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Vincenzo Bianchi presenta “Una vita da raccontare”
LATINA – Non è solo un’autobiografia quella che verrà presentata dall’autore Vincenzo Bianchi il prossimo venerdì 12 settembre al Circolo cittadino di Latina alle ore 19,00, ma un viaggio imprenditoriale, familiare e politico da condividere con la città, che è stata testimone e partecipe esistenziale. Si intitola non a caso Una vita da raccontare – Vincenzo Bianchi l’Onorevole cittadino e ogni pagina restituisce un pezzetto di storia personale e collettiva, in cui il lettore può ritrovare affinità, memorie e traguardi.
Un’intera esistenza, raccontata con sincerità e profondità , ripercorrendo i momenti più significativi del proprio cammino umano e di impegno civile.
La storia politica dell’ultimo trentennio fa da sfondo al racconto personale: la nascita di Forza Italia nel 1994, l’elezione come parlamentare e la partecipazione alle sedute del Consiglio d’ Europa con interventi significativi, l’incarico da vicesindaco di Latina, l’impegno per opere importanti come l’Aeroporto o per azioni complesse come i bilanci della Latina Ambiente e infine l’uscita dal suo
partito e le altre scelte politiche per la città. C’è poi la storia imprenditoriale di assicuratore affermato, che si intreccia con le imprese condotte insieme agli amici, come la creazione del locale La Capannina ’86 che per decenni farà ballare generazioni di ragazzi. Al centro una famiglia variegata di figli e nipoti, cui il libro è dedicato, in particolare ai piccoli Veronica e Francesco Maria.
Un percorso iniziato in una famiglia umile di borgo Hermada arrivata dal Veneto e con tanti figli. Lui, Vincenzo, con tanti sogni in tasca da realizzare che è arrivato lontano, non solo a Strasburgo,
ma anche nel cuore dei tanti amici con cui ha intrecciato relazioni, progetti e visioni.
«Non è soltanto un’autobiografia – sottolinea Bianchi – ma una testimonianza di gratitudine, fede e amore, con l’intento di consegnare al tempo un’eredità che resti». Un vero e proprio “diario dell’anima”, presentato con immagini e letture, il cui filo conduttore è la volontà di preservare la memoria di ciò che ha reso unica la sua esistenza, spesa tra affetti familiari, lavoro e politica. Il libro, di cui è coautore lo scrittore Emilio Andreoli, con la grafica di Fabio D’Achille, sarà presentato in un incontro moderato dai giornalisti Emanuela Gasbarroni e Gianni Caputo. Sarà presente anche il giornalista Giovanni Del Giaccio. Un primo evento di presentazione a inviti si è svolto presso l’Associazione Diaphorà, cui sono stati
destinati i proventi della vendita.
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A Norma in scena “Brigantesse, storie d’amore e di fucile” di Andrea Del Monte
NORMA – Domenica 13 settembre 2026, alle ore 18:30, a Norma in Piazza Roma va in scena lo spettacolo “Brigantesse, storie d’amore e di fucile”, progetto musicale e teatrale del cantautore e scrittore pontino Andrea Del Monte tratto dall’omonimo disco-libro.
Dopo i precedenti spettacoli ‘Rebus Banksy’ e ‘Puzzle Pasolini’ sempre organizzati dal Comune di Norma, Del Monte porta sul palco un viaggio storico e artistico intenso nato per ridare voce e dignità alle figure femminili dimenticate della storia italiana pre e post-unitaria, delle donne vissute sui Monti Lepini e nelle campagne del Sud Italia. Sul palco, l’esecuzione intima dei brani del cantautore sarà accompagnata dalla presenza del musicista Roberto Cardinali alla chitarra e dell’attrice Giselda Palombi, che darà corpo e voce ai testi e alle narrazioni dello spettacolo.
Il disco libro sulle brigantesse vede tra gli ospiti poeti, scrittori e storici del brigantaggio. Apre il disco la calda voce dell’attrice Sabrina Ferilli, già interprete della brigantessa Francesca Sipicciani vissuta nel Sud del Lazio.
L’ingresso allo spettacolo è gratuito.
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Latina, una storia di sport e di amicizia: premiati i giovani calciatori di Hellas Bainsizza
L’assessore allo Sport Andrea Chiarato, questa mattina, ha incontrato e consegnato una medaglia ai giovani calciatori di Hellas Bainsizza, protagonisti di una storia di sport e di amicizia, con l’obiettivo di renderla un esempio per tutti. Presenti anche il mister Martino Di Giorgi e il presidenti Alessandro Giusti e Antonio Costa.
