PRIMO PIANO
Latina, insegnanti sul piede di guerra: “Non vogliamo morire precari”
LATINA – Sono sul piede di guerra le migliaia di docenti precari della scuola pubblica italiana dopo che nel Decreto Anticipi, in discussione al Senato sono saltati gli emendamenti sul doppio canale di reclutamento per stabilizzare i docenti utilizzando le graduatorie Gps. Una situazione di precariato (qualche volta a vita), mentre le cattedre restano scoperte, che riguarda molto da vicino anche la provincia di Latina come denuncia Alessandra Gammino, presidente Associazione Nazionale Liberi Insegnanti mentre continua la raccolta di firme sulla piattaforma Change.org per la petizione al Governo “Non voglio morire precario”.
“Una situazione assurda che accade da oltre 20 anni. Un meccanismo che si è ingrippato e che potrebbe essere liberato semplicemente facendo scorrere le graduatorie – spiega Gammino indicando come soluzione per l’assunzione degli insegnanti di ogni ordine e grado, il doppio canale di reclutamento – Cioè 50% assunto da concorso e il 50% da graduatorie provinciale di supplenti, questo sarebbe sufficiente per risolvere la problematica”, aggiunge invocando un emendamento in questo senso da approvare in Parlamento. “Abbiamo insegnanti che vivono una vita precaria non solo a livello locale, ma anche nazionale costretti magari ad abbandonare la famiglia per andare a insegnare al sud o al nord, e viceversa. La scusa è che non sono idonei, ma se insegnano da settembre a giugno come fanno a non essere idonei? Se la guardiamo poi dal punto di vista degli studenti, a loro manca la continuità didattica”, aggiunge la presidente dell’Anli.
Ne abbiamo parlato con lei su Gr Latina
CRONACA
Pretende 500 euro da un commerciante, arrestato per estorsione aggravata 28enne di Fondi
FONDI – Ha preteso da un commerciante 500 euro come ristoro per un presunto debito contratto da suo figlio. I carabinieri hanno arrestato a Fondi con l’accusa di estorsione aggravata un 28enne del posto già noto alle forze di polizia. L’indagato aveva chiamato la vittima al telefono, poi l’aveva raggiunta sul posto di lavoro, un’attività commerciale di cui è titolare, e qui, sotto la minaccia di ritorsioni, si era fatto consegnare la somma in contanti. Il debito era riferito a droga per uso personale non pagata dal figlio del commerciante. L’immediato intervento dei militari dell’Arma ha consentito di bloccare il ragazzo trovato in possesso della somma appena ricevuta che è stata sottoposta a sequestro insieme con altro danaro contante, circa 110 euro, e uno smartphone trovati nella sua abitazione.
L’arrestato è stato portato presso la Casa Circondariale di Latina a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
CRONACA
Volontaria della Protezione Civile di Ponza ustionata durante un intervento
PONZA – Una volontaria della Protezione Civile delle Isole Ponziane ha riportato gravi ustioni mentre era in servizio impegnata in operazioni di spegnimento di un incendio svolte in collaborazione con i vigili del fuoco.
«Desidero esprimere, a nome della Regione Lazio, la più profonda vicinanza e solidarietà a Deborah, giovane volontaria dell’Associazione di Protezione Civile delle Isole Ponziane, rimasta gravemente ferita mentre era impegnata nelle operazioni di spegnimento di un incendio sull’isola di Ponza – dichiara il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca – . A lei va il nostro pensiero più affettuoso, insieme a un sentito ringraziamento per il coraggio, la generosità e l’alto senso civico dimostrati. Il suo impegno è un esempio autentico dello spirito di servizio che anima le donne e gli uomini della Protezione Civile, ai quali va la gratitudine dell’intera comunità regionale. Siamo in costante contatto con il Centro Grandi Ustioni dell’Ospedale Sant’Eugenio, dove Deborah è ricoverata e seguiamo e seguiremo con la massima attenzione e costanza l’evolversi delle sue condizioni, fino alla piena guarigione. A Deborah e alla sua famiglia voglio dire che non sarà lasciata sola e le rivolgo i miei più sinceri auguri».
Sul caso è intervenuto anche l’assessore regionale al ramo Pasquale Ciacciarelli che ha richiamato la necessità di rafforzare le misure di protezione per i volontari e garantire strumenti adeguati:
«La notizia dell’infortunio subito da una nostra volontaria di protezione civile, appartenente al gruppo di volontariato delle Isole Ponziane, nello svolgimento delle attività di spegnimento di un incendio in corso sull’isola di Ponza ci induce a riflettere ancora di più sulla complessità del ruolo del volontario e sulla necessità di lavorare sempre più intensamente per garantirne una degna tutela – scrive Ciacciarelli in una nota – La nostra volontaria, infatti, ha riportato ferite da ustioni nell’ambito di una attività di spegnimento che la protezione civile ha avviato in collaborazione con i vigili del fuoco, dimostrando una forte dedizione al senso civico ed un importante senso di appartenenza e di squadra».
