LATINA – Sparò per uccidere, ma probabilmente sbagliò bersaglio, il 22 enne accusato del tentato omicidio di due carabinieri avvenuto nella notte del 4 marzo scorso ad Aprilia. Nel carcere di Velletri dove era già detenuto per essere stato trovato in possesso di armi clandestine, il giovane, un cittadino di origine straniera residente a Roma, ha ricevuto la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere che formalizza nei suoi confronti anche l’accusa di duplice tentato omicidio e danneggiamento aggravato. Secondo gli investigatori del Reparto territoriale di Aprilia guidato dal tenente colonnello Paolo Guida faceva parte del commando composto da tre persone che quella notte, in via Lazio, sparò contro l’auto privata su cui si trovavano due giovani carabinieri fuori servizio: lei era al volante e restò illesa, lui, seduto sul sedile passeggero, rimase ferito ad una gamba. Cinque i colpi di pistola sparati in sequenza e a distanza ravvicinata: il primo frontale, attraversò l’abitacolo, gli altri sulla fiancata ad altezza uomo, mentre l’auto grazie alla prontezza della conducente faceva prima retromarcia e poi partiva a tutta velocità. La perizia sulla traiettoria ha stabilito che quei proiettili non dovevano spaventare, ma uccidere.
Il 22enne fu individuato nell’immediatezza dei fatti: a casa durante una perquisizione eseguita dai carabinieri nelle ore successive all’agguato, gli furono trovate varie armi: un Revolver a cal. 357 magnum, una pistola semiautomatica cal. 9×21, e a bordo di un’autovettura a noleggio, una pistola semiautomatica cal. 9 corto. Proprio il revolver a tamburo sarebbe stato utilizzato per sparare ai due carabinieri. Lo ha stabilito la perizia eseguita dal Ris che con l’esame stub positivo, hanno portato al provvedimento emesso dal giudice del Tribunale di Latina ed eseguito oggi dai carabinieri.
“Lo Stato c’è”, ha detto la procuratrice di Latina Luigia Spinelli
La situazione ad Aprilia resta pesantissima, è qui che si incrociano diverse organizzazioni criminali, e diversi livelli di potere, che lottano per il predominio. “L’indagine non è finita qui, ci sono ancora tanti interrogativi a cui rispondere”, ha sottolineato il colonnello Cristian Angelillo, comandante provinciale dei carabinieri di Latina
Gli elementi raccolti nel corso delle indagini sono solidi, ha sottolineato il tenente colonnello Paolo Guida comandante del Reparto Territoriale di Aprilia
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