“La storia raccontata sulle pagine del Messaggero – afferma Chiarato – mi ha toccato profondamente e ho voluto conoscere Robert, Riccardo, Sebastiano, Valerio, Nicolò, Gioele, Christian, Flavio, Yacob e Aurora. Questi giovani, dai quali anche i grandi dovrebbero imparare, durante il Memorial Chiappini al campo Samagor di Latina, hanno scelto di giocare con tutta la loro squadra al completo anche se il regolamento prevedeva che se fosse rimasto in campo anche il portiere, di un anno più grande, avrebbero perso a tavolino. Per i ragazzi, classe 2018, non c’è stato bisogno di pensare: hanno voluto a tutti i costi giocare tutti, insieme, piuttosto che disputare la partita senza una parte fondamentale del loro percorso. Una storia di sport, di amicizia, ma anche di insegnamenti importanti e giusti. La squadra di calcio Hellas Bainsizza, infatti, si è formata in un borgo che ha bisogno di attenzione e dove lo sport ha un valore sociale importantissimo oltre che di svago e di benessere fisico. Ai componenti della squadra mancava il portiere e, per questo, il fratello di un compagno si è reso disponibile a giocare con loro per tutto l’anno anche se di un anno più grande. Dopo dodici mesi di attività, la squadra non ne ha voluto sapere di rinunciare a un compagno così importante, rimasto in squadra per loro, solo perché questo avrebbe significato perdere. E, per questo, i ragazzi che oggi ho conosciuto hanno scelto consapevolmente di sfidarsi ugualmente, anche se questo avrebbe significato perdere la finale. A nome dell’amministrazione mi congratulo con i ragazzi, con l’allenatore e con i presidenti della squadra per aver scelto di mettere al primo posto l’amicizia, il rispetto e il valore dello stare insieme, dimostrando che nello sport, prima ancora del risultato, conta il modo in cui si sceglie di giocare e di essere squadra. Una storia di sport, nel suo valore più autentico”.
Nel corso dell’incontro, i ragazzi, a nome della società, hanno voluto consegnare una maglia dell’Hellas Bainsizza all’assessore Chiarato, come segno di riconoscenza e di affetto per l’attenzione dimostrata nei confronti della loro storia e della realtà sportiva del borgo.
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Cori, torna “Alcove – Dialoghi sulla scultura”: dal 19 settembre la seconda edizione
La scultura contemporanea torna protagonista a Cori con la seconda edizione di “Alcove – Dialoghi sulla scultura”, progetto espositivo e culturale curato da Ilaria Monti e Alberto Timossi. L’inaugurazione è in programma sabato 19 settembre alle 17, prima negli spazi di Studio Specus, in via Cavour 109, e successivamente al Museo della Città e del Territorio di Cori, in via Giacomo Matteotti. La mostra sarà visitabile fino al 31 ottobre 2026.
Nata nel 2025, la rassegna propone appuntamenti dedicati alla scultura contemporanea e al rapporto tra opere, spazio, paesaggio e patrimonio culturale. Il progetto è promosso da Studio Specus – Cantiere per l’arte contemporanea, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Cori e la collaborazione delle associazioni Minima, Polygonal e Arcadia.
Per questa seconda edizione sono cinque gli artisti coinvolti: Claudia Di Francesco, Pino Genovese, Giovanni Longo, Veronica Neri e Francesco Petrone. Appartenenti a generazioni e percorsi differenti, porteranno a Cori ricerche diverse per materiali, discipline e modalità di interpretare lo spazio.
Anche quest’anno il percorso espositivo mette in dialogo due luoghi profondamente diversi: da una parte la Loggia rinascimentale del Museo della Città e del Territorio, all’interno del Complesso Monumentale di Sant’Oliva, dall’altra lo spazio ipogeo di Studio Specus, nel centro storico e sede dello studio dell’artista Alberto Timossi. Luce e ombra, materia, stratificazioni geologiche e architetture storiche diventano così parte del confronto con le opere.
Al centro del progetto c’è infatti anche il rapporto con Cori, che non viene considerata soltanto come sede della mostra, ma come elemento capace di influenzare la ricerca degli artisti. Architetture, memoria e paesaggio diventano parte del percorso espositivo e, in alcuni casi, stimolo per la realizzazione delle opere.
Il programma proseguirà domenica 20 settembre con Intervista all’oggetto, workshop gratuito di fotografia a posti limitati condotto da Giulia Barone, insieme alla direttrice del Museo Guendalina Viani e agli artisti di Alcove. L’attività si svolgerà tra i reperti delle collezioni museali e le opere contemporanee esposte nel loggiato, utilizzando la fotografia per creare un ulteriore dialogo tra oggetto, scultura, patrimonio e spazio.
La seconda edizione di Alcove sarà inoltre accompagnata da un catalogo con contributi critici, la cui presentazione è prevista successivamente.
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