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L’addio ad Aurora, il vescovo Vari: “Finalmente possiamo abbracciarti in questa chiesa che ti ha accolto bambina”

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MONTE SAN BIAGIO – “Finalmente possiamo abbracciarti,  in questa chiesa che ti ha accolto bambina e che ti ha accompagnato nei momenti belli del tuo crescere”. Lo ha detto l’arcivescovo di Gaeta, Luigi Vari, che ha celebrato questa mattina i funerali di Aurora Livoli la 19 enne uccisa a Milano da un 57 enne che  stato arrestato e ha poi  confessato. Nel giorno di lutto cittadino, nella chiesa di San Giovanni Battista a Monte San Biagio, tantissime persone hanno sostenuto il pianto dei genitori di Aurora che aveva detto loro di voler essere libera e che per questa ragione il 4 novembre aveva deciso di allontanarsi da casa senza dire dove si trovasse: “Tu non potevi immaginare che alla fine del viaggio avresti trovato tanta violenza e la morte”, ha aggiunto il vescovo.

Ai funerali anche il sindaco Federico Carnevale e il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto.

L’OMELIA – “Finalmente possiamo abbracciarti, Aurora, in questa chiesa che ti ha accolto bambina e che ti ha accompagnato nei momenti belli del tuo crescere. Da quel momento della festa perché tu c’eri, della gioia dei tuoi genitori perché eri la risposta alle loro preghiere, della speranza che apriva il cuore a chi ti vuole bene, dei tuoi nonni, della tua famiglia a questo momento che ci raduna insieme per salutarti c’è come un abisso, sembra proprio che il sole si sia eclissato nella tua vita e nella vita di chi ti ama. Si è eclissato per la violenza che colpisce senza pietà chi, come te, è solo una ragazza smarrita, una giovane donna che si sente precipitare addosso la follia, la cattiveria che ti hanno lasciato senza fiato, abbandonata come un cencio, tu che per il tuo papà e per la tua mamma sei un angelo” – ha detto il vescovo Vari.

“Sai, Aurora, io penso che hanno ragione il tuo papà e la tua mamma, penso che tu sei un angelo perché loro ti amano e chi ama riesce sempre a dire le parole più giuste e più vere. Che ti amano tu lo sai e, sicura del loro amore, hai intrapreso un viaggio che certamente per te aveva il sapore della vita, tanto lo sapevi che c’era sempre per te una casa. Li hai chiamati, hai chiesto loro di non preoccuparsi. Tu non potevi immaginare che alla fine del viaggio avresti trovato tanta violenza e la morte. Nemmeno in quel momento, però, Dio ti ha perso di vista perché sei una sua figlia, perché sei piccola e gli angeli dei ragazzi non smettono mai di guardare Dio.

Abbiamo ascoltato quelle parole del profeta Geremia (Lam 3,17-26) che quasi ci svegliano dallo smarrimento di questi momenti e ci ricordano che l’amore di Dio non è finito, non è finita la sua misericordia, che si rinnova ogni mattina. Ci dicono, quelle parole, che la vita conosce amarezze e dolori: tu hai conosciuto anche il terrore della morte che te l’ha strappata quando era ancora piena di promesse, ma non è possibile privare la vita dell’amore di Dio e della sua misericordia, come non è mai stata e mai sarà privata dell’amore di tua mamma e di tuo papà.

Vorremmo cancellare l’offesa dei tuoi ultimi istanti: lo facciamo, ci dice la Parola, ricoprendoti di lacrime e di silenzio, lo facciamo fidandoci della tua vita che non si è trasformata in nulla, lo facciamo pregando per te, ricoprendoti di speranza e di fiducia.

Per un cristiano il tuo nome, Aurora, richiama all’alba della Resurrezione (cfr. Lc 24,1-6), allo sbigottimento delle donne di fronte al sepolcro vuoto di Gesù, al loro dolore per quella che pensavano fosse l’ennesima offesa al corpo del loro maestro; impaurite con il volto chinato a terra fino a quando si sentono dire: “Perché cercate fra i morti colui che è vivo?” (Lc 24,5).  Anche noi qui, chiamandoti per nome, vogliamo dire non solo lo sbigottimento e l’orrore per la tua morte, ma affermare la tua vita.

Tua mamma mi ha detto: “Penso che nel momento in cui è morta gli angeli l’hanno portata in cielo circondata da rose bianche”, e tua mamma ha ragione perché ti ama.

Tuo papà ha detto che non è la vendetta che cerca, ma certamente cerca giustizia. Vedi come ti ama? Non vuole che l’odio e la violenza ti sfiorino ancora e vuole che tu riposi in pace.

Riposa in pace, figlia e sorella di tutti noi, e la tua vita sbocci in vita eterna”.

