CRONACA
Grotta Guattari e Terme Romane: il Consiglio Comunale compatto a difesa dei siti archeologici
SAN FELICE CIRCEO – Grotta Guattari e Terme Romane devono rimanere alla gestione del Comune di San Felice Circeo. Maggioranza e opposizione sono d’accordo e hanno votato all’unanimità in Consiglio la mozione a difesa dei due siti archeologici che ricadono nel territorio comunale. La proposta, presentata dal consigliere Giuseppe Schiboni, dà mandato alla sindaca Monia Di Cosimo “di difendere le prerogative istituzionali del Comune in ogni sede opportuna”. Succede dopo l’accordo di valorizzazione in corso di definizione tra il Ministero della Cultura e il Comune di Terracina, già approvato dalla giunta di Terracina (con deliberazione n. 57 del 23 aprile 2026), che assegna alla Fondazione “Città di Terracina” anche la gestione dei due beni del Circeo.
Alla sindaca non basta la disponibilità mostrata dal collega Francesco Giannetti che ha scritto al Ministero della Cultura chiedendo lo stralcio dei siti di San Felice Circeo e Sabaudia dall’accordo. Un segnale che il Sindaco ha accolto con favore, ma che ha ritenuto non sufficiente a chiudere la vicenda. “Questa Amministrazione – ha precisato la prima cittadina in aula – non potrà considerare la questione risolta finché l’ accordo non verrà formalmente revocato o modificato con l’esclusione esplicita dei siti di San Felice Circeo”.
Il voto unanime del Consiglio Comunale, maggioranza e minoranza compatte, testimonia – si legge in una nota dell’Ente – che la difesa del patrimonio archeologico della comunità non è una questione di parte, ma un impegno
condiviso dall’intera rappresentanza civica di San Felice Circeo.
CRONACA
Mensa ospedale Goretti di Latina chiusa, il Sindacato CLAS: “Dalla Regione un primo impegno, ma ora servono garanzie concrete per i lavoratori”
LATINA – Il Sindacato CLAS accoglie con attenzione l’esito dell’incontro tenutosi giovedì presso la Commissione Lavoro della Regione Lazio, convocata per affrontare la delicata vertenza occupazionale legata alla chiusura delle cucine presso la ASL di Latina e al futuro dei lavoratori impiegati nel servizio mense dell’ospedale Goretti.
Una vicenda che CLAS segue da tempo e che continua a destare forte preoccupazione tra i dipendenti, alla luce della progressiva dismissione delle cucine interne e dello spostamento della produzione dei pasti. Una scelta che rischia di avere pesanti ricadute occupazionali e reddituali sui lavoratori coinvolti.
Nel corso della seduta, alla presenza del presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio, Angelo Tripodi, non sono ancora emerse soluzioni operative immediate, ma è stato assunto l’impegno di portare la vertenza all’attenzione del presidente del Consiglio regionale, delle istituzioni provinciali e del presidente della Provincia, con l’obiettivo di aprire un confronto più ampio sulla tutela dei livelli occupazionali.
Per il Sindacato CLAS resta fondamentale garantire continuità lavorativa e stabilità economica ai dipendenti interessati, considerando che gran parte del personale delle mense è composto da donne e da lavoratrici monoreddito. Forte preoccupazione riguarda inoltre il possibile coinvolgimento futuro anche dell’appalto relativo all’ospedale di Terracina, dove potrebbe essere avviato lo stesso percorso di esternalizzazione e trasferimento dell’impianto di cottura.
“L’occupazione deve essere garantita e va posta grande attenzione sulla tenuta reddituale dei lavoratori. Il coinvolgimento della Regione è necessario per la ricerca di soluzioni condivise. Un incontro quello odierno che possiamo considerare positivo, stante l’assunzione di impegno da parte della Commissione”, dichiara il Segretario Generale del Sindacato CLAS, Davide Favero.
CRONACA
Ispezioni del Nas di Latina in bar, panifici e ristoranti: due attività sospese a Latina
LATINA – Una raffica di ispezioni dei Carabinieri del NAS di Latina in esercizi commerciali di somministrazione di alimenti e bevande hanno portato alla contestazione di sanzioni amministrative per un valore di 14.000 euro e al sequestro di 100 chilogrammi di prodotti alimentari non conformi. Le evidenze più gravi in due attività commerciali del capoluogo che sono state sospese. Si tratta di un caffè del centro di Latina dove sono state rilevate muffe diffuse sulle pareti, assenza di acqua calda, mancanza di areazione forzata e un deposito alimentare in pessime condizioni igieniche con prodotti scaduti e non tracciati. La Asl ha disposto l’immediata sospensione dell’attività e sanzioni amministrative per 3.000 euro. Scenario analogo in un altro bar del capoluogo, dove i Carabinieri del NAS e della Stazione locale hanno riscontrato gravi criticità di natura logistica, nello specifico sono state riscontrate rotture strutturali nelle pedane del bancone e una diffusa presenza di ragnatele sia nei bagni del personale che nel deposito alimenti, dove le pareti apparivano visibilmente annerite. Anche in questo caso la ASL, ha emesso un provvedimento di sospensione dell’attività. In un’altra caffetteria del capoluogo sono stati rinvenuti 5 kg di formaggio congelato arbitrariamente, violazione che ha portato a una sanzione di 2.000 euro e al contestuale smaltimento degli alimenti.
L’attività di controllo ha preso il via in un Comune dell’area nord della provincia, dove i militari del NAS con i colleghi della Stazione Carabinieri, hanno passato al setaccio attività di panificazione. In un esercizio è stata accertata la totale mancanza di formazione del personale in merito ai protocolli H.A.C.C.P., motivo per cui il titolare è stato multato con una sanzione di 1.000 euro, mentre presso un secondo punto vendita, nel corso dell’ispezione sono stati rinvenuti 80 kg di prodotti privi di tracciabilità, con conseguente immediato smaltimento ed è stata elevata una multa di 1.500 euro a carico del titolare. Sempre nella medesima area, il controllo presso un bar tavola calda ha rivelato l’assenza di procedure per la rintracciabilità e la mancata indicazione degli ingredienti degli alimenti esposti alla vendita, comportando sanzioni per 2.166 euro.
Nell’ambito della medesima operazione, in un altro centro della provincia, i Carabinieri hanno sanzionato il titolare di un ristorante, con una multa di 2.000 euro, per carenze nelle modalità di produzione e conservazione, mentre il titolare di un bar della medesima zona ha ricevuto una multa di 1.334 euro per la mancata indicazione degli allergeni nel menù.
I controlli si sono svolti durante le Giornate di Azione EMPACT – Action Days dell’UE.
CRONACA
Aprilia, 42 proiettili di vario calibro in una casa, tre persone denunciate
APRILIA – La Polizia di Stato di Aprilia, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio e di contrasto alla criminalità diffusa, ha denunciato tre persone per detenzione abusiva di armi e munizionamento. Sono stati gli agenti della Sezione Anticrimine del Commissariato di P.S. di Aprilia a scoprire e sequestrare in un’abitazione 42 proiettili di vario calibro e risultati detenuti illegalmente. La perquisizione era stata eseguita al termine di un’attività investigativa. Al termine degli accertamenti, tre persone presenti nell’appartamento sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di detenzione abusiva di munizionamento.
L’attività – spiegano dalla Questura di Latina in una nota – si inserisce nell’ambito delle costanti iniziative predisposte dalla Polizia di Stato finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati in materia di armi, con particolare attenzione ai soggetti ritenuti di interesse operativo e gravati da precedenti di polizia.
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