Lunanotizie.it

CRONACA

Latina, grosso pino crolla in Viale Mazzini davanti al Vittorio Veneto

Pubblicato

LATINA – Per fortuna è crollato di notte e nessuno si è fatto male. Un grosso pino è venuto giù in Viale Mazzini sul marciapiede del Vittorio Veneto in un punto frequentato da molti ragazzi ogni giorno. Poco più avanti ce n’è un altro  piegato pericolosamente da tempo e la zona (anche per la presenza di una grossa buca sul marciapiede) era stata segnalata con del nastro rosso.  Non sono casi isolati, ma una vera e propria emergenza. Le piogge dei giorni scorsi hanno messo a rischio decine di pini sul territorio e il viale che collega il Tribunale a piazza Dante  è una di quelle più sensibili. Insieme all’Epitaffio e ai Giardinetti dove proprio alcuni giorni fa, ne è caduto un’altro (vedi foto). L’ufficio Ambiente del Comune sta effettuando un censimento delle piante pericolanti e a rischio crollo che dovranno essere abbattute.

Sul posto in Viale Mazzini poco dopo la prima campanella, intorno alle 8,30 sono arrivati i vigili del fuoco per le operazioni di rimozione del grosso tronco.

18 Comments

18 Comments

  1. Germano Buonamano Mancaniello

    12 Marzo 2018 at 8:32

    Sì avverano miracoli anomali nel segno degli “DEI”

    P.s.) qui i passanti sono soliti passare ma sta mattina l’albero è caduto prima molto prima è vero la natura è più furba di quanto noi crediamo.

  2. Germano Buonamano Mancaniello

    12 Marzo 2018 at 8:34

    Ringraziamo il Cielo può essere c’è passante che è transitato prima di quell’ Albero segno che gli Dei evitano la tragedia, anche perché un albero tipo come questo in testa fa un pochino male.

  3. Mario Buonamano

    12 Marzo 2018 at 9:10

    Non si fa piu potatura a latina

  4. Germano Buonamano Mancaniello

    12 Marzo 2018 at 9:14

    Zio qui non si tratta di potare un alberello questi sono alberi viventi più in montagna che in città, con differenza che la radice degli alberi in montagna è bene ramificata qui invece si è cercato di fare i belli piantando addirittura Palme bruciate col senno di poi dal punteruolo rosso con tutto ciò sapevano di ingannare il prossimo. La colpa va alla persona che non cura la radice degli alberi non annaffiando l’estate laddove si muore soffocati dalla siccità, chi paga il duro dazio ed il cambiamento climatico è proprio l’albero.

  5. Gianfranco La Rosa

    12 Marzo 2018 at 9:22

    Non c’è più il tempo di una volta …

  6. Germano Buonamano Mancaniello

    12 Marzo 2018 at 9:58

    Gianfranco La Rosa la nostra Nazione è oramai tropicana per via di un cambiamento climatico che secondo comma non ne rispetta i tempi richiesti dalla natura stessa ma non è colpa della natura che come vedete qui è più furba di quanto noi crediamo ed evidente il problema è un altro è cambiato il sistema climatico ma non il sistema della politica quel sistema che ancora oggi vige a 25 anni da mani pulite niente si è fatto per tutelare il bene primario la natura ed ora è troppo tardi per tutelare il salvabile ed è evidente anche con l’erosione che devasta sempre di più il litorale anche se so per certo che fra ottanta anni mezza costa Italiana verrà sommersa proprio per causa cambiamento climatico quel cambiamento climatico che fino ad oggi si è tentato di oscurare, oggi però, chi oscura quel cambiamento climatico è ritornato su propri suoi passi ma è troppo tardi, qui ad oggi per salvare il salvabile è tempo di agire e tutelare il Mondo che Vorrei per i vostri figli e figlie perché va ricordato il Mondo è in prestito non è ereditato da nessuno.

  7. Gianfranco La Rosa

    12 Marzo 2018 at 11:38

    Ma tu sempre in politica la butti ??? Allora ti dico che per quel poco che conosco, che i pini non sono autoctoni, che li hanno portati i romani dalle coste dell’Africa e che viviamo in quello che resta di un’antica foresta planiziaria, fatta di varie specie di querce. Una volta tanto lasciamo stare la politica, ehhh !!!

  8. Germano Buonamano Mancaniello

    12 Marzo 2018 at 11:43

    Gianfranco La Rosa ma tu vuoi insegnare al figlio di Luigi Buonamano come funziona il sistema e come è funzionato il sistema in Agropontino ad iniziare dalle Palme colpite dal punteruolo rosso?. Cioè mio padre sotto il Comune di Latina ci è stato per trentacinque anni buoni, buoni da Vigile Urbano ora te ne esci tu con gli Antichi Romani che portano la quercia a Latina in Agropontino?. Chiudiamo l’argomento che è meglio.

  9. Francesca Monella

    12 Marzo 2018 at 11:47

    Ancora che Vi ostinate a tenere la storia..i Pini non sono adatti alla città

  10. Gianfranco La Rosa

    12 Marzo 2018 at 12:11

    A viale Italia li hanno segati tutti !!!