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CRONACA

Controlli a Villaggio Trieste, carabinieri trovano hashish e 15mila euro in contanti

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LATINA –  I servizi di controllo straordinario del territorio nella zona di Villaggio Trieste particolarmente attenzionata, hanno portato alla scoperta di droga e danaro contante, quasi 17 mila euro in totale.  Il blitz nella notte di giovedì, quando i Carabinieri della Stazione di Latina hanno arrestato, in flagranza di reato, un cittadino tunisino di 22 anni residente a Latina, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane a bordo di uno scooter, era stato visto cedere qualcosa a una donna che poco dopo è stata fermata e identificata e ha consegnato spontaneamente una dose di hashish del peso complessivo di circa cinque grammi, dichiarando di averla appena acquistata. I successivi accertamenti sulla targa dello scooter hanno permesso di individuare il proprietario del veicolo e di attenderlo sotto casa dove al suo ritorno il giovane veniva sottoposto a controllo

Nel corso della perquisizione personale, il ventiduenne veniva trovato in possesso di due dosi di hashish per un peso complessivo di circa 14 grammi, nonché della somma in contanti di 1.950 euro. La successiva perquisizione domiciliare consentiva di rinvenire ulteriori 38 grammi della medesima sostanza stupefacente e la somma di euro 15.000,00 in contanti, ritenuta provento dell’attività di spaccio.

Il materiale rinvenuto è stato repertato e sottoposto a sequestro, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa di eseguire le necessarie analisi di laboratorio sulla sostanza stupefacente, così come il denaro rinvenuto.

L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato portato nella casa circondariale di Latina a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nella mattinata di ieri l’arresto è stato convalidato e nei confronti dell’indagato è stata emessa la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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Latina, coppia di anziani truffati da finto maresciallo: “La vostra auto usata per un furto, consegnate i gioielli”. Denunciato 48enne

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LATINA – Si finge maresciallo e truffa due anziani. E’ accaduto a Latina Scalo e la denuncia sporta dalle vittime, marito e moglie di 78 e 75 anni, ha consentito ai carabinieri di identificare il presunto responsabile, un 48enne della provincia di Caserta già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora per lo stesso reato. L’uomo è stato denunciato. Le modalità della truffa sono già state utilizzate per altri colpi commessi in provincia di Latina.

I fatti ad aprile quando i due ricevono una chiamata sulla loro utenza fissa fa un uomo che si presenta come maresciallo dei carabinieri di Latina. Durante la conversazione riferisce che alcuni ladri sono stati fermati a bordo di un’autovettura con targa intestata alla vittima, invitando il 78enne a recarsi in caserma. Nel frattempo, l’indagato si faceva fornire il numero di cellulare dell’uomo, mantenendolo occupato durante il tragitto e inducendolo a fermarsi nei pressi del Tribunale. Nel frattempo, la moglie della vittima riceveva una seconda telefonata da parte di un’altra persona che le comunicava la necessità di consegnare i monili in oro in suo possesso a un presunto perito del Tribunale, incaricato di confrontarli con la refurtiva recuperata. Poco dopo, a casa si presentava uno sconosciuto al quale la donna consegnava diversi oggetti in oro. Solo successivamente, contattando i propri figli, i coniugi si rendevano conto di essere stati truffati. Anche grazie all’esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, i Carabinieri sono riusciti a individuare l’indagato, che si era recato presso l’abitazione della coppia per ritirare i monili.

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Rocambolesco inseguimento in autostrada, la polizia intercetta gli autori di un furto a Formia. Le indagini partite da Cisterna

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CISTERNA – La Polizia ha recuperato a Cisterna, al termine di una attività investigativa svolta dalla Sezione Anticrimine del Commissariato di Cisterna, oro e altri beni rubati in un’abitazione di Formia e denunciato due persone per furto aggravato in abitazione, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e ricettazione.

Le indagini erano partite da un furto in abitazione avvenuto nei giorni scorsi proprio a Cisterna quando gli investigatori hanno individuato un’auto che si riteneva utilizzata dagli autori. Attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e dei dispositivi di lettura targhe, la macchina è stata localizzata a Formia  dove poco dopo è stato denunciato un furto in abitazione. A quel punto il monitoraggio della  vettura ha consentito ai poliziotti di intercettarla mentre da Formia si dirigeva verso Roma percorrendo l’autostrada A1. Sono stati gli agenti della sottosezione Polizia Stradale di Frosinone ad avvicinare il mezzo che, nel tentativo di sottrarsi al controllo, ha speronato l’auto di servizio della Polizia di Stato dando vita ad un pericoloso inseguimento terminato nei pressi dello svincolo di San Cesareo, dove gli occupanti hanno abbandonato il mezzo per poi fuggire nelle campagne circostanti.

All’interno dell’autovettura gli agenti del Commissariato di Cisterna di Latina, intervenuti sul posto, hanno trovato e sequestrato numerosi oggetti che erano stati rubati nel furto denunciato a Formia: gioielli, orologi, monili e altri effetti personali riconosciuti senza esitazione dalla vittima. Tra questi anche un assegno postale parzialmente distrutto intestato alla vittima del furto cosa che ha fornito ulteriori conferme. Nel corso delle operazioni sono stati inoltre sequestrati arnesi da scasso, capi di abbigliamento compatibili con quelli indossati dai soggetti ripresi dalle telecamere di videosorveglianza e numerosi reperti biologici ora al vaglio della Polizia Scientifica. I due si sono dati alla fuga, ma sono stati identificati anche grazie a precedenti controlli di polizia effettuati mentre si trovavano a bordo della stessa auto.
La refurtiva recuperata sarà restituita alla legittima proprietaria, mentre proseguono gli accertamenti finalizzati all’individuazione di eventuali complici e alla completa ricostruzione degli episodi delittuosi contestati.

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