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Invictus 2025, il libro vincitore è “Provaci ancora, Mister Cascione” di Marco Marsullo

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Si è conclusa la sesta edizione del Premio Letterario Invictus che, dal 2020, ha aperto un punto d’osservazione e di discussione qualificato e credibile sulla letteratura sportiva italiana. Il Premio è organizzato dalla casa editrice Lab DFG, con la compartecipazione del Ministro per lo Sport e i Giovani, il sostegno del Gruppo FS, dei Comuni di Cisterna di Latina e Sermoneta, dell’Istituto del Credito Sportivo e Culturale, della Camera di Commercio di Frosinone Latina e della Fondazione Roffredo Caetani. Invictus, è diventato il più importante riconoscimento del settore per autori e case editrici, al punto da essere selezionato, insieme allo Strega e ai Lucca Comics, a rappresentare i premi letterari italiani alla Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, dove l’Italia è tornata ospite d’onore a 36 anni dall’ultima volta.

IL VINCITORE

La giuria del Premio, presieduta dall’olimpionico del canottaggio Davide Tizzano e coordinata dal decano dei giornalisti sportivi Italo Cucci, ha raggiunto un verdetto unanime. È ‘Provaci ancora, mister Cascione’ di Marco Marsullo, per Feltrinelli, a trionfare nella sesta edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus. Premio Grandi Lettori – Gruppo FS a ‘Senna: le verità’ di Franco Nugnes per Minerva; premio Blu Banca a F1 Backstage di Riccardo Patrese e Giorgio Terruzzi per Rizzoli; premio Consorzio Stabile per lo sviluppo sostenibile a ‘Il mio calcio eretico’ di Filippo Galli per Piemme edizioni; Premio STI a ‘Il giallo del tour’ di Beppe conti per Minerva.

Sono arrivato da outsider e al di là della vittoria è stato bello confrontarmi con nomi di spicco dello sport” ci ha raccontato l’autore:

IL LIBRO

Sfrontato e genuino, sognatore e canaglia, ostinato a vincere ma abituato a perdere, Vanni Cascione, l’allenatore di calcio più esonerato della storia, ha un unico comandamento: non mollare mai. Lo sanno bene sua moglie, stufa di stare sempre al secondo posto rispetto al pallone, e sua figlia Chiara, forse l’unica in grado di tenergli testa. Dopo un paio di stagioni da disoccupato – il suo telefono non squilla più come negli anni gloriosi dell’Atletico Minaccia – riceve un’offerta irrinunciabile: la Guardia Rovente Calcio, del presidente (anzi, del Grande Capo, come ama farsi chiamare) Guerino Rovente, ha deciso di puntare su di lui. Cascione non ha dubbi: le sue competenze tattiche, unite ai soldi della società, saranno un binomio vincente. Così infila in fretta una valigia nella sua auto e si dirige verso un paesino della costa calabrese che si affaccia sul mare, poche anime diffidenti che in estate si triplicano per l’arrivo dei villeggianti. Ma, appena arriva a destinazione, scopre un dettaglio che, complice l’entusiasmo e la voglia di tornare in panchina, gli era sfuggito: la Guardia Rovente è una squadra di calcio femminile. Sgomento e spiazzato, Cascione – che non ha mai pensato che le donne siano in grado di giocare a pallone – accetta comunque l’incarico. Inizierà una stagione calcistica bellissima e surreale, con le peripezie tragicomiche che coinvolgono mister Cascione ogni volta che scende in campo. Un romanzo ironico e molto attuale, che smonta uno per uno gli stereotipi legati allo sport femminile, a partire dal calcio, diventato popolarissimo in Italia. Una commedia generazionale, nello stile di Marco Marsullo.

L’AUTORE

Marco Marsullo (Napoli, 1985) insegna scrittura creativa in una scuola elementare e scrive per il “Corriere del Mezzogiorno”. Ha pubblicato Atletico Minaccia Football Club (Einaudi Stile Libero, 2013; Feltrinelli Universale Economica, 2023), con protagonista l’allenatore Vanni Cascione; L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache (2014), I miei genitori non hanno figli (2015), Due come loro (2018), L’anno in cui imparai a leggere (2019), tutti per Einaudi Stile Libero, e Tutte le volte che mi sono innamorato (Feltrinelli, 2022). I suoi romanzi sono tradotti in Spagna, Olanda e Sud America.

