 2 novembre

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Valorizzare il patrimonio storico, architettonico e paesaggistico della Via Appia attraverso progetti di restauro, interventi di riqualificazione e attività di ricerca. È questo l’obiettivo della prima edizione del Premio Nazionale Restauro, Conservazione e Valorizzazione “Via Appia Regina Viarum”, per il quale è aperto il bando con scadenza fissata al 2 novembre 2026.

L’iniziativa è promossa dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Latina e dall’Associazione Internazionale Progetti Ulisse Sviluppo Sostenibile ODV (A.I.P.U.), con il sostegno dell’Istituto Centrale per il Restauro e il patrocinio della Provincia di Latina, di Appia Latina Regina Viarum, del Parco Naturale dei Monti Aurunci, del Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, del Parco Regionale Riviera di Ulisse e del Comune di Itri.

Il tema scelto per questa prima edizione è “Preesistenze storiche, paesaggio e architettura”. L’attenzione è rivolta ai Comuni della provincia di Latina attraversati dal tracciato storico della Regina Viarum, da Cisterna di Latina a Minturno. L’obiettivo è mettere in luce le esperienze più significative maturate sul territorio, favorendo il confronto tra professionisti, giovani progettisti, laureati e ricercatori sui temi della tutela del patrimonio, della qualità architettonica e della valorizzazione del paesaggio.

«La Via Appia attraversa i secoli, unisce territori e custodisce la memoria delle nostre comunità. Prendersi cura di questa eredità significa assumersi la responsabilità del suo futuro», dichiara Teresa Alvino, presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Latina, sottolineando la volontà di riconoscere il lavoro di chi, attraverso il progetto e la ricerca, contribuisce a restituire valore alle architetture, ai paesaggi e ai luoghi legati alla storia della Regina Viarum.

Anche il presidente della Provincia di Latina, Federico Carnevale, evidenzia il valore dell’iniziativa come occasione per mettere in relazione competenze e progettualità, coniugando tutela, qualità architettonica, paesaggio e sviluppo sostenibile. Il sostegno della Provincia si inserisce in una visione di valorizzazione culturale e territoriale che coinvolge istituzioni, professionisti, mondo accademico e comunità.

Le sezioni del Premio

Il bando prevede tre sezioni. La sezione A, “Architettura e Conservazione”, è dedicata agli interventi di restauro e conservazione di manufatti, edifici e complessi storici. La sezione B, “Spazio Pubblico e Paesaggio”, riguarda i progetti di riqualificazione e valorizzazione degli spazi pubblici e dei paesaggi culturali. La sezione C, “Ricerca e Università”, è riservata alle tesi di laurea magistrale e ai contributi di ricerca scientifica sui temi del bando.

Per le prime due sezioni sono ammessi interventi conclusi nei dieci anni precedenti la pubblicazione del bando; per la sezione dedicata alla ricerca possono essere presentate tesi discusse e ricerche pubblicate nei cinque anni precedenti.

Sono previsti inoltre il Premio “Committenza Virtuosa”, la Menzione “Giovane Progettista” e ulteriori menzioni speciali assegnate dalla Giuria. I progetti vincitori, menzionati e finalisti confluiranno in un catalogo dedicato, destinato a documentare e diffondere le esperienze progettuali e di ricerca selezionate.

La partecipazione è gratuita. Le candidature dovranno essere inviate esclusivamente in formato digitale, complete della documentazione richiesta dal bando, all’indirizzo premio.appiareginaviarum@gmail.com entro e non oltre il 2 novembre 2026.

