AMBIENTE
AbbVie avvia a Campoverde il nuovo impianto fotovoltaico
LATINA – Duemilatrecento pannelli solari su una superficie di quasi settemila quadrati destinata a parcheggio, a copertura dei posti auto. E’ il nuovo impianto fotovoltaico che AbbVie , l’azienda farmaceutica multinazionale con sede a Campoverde presentato in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, AbbVie Italia, azienda leader del settore biofarmaceutico. Consentirà di coprire oltre il 6% del fabbisogno energetico annuo del sito, che già oggi è autosufficiente per oltre il 95% grazie a un mix di fonti rinnovabili e cogenerazione e punta, a un approvvigionamento al 100% da fonti rinnovabili entro il 2030.
“L’avvio del nuovo impianto fotovoltaico rappresenta un ulteriore passo concreto nella nostra strategia di sostenibilità. Siamo convinti che la transizione energetica sia una responsabilità condivisa e un’opportunità per costruire un futuro più sostenibile, per la nostra industria e per il pianeta”, commenta Darragh Pattwell, Direttore dello stabilimento AbbVie di Campoverde.
“Attualmente l’autoproduzione di energia elettrica copre oltre il 95% dei consumi dello stabilimento, ed è in larga parte fornita da un impianto di cogenerazione, da pannelli fotovoltaici e da un impianto idroelettrico. Su queste tematiche, AbbVie rappresenta un’eccellenza italiana, essendo stata tra le prime aziende del settore farmaceutico ad aver ottenuto la prestigiosa certificazione 50001 sul sistema di gestione dell’energia ha aggiunto Edmondo Corona, Plant Engineering Director dello Stabilimento di Campoverde di AbbVie Italia.
Negli ultimi dieci anni, il sito, che esporta i propri prodotti farmaceutici di alta qualità in oltre 110 paesi del mondo, ha ridotto del 20% le emissioni di CO₂ e del 18% i consumi energetici, ottenendo certificazioni ambientali di eccellenza come UNI EN ISO 50001 e 14001 ed EMAS, e distinguendosi come uno dei poli produttivi più avanzati del settore farmaceutico in Italia.
AMBIENTE
A Sabaudia il decimo nido di Caretta caretta nel Lazio
SABAUDIA – Nei giorni in cui Sabaudia perde la bandiera blu 2026, la buona notizia arriva dal mare. Una tartaruga marina Caretta caretta, inconsapevole delle roventi polemiche seguite alla decisione della Fee, ha infatti deciso di deporre le uova sulla famosa spiaggia di Sabaudia portando così a 10 i nidi scoperti dall’inizio della stagione sulle coste del Lazio.
“Siamo alla doppia cifra – dicono da Tartalazio raccontando in un post che “Ieri mattina uno dei volontari in pattugliamento sulla spiaggia di Sabaudia ha trovato le tracce lasciate stanotte da una tartaruga marina in deposizione. Gli esperti hanno raggiunto l’area e hanno trovato il nido, a conferma che le uova erano state effettivamente deposte”.
Il nido è stato giudicato in buona posizione e dunque è stato lasciato dove era e “recintato provvisoriamente, in attesa di una protezione maggiore che verrà realizzata nei prossimi giorni a cura del Parco Nazionale del Circeo. La schiusa è prevista per le prime settimane di settembre”.
AMBIENTE
Ancora un nido di Caretta caretta a Sperlonga: intervento del Parco Riviera di Ulisse per mettere in sicurezza le uova
Le tartarughe continuano a scegliere il nostro litorale per nidificare. Nella tarda serata di domenica 12 luglio, una tartaruga marina Caretta caretta è risalita sulla Spiaggia di Levante di Sperlonga per deporre le proprie uova, regalando al territorio un evento di straordinario valore naturalistico. E’ stato cittadino che, intorno alle 22.15, ha notato l’esemplare emergere dal mare e raggiungere la spiaggia. La chiamata alla Capitaneria di Porto ha immediatamente attivato la macchina organizzativa dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, che, insieme alla rete TartaLazio, è l’unico tra i Parchi regionali del Lazio autorizzato a intervenire direttamente sulla manipolazione delle tartarughe marine e delle loro nidiate.
