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La lezione di monsignor Accrocca a Cisterna: “San Francesco era un giovane come i nostri che ha trovato quello che cercava”

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CISTERNA – E’ stata a Cisterna la prima uscita da neonominato vescovo di Assisi per monsignor Felice Accrocca che lunedì pomeriggio ha tenuto una lezione su San Francesco nell’incontro organizzato dal Campus dei Licei Massimiliano Ramadù nell’ambito del Patto educativo di comunità che l’Istituto ha sottoscritto con il Comune di Cisterna insieme agli Istituti Comprensivi Leone Caetani, Monda-Volpi, Plinio il Vecchio e alla scuola paritaria De Mattias.

Accrocca, originario di Cori, che nel corso del suo percorso è stato anche vice parroco della chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo a Cisterna, è un grande studioso di San Francesco, docente di storia del francescanesimo e ha parlato alla platea riunita nella sala consiliare del Comune di Cisterna, accolto dal sindaco Valentino Mantini e dalla dirigente del Campus dei Licei Ramadù, Anna Totaro.

«Francesco incuriosisce e fa discutere – ha sottolineato Monsignor Felice Accrocca nel suo intervento – anche coloro che non sono credenti, la sua figura emana un fascino che resiste alle generazioni per il suo evangelismo. La sua storia e i testi che ne parlano raccontano di un giovane molto centrato su sé stesso e un po’ viziato, non molto distante dai ragazzi di oggi, poi di un uomo di guerra tornato da quest’ultima esperienza profondamente cambiato e con uno sguardo diverso nei confronti dei poveri, dei lebbrosi, dei meno fortunati. Ha compreso le fragilità umane iniziando un percorso che lo ha portato a condurre una vita cristiana di povertà e a diventare un predicatore del Vangelo. Uno dei messaggi più significativi che ci ha lasciato – ha proseguito – è quanta forza possono avere le nostre convinzioni e l’importanza di interrogarsi sulle relazioni con le gli altri, con coloro con i quali veniamo a contatto».

Prima di lui è intervenuto il sindaco Valentino Mantini che ha portato il saluto della città all’Arcivescovo. «Gli 800 anni dalla morte di San Francesco – ha sottolineato il primo cittadino che ha consegnato a Monsignor Accrocca il crest di Cisterna, realizzato da un artigiano della nostra comunità – rappresentano anche l’occasione per rilanciare valori che non sono soltanto quelli della povertà e della carità ma anche la capacità di costruire un percorso per le nuove generazioni, per i giovani che hanno bisogno di messaggi positivi come aprire le porte ai più deboli. In questa fase è fondamentale una comunità educante che supporti la costruzione di una nuova generazione: in questo senso il Patto educativo di comunità sottoscritto dall’Amministrazione comunale con tutti gli Istituti scolastici del territorio rappresenta uno strumento per lavorare in sinergia con dirigenti e insegnanti nella formazione dei ragazzi».

La dirigente scolastica del Campus dei Licei Massimiliano Ramadù Anna Totaro ha preso la parola ringraziando la docente Daniela Antonilli per aver curato i contatti con Monsignor Accrocca e convenuto con lui tempi e modalità nell’incontro. Ha poi illustrato al relatore le ragioni della richiesta di raccontare alla comunità educante e territoriale la vita del Santo in un momento in cui la società ha bisogno di recuperare la semplicità, l’essenzialità e soprattutto la pace interiore per instaurare rapporti positivi soprattutto con i giovani.

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Sermoneta celebra i 30 anni degli Sbandieratori Ducato Caetani e punta al titolo di “Città del Folklore”

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Si è conclusa a Sermoneta la decima edizione del Festival Internazionale “Sermoneta in Folklore”, manifestazione ormai diventata uno degli appuntamenti principali dell’estate cittadina. Protagonisti dell’edizione 2026 sono stati i gruppi folkloristici arrivati da Ecuador, Paraguay, Taiwan e Messico, che per una settimana hanno portato in città musiche, danze, costumi e tradizioni dei rispettivi Paesi.

Il festival è stato organizzato grazie alla collaborazione tra gli Sbandieratori Ducato Caetani, presieduti da Biagio Vasta, e l’Amministrazione comunale, con il presidente del Consiglio delegato alla Cultura Pierluigi Torelli. Una sinergia che ha permesso di unire la valorizzazione delle tradizioni locali alla dimensione internazionale della manifestazione.

La serata conclusiva è stata anche l’occasione per celebrare i 30 anni di attività degli Sbandieratori Ducato Caetani, che dal 1996 promuovono il nome, la cultura e il folklore di Sermoneta in Italia e all’estero.