L’assessore alla Protezione Civile della Regione Lazio sottolinea ancora: «Accanto alla misura del fondo di solidarietà, introdotto per garantire il necessario ristoro dei volontari che subissero infortuni nel corso delle proprie attività, ho sempre ritenuto necessario implementare le attività di prevenzione dei rischi, nella consapevolezza della importanza di evitare l’accesso al fondo, ossia il subire dell’infortunio. Esprimo la mia più sincera solidarietà alla nostra volontaria, augurandole una pronta e celere guarigione e una forte vicinanza al sindaco Ambrosino ed al Presidente della Associazione di Protezione Civile delle Isole Ponziane Romano», conclude Ciacciarelli.
OGGI IN PRIMA PAGINA
Il racconto in TV del padre del piccolo Gabriele, morto nella piscina termale a Suio
La morte del piccolo Gabriele Ubaldo Petrucci, il bambino di appena sette anni risucchiato da un bocchettone in una piscina termale a Suio, continua a scuotere l’opinione pubblica. Durante la trasmissione “Dentro la Notizia” su Canale 5, condotta da Gianluigi Nuzzi, il padre Antonello Petrucci ha ricostruito quei drammatici momenti. “La giornata doveva essere una festa: un compleanno da celebrare insieme ad amici in una struttura termale. Gabriele, che sapeva nuotare ed era abituato alle piscine, si muoveva con sicurezza” Poi, in pochi istanti, la tragedia. Il padre racconta che mentre posava il telefono dopo una videochiamata, ha perso di vista il figlio. Inizialmente ha pensato si fosse semplicemente spostato, ma subito è scattato l’allarme. Poco dopo la scoperta: il bambino era rimasto incastrato con un braccio nel bocchettone di aspirazione. Nonostante il tentativo disperato di liberarlo, nemmeno tre adulti sono riusciti a tirarlo fuori. Solo dopo lo spegnimento dell’impianto di aspirazione è stato possibile estrarlo.
“Faccio un giro veloce di perlustrazione – racconta papà Antonello – perché pensavo che si era spostato perché lui si muoveva in autonomia nelle terme quando mi sono sentito questa sensazione maledetta, questa sensazione negativa, sono andato a vedere ho visto il corpicino di Gabriellino rannicchiato con il braccio inserito in questa condotta di aspirazione dell’acqua e la prima istinto è stato quello di prenderlo con le mie mani e ho avuto una resistenza, ho subito cacciato un urlo altre persone e immediatamente sono corsi ad aiutarmi in tutto tre uomini non siamo riusciti a tirarlo fuori fino a che non hanno spento il sistema che tirava l’acqua. Alla fine ho tirato fuori il corpicino di mio figlio un braccio completamente violaceo senza altre contusioni sul corpo perché lui ha lottato come un leone per poter per potersi liberare da quella morsa
Tra i presenti c’erano un medico e un’infermiera che hanno iniziato immediatamente le manovre di soccorso. In pochi minuti sono arrivati i sanitari, con ambulanze ed eliambulanza. Per oltre tre ore si è tentato di rianimare il bambino. Il cuore, inizialmente ancora attivo, ha poi cessato di battere. Una scena drammatica, avvenuta davanti agli occhi dei genitori e degli altri bagnanti.
Secondo il padre, la tragedia sarebbe stata causata da una grave negligenza. “Non chiediamo vendetta, ma giustizia”, ha dichiarato. L’obiettivo della famiglia è evitare che una tragedia simile possa ripetersi. Durante la trasmissione, l’avvocato della famiglia, Francesco Lauri, ha sollevato interrogativi cruciali: com’è possibile che mancasse una protezione obbligatoria? perché il sistema non si è bloccato automaticamente? Saranno le indagini della Procura a stabilire le responsabilità e la corretta qualificazione del reato.
L’avvocato della struttura, Gianfranco Testa, raggiunto telefonicamente ha dichiarato che i controlli vengono effettuati quotidianamente e le griglie sarebbero state presenti. Una versione contestata dal padre, che sostiene che la griglia fosse distante decine di metri e che il bocchettone fosse di fatto scoperto.
La famiglia ha annunciato l’intenzione di creare un’associazione a nome del piccolo Gabriele, con l’obiettivo di: monitorare la sicurezza delle piscine, prevenire incidenti simili e sensibilizzare sulle norme di sicurezza
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