ATTUALITA'
Il vescovo Crociata nomina Alessandro Mirabello direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale
LATINA – Alessandro Mirabello è il nuovo direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale. Di Pontinia, 43 anni d’età, dal 2014 componente del Consiglio Pastorale diocesano (organismo nel quale dal 2014 al 2019 ha ricoperto l’incarico di Segretario) è stato nominato dal vescovo Mariano Crociata.
«Lo ringraziamo per la disponibilità e gli auguriamo buon lavoro accompagnandolo con la nostra preghiera», ha scritto monsignor Crociata nella sua comunicazione, ricordando anche che «l’occasione è propizia per esprimere profonda gratitudine a don Massimo Castagna, che ha svolto lo stesso servizio nell’Ufficio ormai da diversi anni. Anche lui vogliamo ricordare nella preghiera, perché sia sostenuto nel nuovo servizio assunto».
CHI E’ – Mirabello, laureato in Economia presso la Sapienza ha perfezionato lo studio frequentando un master sullo Sviluppo Locale. Successivamente è stato assunto come funzionario presso l’Agenzia delle Entrate, dove attualmente ricopre l’incarico di Direttore dell’Ufficio Territoriale di Latina (Atti pubblici-Successioni e rimborsi Iva). È coautore del libro “La riscossione dei tributi”, edito dalla Euroconference Spa nel febbraio del 2010.
Nel mondo ecclesiale, dal 1997 è Educatore parrocchiale nella parrocchia di Sant’Anna in Pontinia, dal 2001 al 2007 responsabile parrocchiale Azione Cattolica–Giovani; dal 2007 al 2013 è stato presidente dell’Azione Cattolica parrocchiale. Dal 2000 è componente del Consiglio Pastorale Parrocchiale. Dal 2008 al 2011 è stato consigliere diocesano Adulti di Azione Cattolica. Dal 2011 al 2014 è stato vicepresidente diocesano Adulti di Azione Cattolica, mentre dal 2014 al 2020 ha assunto la presidenza diocesano dell’Azione Cattolica. È tra i soci fondatori della cooperativa HabitaTerra, per l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.
ATTUALITA'
Pulcino di gabbiano “passeggia” in piazza del Popolo, cittadini mobilitati
LATINA – Ha generato un’ondata di simpatia, un pulcino di gabbiano che questa mattina intorno a mezzogiorno si è materializzato in piazza del Popolo, osservato e seguito da alcuni cittadini che hanno provato ad aiutarlo. L’uccello, infatti, evidentemente ancora non pronto per spiccare il volo, poco dopo è stato attaccato da gabbiani adulti, e poi, salvato da altri esemplari, probabilmente i suoi stessi genitori che hanno allontanato i primi. Lui, ha quindi continuato la sua passeggiata fino a Via Duca del Mare.
Per capire che cosa fare, è stato chiamato al telefono il Centro di Recupero della Fauna Selvatica di Fogliano retto dai Carabinieri per la Biodiversità, che ha dato alcuni ragguagli. Li riportiamo qui.
Prima di tutto, il gabbiano (insieme a piccioni e ratti, per esempio) è una delle specie che il Cras non può accogliere presso la propria struttura dove invece vengono curati e nutriti rapaci e altre specie protette in difficoltà. E’ dunque inutile portare un gabbiano presso il Centro specializzato di Fogliano.
Seconda cosa, è perfettamente normale che un gabbiano non ancora pronto a volare si allontani dal nido: i suoi genitori lo seguiranno dall’alto dandogli da mangiare e pronti a intervenire in sua difesa se fosse necessario. Bisogna preoccuparsi solo in caso di pericolo immediato, come la vicinanza a strade o ferite visibili, provando a metterlo in sicurezza.
Terza cosa da sapere è che l’empatia generata dal volatile indifeso, e un eventuale intervento, hanno come effetto quello di alterare l’equilibrio naturale.
Quarta cosa, trattandosi fauna selvatica, il gabbiano è patrimonio indisponibile dello Stato per legge e dunque non è consentito prenderlo in custodia o detenerlo.
Insomma, e in sintesi, se la deve cavare da solo.
ATTUALITA'
Nozze d’oro, Maria Rita e Angelo regalano un’aula alla scuola di Borgo Montello
LATINA – Hanno festeggiato i loro 50 anni di matrimonio e invece di farsi fare dei regali, hanno donato un’aula multisensoriale alla scuola di Borgo Montello che ha visto studiare tre generazioni della loro famiglia. “Uno spazio dedicato all’inclusione, all’innovazione e alla crescita dei nostri bambini”, spiega la sindaca Matilde Celentano che lo ha inaugurato con l’assessora alla scuola Federica Censi, valorizzando così la generosità di Maria Rita Marchiori e Angelo Sossai.
“Un gesto che parla di amore, appartenenza e senso di comunità. La scuola di Borgo Montello ha accompagnato la storia della loro famiglia: qui ha studiato Angelo, qui hanno studiato i loro figli e oggi studiano i loro nipoti. Oggi quel legame si traduce in un dono prezioso per tutti”, aggiunge in un post la prima cittadina Grazie alla loro sensibilità, la scuola ha potuto ripristinare il proiettore e inaugurare una nuova aula multisensoriale: un ambiente dove ogni bambino potrà sentirsi accolto, valorizzato e libero di imparare secondo i propri tempi e le proprie esigenze Questa è la dimostrazione più bella di quanto la collaborazione tra cittadini, scuola e istituzioni possa fare davvero la differenza. A Maria Rita e Angelo rivolgo, a nome di tutta la città di Latina, i più sinceri auguri per i loro 50 anni di matrimonio e un grazie profondo per l’esempio di generosità che hanno donato alla nostra comunità”, conclude Celentano.
ATTUALITA'
Lazio, le rinnovabili crescono, ma la dipendenza energetica è del 60%
Nel Lazio si accelera sulle rinnovabili nonostante ritardi infrastrutturali, burocratici e autorizzativi che frenano la piena transizione energetica della regione. È quanto emerso dal Forum Energia 2026 di Legambiente Lazio. In tutta la regione 178 impianti da fonti energetiche rinnovabili sono in attesa di valutazione, tra fotovoltaico, eolico e agrivoltaico, per una potenza complessiva potenziale di oltre 5.158 MW, e il Lazio si conferma prima regione italiana per nuova potenza fotovoltaica installata nel 2024, con un +62,7%. Resta però strutturale il tema della dipendenza energetica regionale. Il dossier evidenzia infatti che il Lazio presenta un deficit di produzione elettrica di 13.960,3 GWh, pari al 60,7% del proprio fabbisogno. Nel Forum 2026 Legambiente ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese, amministrazioni locali, mondo tecnico e associazioni per costruire una visione condivisa sul futuro energetico del territorio
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