Il sindaco Giuseppina Giovannoli, insieme agli esponenti dell’Amministrazione comunale e alla presenza dei soci fondatori e del primo presidente Andrea D’Erme, ha consegnato al gruppo una targa celebrativa con la motivazione: “Per aver portato nelle piazze d’Italia e del mondo i colori, la cultura e il nome di Sermoneta”.

«Trent’anni sono una storia importante – ha sottolineato Giovannoli – e gli Sbandieratori Ducato Caetani hanno saputo trasformare la loro passione in una straordinaria attività di promozione del nostro territorio».

Durante la serata è arrivato anche un importante annuncio per il futuro della città. Con una delibera di giunta comunale, infatti, l’Amministrazione ha avviato l’iter per ottenere dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari il titolo di “Città del Folklore”.

La candidatura nasce proprio dal patrimonio culturale e dalla tradizione folkloristica costruita nel corso degli anni, anche grazie all’attività degli Sbandieratori e al Festival internazionale.

«La richiesta del titolo di Città del Folklore – ha spiegato il sindaco – nasce dalla consapevolezza di avere una storia, una tradizione e un patrimonio culturale che meritano di essere valorizzati e conosciuti».

Secondo Giovannoli, Sermoneta ha saputo trasformare il folklore in uno strumento di dialogo tra popoli e di promozione culturale e turistica. Un percorso di cui il festival rappresenta uno degli esempi più significativi, trasformando per una settimana la città in una vera piazza internazionale capace di mettere in contatto culture e tradizioni differenti.

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Latina, l’IC Frezzotti-Corradini tra le scuole selezionate per la sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive e trasversali

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Un importante riconoscimento per la scuola pontina e per il territorio. L’Istituto Comprensivo Frezzotti-Corradini di Latina, diretto dalla dirigente scolastica Roberta Venditti, è stato selezionato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per partecipare alla Sperimentazione nazionale finalizzata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali, prevista dalla Legge n. 22/2025.

A vincere è stato il progetto L.E.G.G.O. – Letture Educative per una Generatività Guidata e per l’Orientamento, un innovativo programma di ricerca e sperimentazione didattica che utilizza la lettura ad alta voce come strumento per promuovere il benessere scolastico, contrastare la dispersione implicita e favorire lo sviluppo di competenze di lettura e al contempo trasversali quali empatia, prosocialità, pensiero critico e cittadinanza attiva.

L’IC Frezzotti-Corradini ha assunto il ruolo di scuola capofila dell’accordo di rete “InnovAzioni Didattiche”, che coinvolge altri tre istituti comprensivi appartenenti a tre diverse regioni italiane: l’I.C. Plinio il Vecchio di Cisterna di Latina, l’ Umberto I di Pitigliano (Toscana) e l’I.C. Massa Martana-Todi (Umbria).

La sperimentazione coinvolgerà docenti e studenti durante tutto l’anno scolastico 2026/2027 attraverso un percorso strutturato di lettura ad alta voce, laboratori narrativi, incontri con autori e partecipazione alla giuria del Premio Campiello Junior.

Elemento di particolare prestigio è la collaborazione con l’Università degli Studi Niccolò Cusano, con la quale le quattro scuole hanno sottoscritto una convenzione scientifica, il cui coordinamento scientifico del progetto è affidato al Prof. Francesco Maria Melchiori e alla Prof.ssa Chiara Pastore. L’Ateneo seguirà la progettazione metodologica, il monitoraggio delle attività, la valutazione degli esiti e la successiva pubblicazione scientifica dei risultati della sperimentazione.

Grande la soddisfazione della dirigente scolastica Roberta Venditti, che sottolinea il valore dell’iniziativa:

«Essere stati selezionati dal Ministero rappresenta per il nostro Istituto un motivo di grande orgoglio e, al tempo stesso, una responsabilità importante. Questo risultato premia la qualità della progettazione sviluppata dalla nostra scuola e la capacità di costruire reti di collaborazione con altre istituzioni scolastiche e con il mondo della ricerca universitaria. Attraverso il progetto L.E.G.G.O. i nostri studenti e i nostri docenti avranno l’opportunità di essere protagonisti di una sperimentazione nazionale che valorizza la lettura come strumento di crescita, inclusione e sviluppo delle competenze indispensabili per affrontare le sfide del futuro.»

La partecipazione alla sperimentazione ministeriale rappresenta un importante traguardo per l’IC Frezzotti-Corradini e per l’intero territorio pontino. Il progetto non si limiterà infatti a promuovere la lettura nelle scuole coinvolte, ma produrrà evidenze scientifiche, strumenti didattici e modelli educativi che potranno essere messi a disposizione della comunità scolastica nazionale, contribuendo al dibattito sull’innovazione della scuola italiana.

