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CRONACA

Controlli a tappeto della Polizia in provincia di Latina

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LATINA – Dall’11 al 17 ottobre la Questura di Latina ha messo in campo oltre 220 equipaggi della Polizia di Stato, cui si sono aggiunte anche 6 unità del Reparto Prevenzione Crimine “Lazio”, che hanno permesso di identificare, nel corso di 96 posti di blocco, 1346 persone, controllare 641 veicoli ed elevare 70 contravvenzioni per violazioni al codice della strada, con il ritiro di 7 carte di circolazione e 4 patenti.

Un pluripregiudicato del capoluogo è stato arrestato per evasione dal regime degli arresti domiciliari cui era sottoposto. Inoltre, dopo  scrupolose indagini condotte dalla Squadra Mobile a seguito di una rapina ad una gioielleria di Pontina perpetrata con efferata violenza verso i proprietari, è stata sgominata una banda di rapinatori. Sono state arrestate due persone una terza è attivamente ricercata mentre cinque persone sono state denunciate in stato di libertà .

Sono state inoltre denunciate in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria ulteriori 9 persone per reati che vanno dalla minaccia, alla truffa informatica, alla violazione degli obblighi familiari e uno per la violazione degli obblighi di Sorveglianza Speciale di P.S. cui è sottoposto. Infine è stato sequestrato un piccolo quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cocaina che ha portato al deferimento del giovane che ne era in possesso all’Autorità Amministrativa per gli ulteriori provvedimenti di competenza.

Ancora, il Questore di Latina nella continua azione di Polizia ha proposto una misura di prevenzione personale al Tribunale di Sorveglianza di Roma nei confronti di Gina Cedrone e del marito Umberto Pagliaroli. Il Tribunale ha accolto la richiesta del Questore irrogando la misura della Sorveglianza Speciale di Polizia con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per  un anno.

Il Questore ha  emesso 4 avvisi orali nei confronti di altrettanti uomini residenti nella provincia pontina: R.S. di anni 40 nato a Roma e residente ad Aprilia (LT), con precedenti per stupefacenti, violazione degli obblighi di assistenza familiare, atti persecutori, minacce, sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare;         L.D. di anni 27 nato a Priverno (LT) ed ivi residente, attualmente detenuto, con precedenti penali per furto aggravato, appropriazione indebita, danneggiamento violazione di domicilio, evasione, violazione Legge sulle armi, possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli;   C.G. di anni 51 nato in Terracina (LT) ed ivi residente attualmente detenuto, con precedenti penali rapina aggravata, estorsione, danneggiamento, evasione, violazioni alle prescrizioni della Sorveglianza Speciale di P.S., lesioni, stupefacenti, violenza, resistenza ed oltraggio a P.U., maltrattamenti in famiglia, percosse, atti persecutori, violazione degli obblighi di assistenza familiare, guida senza patente e sotto l’influenza dell’alcool, violazione di domicilio, violenza privata; F.A. di anni 21 nato a Gaeta (LT) e residente ad Itri, con precedenti per furto aggravato, resistenza a P.U., maltrattamenti in famiglia.

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CRONACA

Violenza sessuale pluriaggravata e pedopornografia, dieci anni all’infermiera di Latina e al suo complice di Velletri

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LATINA – Violenza sessuale pluriaggravata e pedopornografia ai danni di un 14 enne. Si è concluso con la condanna a 10 anni di reclusione, per questi reati,  il processo con rito abbreviato a una donna, operatrice sanitaria dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e all’uomo che la istigò facendosi inviare i video degli abusi sul ragazzo che veniva narcotizzato. Il giudice ha anche stabilito la decadenza della donna dalla potestà genitoriale e l’obbligo per entrambi gli imputati di risarcire il minore e suo padre con somma da quantificare in sede civile.  L’accusa aveva chiesto 16 anni al termine della requisitoria durante la quale la Pm Maria Perna aveva ricostruito il disegno criminoso dei due amanti.

L’indagine era nata quasi per caso. Dopo la separazione della donna dal marito e l’inizio della nuova relazione con quello che sarebbe diventato il suo complice e coimputato, un geometra di Velletri, i colleghi di lei avevano notato che qualcosa non andava e sospettando che la stimata collega potesse essere vittima di maltrattamenti, avevamo riferito i dubbi all’ex marito. L’uomo a quel punto aveva presentato una denuncia, visto che il figlio conviveva con la madre. Di qui, l’agghiacciante scoperta di video e foto a contenuto pedopornografico.

La difesa della donna, che ha sostenuto l’esistenza di uno stato di totale assoggettamento, ha già annunciato appello.

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CRONACA

Anziano trovato morto nel suo podere sulla Migliara 48, sul corpo ferite: disposta l’autopsia

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PONTINIA – Un anziano di Latina, Giuseppe Pirani, è stato trovato privo di vita martedì pomeriggio nel podere di famiglia sulla Migliara 48 a Pontinia, un luogo dove svolgeva abitualmente lavori e dove  – secondo quanto si apprende – si era recato in mattinata. A fare la scoperta è stato il figlio che ha dato immediatamente l’allarme. Il corpo dell’ottantenne presentava diverse ferite da arma da taglio una delle quali potrebbe essere stata quella letale, al collo.

Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Latina e del Nucleo investigativo che hanno avviato  le indagini. L’ipotesi di reato è quella di omicidio.  La scientifica ha svolto i rilievi e repertato un oggetto appuntito che potrebbe essere stato l’arma utilizzata per il delitto. La salma è stata poi trasferita in obitorio per l’esame medico legale che sarà disposto dalla Procura. Ascoltato per primo e a lungo, come persona informata sui fatti, il figlio dell’uomo che ne ha scoperto il cadavere e ora si prosegue con gli altri familiari, residenti nella zona e chiunque possa avere informazioni utili per ricostruire il contesto in cui il delitto è maturato e trovare il responsabile.

Pirani era tra i fondatori dell’associazione «Ferraresi pontini» ed era molto conosciuto a Pontinia dove il padre era stato sindaco negli anni ’50.

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CRONACA

Aprilia, ruba in una scuola, il dna lo incastra

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APRILIA –  Incastrato dalle tracce ematiche lasciate sul luogo del furto, è stato identificato dai carabinieri e denunciato un uomo di 39 anni residente a Pomezia, già noto alle forze di polizia. deve rispondere di furto aggravato.

L’indagine era stata avviata ad agosto di due anni fa, quando i carabinieri avevano ricevuto la querela presentata dalla dirigente scolastica di un istituto d’istruzione della zona di Campoverde. Nella scuola, nel corso delle indagini erano state isolate tracce di sangue e determinante è risultata poi l’analisi eseguita dal RIS di Roma che ha permesso di risalire al DNA dell’indagato. L’uomo la sera del furto si era ferito sfondando la porta finestra della palestra per entrare nell’istituto scolastico e impossessarsi di materiale vario per un valore complessivo di circa 2.000 euro.

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