CRONACA
Terracina, caduta massi sulla ferrovia, dopo 14 anni al via i lavori sul Monte Cucca
TERRACINA – Sono stati inaugurati questa mattina i lavori di messa in sicurezza del Monte Cucca per la mitigazione del rischio da caduta massi lungo il versante ovest, in località La Fiora, nel territorio comunale di Terracina. Ben quattordici anni fa, proprio la caduta di massi di grandi dimensioni staccatisi dalla parete rocciosa, aveva causato l’interruzione della linea ferroviaria Terracina-Priverno che dura ancora oggi.
“L’intervento, del valore complessivo di 10 milioni di euro finanziati dalla Regione Lazio mediante il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), mira a risolvere in maniera definitiva la vulnerabilità del versante roccioso – ha dichiarato l’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme -. La messa in sicurezza è fondamentale per garantire l’incolumità delle infrastrutture sottostanti: la Strada Statale 699 “dell’Abbazia di Fossanova” e la linea ferroviaria Priverno-Terracina, quest’ultima interrotta dal settembre 2012 proprio a causa del crollo di massi di dimensioni ciclopiche”.
Il progetto prevede soluzioni ingegneristiche a bassissimo impatto visivo e di rapida installazione, preferite rispetto ai tradizionali valli paramassi per tutelare il contesto paesaggistico.
L’intera area sarà bonificata attraverso la rimozione manuale controllata dei volumi rocciosi instabili; saranno installate barriere paramassi in strutture metalliche flessibili e modulari con capacità di assorbimento energetico superiore a 8.000 kJ, in grado di arrestare e dissipare la forza d’impatto dei blocchi in caduta. Previste demolizioni mirate che frammenteranno i blocchi non rimovibili situati sulle pareti sommitali attraverso l’utilizzo di cementi espansivi non esplosivi per garantire la massima sicurezza delle maestranze.
L’avvio del cantiere rappresenta il traguardo di un intenso coordinamento tecnico e amministrativo avviato ad aprile 2025 presso il MIT alla presenza di tutti gli attori istituzionali (MIT, MASE, Anas, RFI, Prefettura di Latina, Regione Lazio, Astral e Comune di Terracina).
Da luglio 2025 sono state condotte le attività propedeutiche sul campo (rilievi con droni, indagini geomeccaniche, prospezioni geofisiche e prove di estrazione), seguite in autunno dall’approvazione dello Schema di Convenzione tra Anas (Soggetto Attuatore) e Regione Lazio e dal rilascio del parere favorevole di Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca). La Conferenza dei Servizi si è conclusa con parere favorevole nella primavera del 2026 consentendo la firma della Convenzione e la successiva consegna delle aree di cantiere.
I lavori sul versante del Monte Cucca verranno eseguiti a tratte funzionali – di lunghezza compresa tra i 50 e gli 80 metri – per adattarsi alla morfologia del terreno. Il cronoprogramma prevede l’ultimazione degli interventi e la messa in sicurezza dell’area entro la fine dell’anno in corso ponendo le basi per il futuro ripristino della mobilità ferroviaria e la totale salvaguardia della viabilità stradale.
CRONACA
West Nile, il primo caso del Lazio è in provincia di Latina
LATINA – E’ stato registrato in provincia di Latina il primo caso di positività al virus West Nile del 2026 nel Lazio. Lo si apprende dall’ «Agenzia Nova» che cita fonti sanitarie. Sul territorio pontino già nella scorsa stagione si erano evidenziati diversi casi di infezione. La conferma segna l’avvio della sorveglianza epidemiologica per la nuova stagione estivo-autunnale, periodo in cui aumenta la circolazione del virus, trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette.

CRONACA
Lutto per l’Avvocatura pontina, scompare il decano Giuseppe Angeloni
LATINA – Si è spento all’età di 97 anni, Giuseppe Angeloni, avvocato iscritto all’Ordine della provincia di Latina da oltre 60anni. (la foto lo ritrae nel 2023 in occasione della cerimonia di consegna del riconoscimento “Una toga per sempre”).
Cordoglio è stato espresso dalla sindaca di Latina Matilde Celentano anche a nome dell’amministrazione comunale e della città di Latina. “Esprimo, a nome dell’amministrazione comunale e della città di Latina, il più sentito cordoglio per la scomparsa dell’avvocato Giuseppe Angeloni, figura di rilievo dell’avvocatura pontina. Per oltre sessant’anni ha esercitato la professione con competenza, autorevolezza e profondo senso delle istituzioni, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di colleghi e contribuendo, con la sua preparazione e la sua umanità, alla crescita della cultura giuridica del nostro territorio. La stima e l’affetto che lo hanno sempre accompagnato, così come il prestigioso riconoscimento ‘Una toga per sempre’ conferitogli nel 2023 dall’Ordine degli Avvocati di Latina, testimoniano il valore del suo percorso professionale e umano. Alla famiglia rivolgo le più sincere condoglianze, con gratitudine per l’esempio che l’avvocato Angeloni lascia alla nostra comunità”, scrive la prima cittadina.
“Con la scomparsa dell’avvocato Giuseppe Angeloni, il Foro perde un illustre decano che è stato per tantissimi anni il punto di riferimento per molte generazioni di colleghi. È stata una persona sempre disponibile e pronta al confronto e la sua eccellente preparazione nel diritto civile e societario lo ha fatto conoscere anche al di fuori dei nostri confini regionali. La famiglia composta di prestigiosi colleghi, nel solco dei suoi insegnamenti, continuerà la sua opera”, sono le parole del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Latina, Gianni Lauretti.
CRONACA
Rubato nella notte a Cisterna, la polizia stradale ritrova un mezzo meccanico da 200mila euro
CISTERNA – Un mezzo da movimento terra dal valore di 200mila euro rubato nella notte a Cisterna è stato ritrovato dagli agenti della polizia stradale di Aprilia in un capannone abbandonato a Pomezia grazie alle ultime tracce GPS. Si tratta di una pala meccanica cingolata. Gli agenti dopo una segnalazione hanno raggiunto la zona , avviando ricerche al confine tra i Comuni di Pomezia, Ardea e Roma, mappando minuziosamente il territorio al fine di intercettare il mezzo prima di perderne le tracce.
Nel corso delle operazioni, i poliziotti hanno preso immediati contatti con il tecnico della società di antifurto satellitare installato a bordo del veicolo. Quest’ultimo ha riferito che il segnale del dispositivo era purtroppo schermato e non forniva più aggiornamenti in tempo reale, riuscendo tuttavia a comunicare le ultime coordinate GPS valide registrate prima del blackout.
Partendo proprio da questi ultimi dati geografici e attraverso un’attenta consultazione delle mappe, le pattuglie sono riuscite a stringere il cerchio attorno a un obiettivo specifico, un capannone dismesso e circondato da una fitta vegetazione spontanea. Non è stato facile raggiungerlo, facendosi spazio tra la folta sterpaglia, gli agenti sono entrati sono entrati nella struttura apparentemente in abbandono e dopo un’accurata ispezione, nascosto dietro una paratia protettiva in cemento armato, è stato individuato il veicolo già restituito al legittimo proprietario.
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