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Latina, il mare che racconta la storia: le memorie nascoste del litorale pontino

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C’è un’altra Latina, oltre quella che conosciamo. È una Latina sommersa dal mare, nascosta nella sabbia, custodita nei racconti degli anziani e nelle tradizioni popolari. A raccontarla è Giuseppe Pastore, titolare di Appeal Beach, la prima Oasi a sinistra sul lungomare di Latina, che da tempo ha scelto di affiancare all’attività balneare un percorso di ricerca e valorizzazione della memoria del territorio.

L’idea nasce quasi per caso, osservando gli scogli che si trovano davanti allo stabilimento. «Erano molto regolari, lisci», racconta Pastore. Da quella semplice curiosità sono partite ricerche storiche, rilievi fotografici subacquei e riprese aeree realizzate con i droni. Quelle strutture, sulla base di quanto emerso dalle ricerche, sarebbero riconducibili a un antico tracciato romano collegato alla via Severiana, la strada costiera realizzata in epoca imperiale.

La sua ricostruzione apre così una prospettiva suggestiva: il mare davanti al litorale pontino non sarebbe soltanto uno spazio naturale, ma un luogo attraversato per secoli da uomini, merci e imbarcazioni. Un tratto di costa che, sotto la superficie dell’acqua e della sabbia, potrebbe conservare ancora oggi testimonianze di un passato molto più antico di quanto siamo abituati a immaginare.

La ricerca sott’acqua non si è limitata alla zona antistante Appeal Beach, ma ha interessato anche l’area di Torre Astura, dove Pastore racconta di aver individuato testimonianze come anfore e ancore. Ma non solo. Le indagini avrebbero rivelato anche la presenza di un’imbarcazione di epoca romana nelle acque della zona.

«Sarebbe da fare un lavoro molto importante per scoprire le tante cose che nasconde il nostro mare», suggerisce Pastore.

Ma la memoria che Pastore vuole recuperare non è soltanto quella archeologica. È anche la memoria degli uomini e delle donne che hanno trasformato la Pianura Pontina, contribuendo, attraverso il lavoro e la bonifica, a modificare profondamente il volto di questo territorio. Attraverso i rapporti con la Compagnia dei Monti Lepini è arrivata un’altra scoperta: un quadro del 1833, attribuito al pittore svizzero Louis-Léopold Robert, custodito al Louvre, rappresenta lavoratori impegnati nella bonifica delle paludi pontine. L’opera, conosciuta con il titolo La mietitura dell’Agro pontino, racconta un momento importante della storia del territorio e una realtà che, probabilmente, è ancora poco conosciuta dagli stessi pontini.

Da questa scoperta è nata anche la volontà di recuperare la musica, i canti e le tradizioni legate a quel mondo contadino, una parte della cultura popolare pontina che rischia oggi di scomparire definitivamente. La ricerca degli antichi canti e degli zampognari pontini ha però evidenziato una difficoltà importante: molte di quelle tradizioni non sono più presenti sul territorio, si stanno progressivamente estinguendo e le giovani generazioni sembrano sempre meno interessate a raccoglierne l’eredità e a portarla avanti.

Pastore ha quindi deciso di andare a cercare gli zampognari direttamente nei territori dove questa tradizione è ancora viva, arrivando a Carpineto Romano e coinvolgendoli successivamente in diversi eventi culturali.

Pastore ha scelto la giornata di Ferragosto per raccontare tutte le scoperte e gli studi portati avanti nel corso del tempo, ricordando anche quanto, in passato, il litorale pontino sia stato oggetto di interesse a livello internazionale. E qui entra in gioco anche il cinema: parliamo di Cleopatra, il kolossal del 1963 con Elizabeth Taylor e Richard Burton, nel quale Torre Astura fu utilizzata per la produzione e dove vennero realizzate le scenografie dell’antica Alessandria. Un legame con il cinema internazionale che aggiunge un ulteriore tassello alla storia di questo tratto di costa. Nelle immagini del film è infatti riconoscibile anche il profilo del Circeo, come mostra un frame della pellicola. Un’immagine che testimonia ancora una volta come il paesaggio pontino sia stato, nel corso del tempo, non soltanto luogo di vita e di lavoro, ma anche scenario capace di attirare l’attenzione del mondo della cultura e dello spettacolo.

Il progetto di Pastore è molto chiaro: scoprire, raccogliere e mantenere la memoria storica di un territorio che ha ancora tanto da raccontare.

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