Gli operatori del Parco hanno raggiunto il sito dopo la segnalazione. Sebbene la tartaruga fosse già tornata in mare, l’analisi delle immagini e dei video realizzati dal cittadino, unita alla lettura delle tracce lasciate sulla sabbia, ha consentito di individuare con precisione il punto in cui erano state deposte le uova.
Una volta verificata la posizione del nido, gli esperti hanno valutato come la vicinanza alla battigia potesse rappresentare un rischio concreto per la loro sopravvivenza, esposte sia alle mareggiate che al passaggio di persone durante la stagione balneare.
Per questo motivo si è deciso di procedere al trasferimento della nidificazione. Gli operatori hanno ricreato manualmente una nuova camera di deposizione, mantenendo le stesse caratteristiche dimensionali e morfologiche di quella originaria, ma collocandola circa tredici metri più all’interno, in una posizione ritenuta più sicura per consentire il corretto sviluppo delle uova.
L’area è stata immediatamente delimitata e messa in sicurezza nel tratto di spiaggia della Grotta di Tiberio compreso tra il Lido La Casetta e il Lido Altamarea, dove rimarrà costantemente monitorata fino alla schiusa, prevista orientativamente nei primi giorni di settembre.
«Ogni nido di Caretta caretta rappresenta un patrimonio prezioso per la biodiversità del nostro territorio e una responsabilità che sentiamo profondamente» dichiara il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli. «Siamo orgogliosi che ogni estate queste straordinarie creature scelgano le nostre spiagge per dare vita a una nuova generazione. Il nostro compito è fare tutto il possibile affinché questo processo naturale possa compiersi nelle migliori condizioni. Per questo rivolgo un sincero ringraziamento ai cittadini che, con le loro segnalazioni, diventano parte attiva della tutela ambientale. Chiunque noti le tracce di una tartaruga o assista a una nidificazione deve contattare immediatamente gli enti competenti: una telefonata può fare la differenza e contribuire a proteggere uno degli spettacoli più affascinanti che la natura possa regalarci.»

AMBIENTE
Nel Parco nazionale del Circeo sono nati tre pulli di Cavaliere d’Italia
SABAUDIA – Tre pulli di Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), sono nati nel Parco nazionale del Circeo. Ne dà notizia oggi l’Ente, postando la foto dell’uccello dalle inconfondibili zampe rosate lunghissime, con il corpo bianco brillante e le ali nere. Si tratta di una specie protetta e di un’icona per gli ecosistemi umidi, specie protetta.
“La disponibilità di habitat idonei, la qualità delle acque e la presenza di adeguate risorse trofiche influenzano in modo determinante il successo riproduttivo della specie” e dunque “la sua presenza è considerata un indicatore importante della qualità degli habitat e della funzionalità ecologica delle zone umide”, spiegano dal Parco del Circeo. “La nidificazione conferma il valore naturalistico di questi ambienti, fondamentali per la conservazione dell’avifauna acquatica e per la tutela della biodiversità lungo le rotte migratorie del Mediterraneo”.
-
NOTIZIARI7 ore faGR Latina – 18 luglio 2026 ore 19
-
NOTIZIARI11 ore faGR Latina – 18 luglio 2026 ore 15
-
NOTIZIARI19 ore faGR Latina – 18 luglio 2026 ore 7
-
NOTIZIARI1 giorno faGR Latina – 17 luglio 2026 ore 19
-
NOTIZIARI2 giorni faGR Latina – 17 luglio 2026 ore 7
-
NOTIZIARI2 giorni faGR Latina – 16 luglio 2026 ore 19
-
NOTIZIARI2 giorni faGR Latina – 16 luglio 2026 ore 16
-
NOTIZIARI3 giorni faGR Latina – 16 luglio 2026 ore 7






