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Musei, lettera di D’Achille sul caso Tetro: “Dura lex sed lex”

Il direttore lascia, il Presidente della Commissione cultura del Comune lo ringrazia e spiega

LATINA – “Volevo intervenire, da presidente della commissione cultura, per contribuire a fare chiarezza sulla posizione di Francesco Tetro in merito agli incarichi da lui ricoperti. Intendo come prima cosa ringraziarlo per quello che ha fatto, ma anche per quello che ha pensato e tentato di fare. Sono convinto che siano le idee a connotarci, insieme ai tentativi, le fatiche e gli sforzi. Poi però sono i fatti che ci distinguono e preservano le nostre azioni nel tempo”. Lo scrive in una nota il presidente della Commissione Cultura Fabio D’Achille  dopo l’addio del direttore dei Musei Civici e le polemiche che ne sono seguite.

“Il lavoro di Tetro è sempre stato un lavoro volto alla valorizzazione del patrimonio culturale della città che ben conosce. Proprio lui, da grande appassionato, l’aveva iniziato, improntato e continuato a fare da almeno due decenni. Credo  – aggiunge D’Achille – sia giusto riconoscergli ogni minuto dedicato alla città, ogni sforzo fatto per aprire i musei, ogni lavoro svolto per l’amore dell’arte di Cambellotti e della sua epoca. Per questo sono convinto che resterà un punto di riferimento per Latina e per tutti gli appassionati dell’arte contemporanea della prima metà del ‘900.

 E sono certo che questa amministrazione non può rimproverarsi davvero nulla sulla valorizzazione delle sue competenze e delle sue capacità. Antonella Di Muro l’ha accolto e sostenuto in ogni sua iniziativa, tanto da voler rinnovare il rapporto con lui attraverso lo strumento della consulenza, perché la legge limita l’incarico di direttore scientifico, per i pensionati, ad un solo anno. E stessa cosa sono certo sarebbe valsa per Di Francia se non fosse per il MIBAC, che invita, in base alla legge vigente, i Musei rientranti sotto la sua sfera ad avere un direttore scientifico nominato da regolare bando.

Per tutti questi atti e per l’indirizzo politico che conosco e che ho contribuito a orientare, capisco ma non comprendo fino in fondo la delusione dell’architetto Tetro. Abbiamo condiviso insieme una campagna elettorale fondamentale, in cui ha dato il suo contributo più importante facendo una chiara scelta di parte con la sua candidatura e perdendo così lo status di ‘tecnico’. E abbiamo condiviso, confrontandoci senza ipocrisie, anche questi tre anni di amministrazione. Nel mio ruolo di Presidente della Commissione Cultura gli ho più volte proposto di collaborare anche quando informalmente, nel nostro ultimo incontro e per la prima volta dall’inizio del mandato, si era lamentato per la questione dell’incarico in scadenza.

Dura lex sed lex, è l’adagio latino che vale in questo caso. E mi auguro che l’architetto Tetro voglia mettere la sua esperienza e la sua capacità a disposizione del prossimo direttore scientifico del Museo Cambellotti affinché non venga dispersa la sua esperienza”.

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