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Dal TTG di Rimini alla cooperazione internazionale: Eco House San Michele costruisce nuove sinergie per il futuro nell’Agro Pontino

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Eco House San Michele rafforza il proprio ruolo nella promozione di un modello di turismo rigenerativo intensificando il proprio impegno tra nuove collaborazioni professionali, progettazione territoriale e occasioni di confronto internazionale. Due appuntamenti diversi, ma legati dalla stessa visione, raccontano oggi l’evoluzione del progetto con sede a Borgo San Michele: la partecipazione al TTG Travel Experience di Rimini, uno dei principali appuntamenti italiani per il settore turistico, e il coinvolgimento in un incontro con una delegazione marocchina organizzato nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale. Il filo conduttore è un’idea di turismo che punta a generare valore per i territori e le comunità che li vivono.

Al TTG di Rimini, una presenza sempre più riconoscibile

Dal 14 al 16 ottobre, Eco House San Michele ha partecipato al TTG Travel Experience di Rimini con il project manager Alberto Dandolo, all’interno del padiglione della Regione Lazio, nello spazio di Around Rome. La DMO, riconosciuta a livello regionale e nata dalla collaborazione tra realtà del terzo settore, lavora per mettere in rete soggetti pubblici e privati che condividono una visione del turismo fondata sulla sostenibilità e sulla rigenerazione dei territori.

La presenza ad uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati all’industria turistica ha rappresentato un passaggio strategico nel percorso di crescita di Eco House San Michele e nel consolidamento del suo posizionamento all’interno del settore. Un’occasione per portare all’attenzione degli operatori nazionali l’identità del progetto, il lavoro sviluppato nel territorio pontino e una visione del turismo che mette al centro la sostenibilità, il coinvolgimento delle comunità e la valorizzazione delle risorse locali

Parte del percorso già avviato dall’associazione, che si traduce nelle attività dedicate al cicloturismo e alla mobilità dolce, e nella costruzione di una coesa rete locale, rappresenta le basi per ampliare progressivamente il raggio d’azione. L’obiettivo è consolidare Eco House San Michele come interlocutore riconoscibile nel panorama del turismo sostenibile, capace di ideare esperienze, sviluppare progettualità e mettere in relazione destinazioni, operatori e comunità.

Dal territorio pontino alla cooperazione internazionale

La dimensione locale e quella internazionale non sono, per Eco House San Michele, percorsi separati. La stessa attenzione alla sostenibilità, alla partecipazione delle comunità e alla valorizzazione delle risorse territoriali ha portato l’associazione ad essere presente anche all’incontro organizzato da ENEA presso l’Auditorium del Parco Nazionale del Circeo. In questa occasione, Elisabetta De Falco, responsabile della comunicazione di Eco House San Michele, insieme ad altre associazioni locali, ha accolto una delegazione marocchina accompagnata da rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e di ENEA.

L’incontro si è svolto nell’ambito del progetto Technical Assistance and Capacity Building Project for Inclusive and Climate-Resilient Sustainable Development (RCAT), inserito nel quadro della cooperazione bilaterale tra il MASE e il Ministero marocchino della Transizione energetica e dello Sviluppo sostenibile. Il confronto ha offerto un’occasione per entrare in contatto con un percorso di cooperazione che mette al centro la gestione sostenibile delle aree costiere, la resilienza climatica e la capacità dei territori di affrontare le trasformazioni ambientali attraverso competenze, collaborazione e coinvolgimento degli attori locali.

Una rete che parte da Latina e guarda oltre

Dal posizionamento confermato al TTG al confronto con una delegazione internazionale, emerge una direzione comune: rafforzare il ruolo di Eco House San Michele come soggetto attivo nella costruzione di reti territoriali, capace di mettere in relazione operatori turistici, associazioni, istituzioni e comunità. L’obiettivo è contribuire a un modo diverso di concepire il turismo: meno concentrato sul consumo rapido dei luoghi e più attento alla loro identità, alle persone che li abitano e agli effetti che le attività turistiche producono nel tempo.

Il percorso prosegue ora con le attività già delineate per i prossimi mesi. Nuove collaborazioni, iniziative ed esperienze saranno le tappe successive di un lavoro che parte dal territorio pontino, ma guarda a un sistema turistico più ampio, sostenibile e connesso

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