  11. Germano Buonamano Mancaniello

    12 Marzo 2018 at 12:16

    Gianfranco La Rosa con tutto il sopruso che ha subito l’agropontino al 2018 io mi devo sentire che il pino caduto in faccia alla facciata dell istituto Vittorio Veneto fu importato dall Africa quando in Africa ci sono dieci milioni di persone umane che tra un po spariranno dalla faccia della terra per colpa della fame e della sete, dentro i dieci milioni di persone umane che fra un po spariranno dalla faccia della terra ci figurano duemilioni e mezzo tra Bimbi e Bimbe che non arrivano all età dei cinque anni di vita perché denutriti. Ma de che stai a parla? .

  12. Germano Buonamano Mancaniello

    12 Marzo 2018 at 12:19

    Gianfranco La Rosa Distinti Saluti

  13. Gianfranco La Rosa

    12 Marzo 2018 at 12:21

    Mancaniello buon lavoro !

  14. Germano Buonamano Mancaniello

    12 Marzo 2018 at 12:23

    Gianfranco La Rosa non mi sento più di parlare con te oltre tutto mi stai prendendo per i fondelli quando a me non piace. Ti ho salutato chiudiamo il discorso.

  15. Gianfranco La Rosa

    12 Marzo 2018 at 12:24

    Guarda non è che ho voglia di fare polemica: se guardi la foto pubblicata, gli altri pini sono a rischio caduta, sono piegati purtroppo ed ahimè con le piogge continue, la terra soffice (sabbia) cadranno pure loro … solo questione di tempo !!!

  16. Germano Buonamano Mancaniello

    12 Marzo 2018 at 12:28

    Ma neanche a me piace fare polemica e tanto meno apprendere lezioni di vita da te questo sia chiaro, io ho espresso il mio parere te ne esprimi un altro che non ci entra minimamente con i pini importatati dall Africa quando ad oggi attraverso il mare esiste la tratta degli schiavi proveniente da oltre i confini. Quindi finiamola qui con il discorso a me non serve la tua lezione di vita so vita morte e miracoli su quanto è accusato in agropontino in sudpontino in territorio aurunco sto bello che informato. Distinti Saluti Gianfranco La Rosa.

  17. Giò Lindo

    12 Marzo 2018 at 13:46

    Manutenzione in Italia e Zero

  18. Sandra

    12 Marzo 2018 at 18:27

    Volevo far presente che oggi tornando a casa,proprio di fronte al Carrefour di via Epitaffio, ho notato un pino con la chioma completamente secca…onde evitare tragedie,vista la strada densamente trafficata,prendano al più presto provvedimenti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CRONACA

Si rompe la condotta principale, tutta Norma senz’acqua

Pubblicato

NORMA – Si stanno registrando forti disagi a Norma a causa della rottura della conduttura idrica principale che alimenta direttamente il serbatoio comunale. Attualmente  è stata interrotta l’erogazione dell’acqua su tutto il territorio comunale. Ne dà notizia il sindaco Andrea dell’Omo: “Ci rendiamo conto dei disagi che questa situazione comporta per il momento la società Acqualatina ha previsto la presenza di Autobotti in piazza Roma. Per i possessori di autoclave possono fare richiesta ad Acqualatina per il rifornimento da programmare nel pomeriggio”, spiega il primo cittadino. Sono in corso lavori per ripristinare il servizio

Leggi l’articolo completo

CRONACA

Caldo, due operai edili morti in 24 ore, disposta l’autopsia. I sindacati: “Sciopero venerdì per Francesco e Wladislaw”

Pubblicato

LATINA – Due morti sul lavoro a Latina in meno di 24 ore con il sospetto che il caldo estremo abbia avuto un ruolo in entrambi i casi. Dopo la morte avvenuta lunedì di Wladyslaw Pernal, 64 anni, che si è accasciato mentre lavorava sul balcone di un condominio in viale Paganini, nel quartiere Q4,  un 54 enne, Francesco Gritto è deceduto martedì mattina mentre lavorava in un impianto fotovoltaico  nella zona di Borgo Santa Maria. Su entrambe le morti la Procura ha aperto un’inchiesta anche per accertare il rispetto delle norme di sicurezza legate al caldo estremo, disponendo l’autopsia.

I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno indetto uno sciopero per Francesco e Wladislaw: venerdì 24 luglio il settore edile si fermerà per otto ore con presidio a Latina in piazza della Libertà a partire dalle 9,30.

Ieri in un incontro che si è tenuto a Latina, l’allarme dell’Inail che riguardava proprio i rischi per la salute dei lavoratori agricoli e edili, con il caldo estremo e l’invito a istituzioni e stakeholder a impegnarsi nella prevenzione.