IL TRIBUTO A NINO BENVENUTI E LA PREMIAZIONE DI CHIARA PELLACANI

Durante la serata, il giornalista Dario Ricci ha presentato un emozionate tributo al grande campione Nino Benvenuti, alla presenza della figlia Nathalie Bertorello, del suo storico sparring partner Elio Calcabrini, del già campione del mondo dei pesi superpiuma Michael Magnesi, e del Vice Presidente della Federboxe Rosario Africano. I momenti sportivi sono proseguiti con la premiazione quale atleta dell’anno della neo campionessa del mondo di tuffi Chiara Pellacani (intervenuta in video dagli Stati Uniti), con il video messaggio della Ambassador 2025 di Invictus Ambra Sabatini, campionessa paralimpica, e con la celebrazione dell’eccellenza sportiva del territorio, ossia il Cisterna Volley. In platea, rappresentato dall’amministratore unico Cristina Cruciani, dal Dg Candido Grande, dal team manager Danilo Cirelli, dal coach Daniele Morato e dai tre giocatori della squadra pontina Filippo Lanza, Alessandro Fanizza e Tommaso Guzzo.

 

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Prof, giornalista e scrittore: Giuseppe Mallozzi secondo al concorso letterario Giallo Giaveno

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MINTURNO – E’ stato un weekend pieno di soddisfazioni, così lo ha definito il protagonista, quello appena trascorso per  Giuseppe Mallozzi, insegnante,  giornalista e scrittore di Minturno, che ha partecipato al concorso letterario Giallo Giaveno, per appassionati di giallo, thriller e noir. Suo, il racconto “Il sangue del Mascherone” che si è classificato secondo.

“Per una manciata di voti ho sfiorato la pubblicazione su Il Giallo Mondadori. Complimenti a Dimitri Favre per il primo posto e a tutti gli altri finalisti. Ringrazio la direttrice artistica Mara Barbara Rosso per l’accoglienza e la giuria per aver apprezzato la mia opera”, commenta l’autore pontino in un post.

Nelle stesse ore, a Dervio, lo scrittore ha ricevuto la menzione speciale al concorso letterario “Corenno in giallo” per il racconto “Causa ignoratur”.

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ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato

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“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.

Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.

Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.

Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:

 

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ExtraInvictus 2026, Andrea Schiavon: “Prima di vincere”, le storie dietro la rinascita dell’atletica italiana

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“Prima di vincere” di Andrea Schiavon, pubblicato da ADD Editore, racconta l’atletica italiana partendo da una prospettiva precisa: quella di tutto ciò che viene prima di una medaglia. Anni di lavoro, intuizioni, errori, allenatori, famiglie, sacrifici, corpi da costruire e ricostruire, ma soprattutto scelte che possono cambiare il percorso di un atleta. È dentro questo spazio, spesso invisibile quando si celebra una vittoria, che Schiavon ricostruisce la trasformazione dell’atletica italiana. Un cambiamento che ha trovato la sua consacrazione ai Giochi Olimpici di Tokyo 2021, ma che affonda le proprie radici molto più lontano: nei campi di periferia, nelle società sportive, nel lavoro quotidiano degli allenatori e in una generazione di atleti che ha portato l’Italia a competere ai massimi livelli internazionali.

Le storie di Battocletti, Crippa, Dosso, Fabbri, Fantini, Furlani, Iapichino, Jacobs, Palmisano, Stano e Tamberi diventano così tasselli di un racconto più ampio. Non soltanto quello di una stagione straordinaria dello sport azzurro, ma quello di un modello che negli anni è cambiato, imparando anche dagli errori e trovando nuovi modi per coltivare e accompagnare il talento.

Prima di vincere riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento assegnato a libri capaci di raccontare lo sport attraverso storie di talento, difficoltà, inclusione e determinazione. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.

Abbiamo incontrato Andrea Schiavon per capire che cosa c’è davvero prima di una vittoria e come, attraverso le storie dei protagonisti dell’atletica italiana, sia possibile raccontare anche il cambiamento di uno sport e del Paese che lo sostiene:

 

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