Leggi l’articolo completo

CRONACA

Caldo, due operai morti a Latina, Massafra (Cgil) e Cecere (Cisl): “Non è fatalità. Le regole ci sono, servono controlli efficaci”

Pubblicato

LATINA – Sui due operai edili morti sul lavoro a Latina in meno di 24 ore, intervengono i sindacati: “Non riusciamo più a tenere il conto delle vite che il lavoro si porta via in questo territorio, e ogni volta le parole di circostanza non bastano più. Continuiamo a sfinire i lavoratori senza pietà, anche quando il caldo cocente rende evidente a chiunque che a certi orari e a certe temperature non si può e non si deve lavorare” dichiara Giuseppe Massafra, Segretario Generale della CGIL Frosinone Latina. “Due lavoratori morti in un giorno non sono una fatalità: sono la fotografia di un modello produttivo che continua a considerare la sicurezza un costo da comprimere, non un diritto da garantire. Alle famiglie delle vittime va il cordoglio di tutta la nostra organizzazione, ai colleghi che hanno assistito a queste tragedie la nostra vicinanza più sincera.”

È in questo clima che venerdì mattina la categoria degli edili scenderà in piazza, con un sit-in sotto la Prefettura di Latina, per dire basta a condizioni di lavoro non più dignitose. “Venerdì saremo tutti sotto la Prefettura, perché quello che chiedono i lavoratori dell’edilizia riguarda la dignità di tutti.” Il segretario generale rilancia quindi l’ordinanza regionale anti-caldo, che impone la sospensione delle attività a rischio nelle fasce orarie e con le temperature più critiche: “L’ordinanza esiste, ma da sola non basta: servono controlli seri, sistematici e diffusi, perché venga rispettata da tutte le imprese, senza eccezioni. Le regole ci sono, quello che manca è chi le fa osservare davvero.”

Massafra chiede infine la riconvocazione urgente del tavolo istituzionale “Salute e Sicurezza”, annunciato in Prefettura ma mai realmente attivato: “Non possiamo permetterci che un impegno preso in Prefettura resti lettera morta. Chiediamo che quel tavolo venga riaperto subito, con la partecipazione di tutte le parti, perché sulla sicurezza dei lavoratori non ci sono rinvii che tengano.”

“Le recenti tragedie che hanno colpito il territorio pontino riportano con forza al centro il tema della sicurezza sul lavoro – scrive in una nota Roberto Cecere segretario generale della Cisl Latina – . Gli ultimi incidenti mortali riguardano un operaio di 54 anni che stava lavorando presso un impianto fotovoltaico a Borgo Santa Maria e un operaio edile di 64 anni che lavorava in un cantiere nel quartiere Q4 di Latina. Fatti che hanno scosso profondamente l’intera comunità provinciale, riaccendendo l’attenzione sulle condizioni in cui migliaia di lavoratrici e lavoratori svolgono quotidianamente la propria attività, spesso esposti a rischi elevati e, durante il periodo estivo, anche agli effetti delle temperature estreme”, scrive Cecere in una nota.

« La provincia di Latina continua a rappresentare uno dei territori nei quali il tema della sicurezza sul lavoro richiede interventi sempre più incisivi e un rafforzamento della cultura della prevenzione. Il richiamo comune è quello di non limitarsi al cordoglio dopo ogni tragedia, ma di trasformare ogni episodio in un’occasione per migliorare controlli, formazione e organizzazione del lavoro. In questo contesto assume particolare rilevanza l’accordo sottoscritto tra Regione Lazio e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, finalizzato a tutelare i lavoratori durante le ondate di calore. Il provvedimento prevede la sospensione delle attività lavorative all’aperto, con esposizione prolungata al sole, nelle fasce orarie più critiche – dalle 12.30 alle 16.00 – nei giorni in cui il sistema Worklimate segnala un livello di rischio “alto”. L’accordo interessa in particolare i settori maggiormente esposti alle elevate temperature, tra cui: edilizia e cantieri, agricoltura e florovivaismo, cave, attività logistiche e movimentazione merci svolte all’aperto, ogni altra attività che comporti lavoro continuativo sotto il sole senza adeguate protezioni. Si tratta di una misura importante che riconosce il caldo estremo come un fattore di rischio professionale e che rappresenta un ulteriore passo avanti nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Tuttavia, il protocollo non può essere considerato sufficiente se non accompagnato da controlli efficaci, investimenti nella prevenzione e una piena applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Ogni nuova vittima rappresenta una sconfitta per l’intero sistema istituzionale, produttivo e sociale e rende ancora più urgente rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese, parti sociali e organi di vigilanza – aggiunge Cecere – Ogni morte sul lavoro rappresenta una ferita profonda per tutta la nostra comunità e non può mai essere considerata una tragica fatalità. La sicurezza deve diventare un valore condiviso e irrinunciabile, da perseguire ogni giorno attraverso prevenzione, formazione, organizzazione del lavoro e controlli efficaci. È necessario che tutte le aziende rispettino rigorosamente le norme e che nessun lavoratore sia costretto a scegliere tra la propria salute e il proprio posto di lavoro. Il Sindacato continuerà a battersi affinché la dignità della persona venga sempre prima di ogni logica produttiva. Prepareremo una risposta adeguata per il rispetto delle normative.»

Leggi l’articolo completo

Più Letti