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Aprilia cuore di un traffico internazionale di droga ramificato in mezza Italia. Arrestato anche un dipendente del Miur. Il col Angelillo: “Questa è l’entità della minaccia che le forze dell’ordine affrontano ogni giorno”
APRILIA – Aprilia al centro di un traffico internazionale di stupefacenti con ramificazioni in molte parti del territorio italiano. Emerge dall’inchiesta dei carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia che ha portato oggi all’arresto di 18 persone tra Aprilia, Cisterna di Latina, Nettuno, Ciampino, Anzio, Velletri, e in altri quattro comuni di altrettante regioni italiani Amelia, Cappadocia, Sant’Agata del Bianco, Castelletto Sopra Ticino. Una diciannovesima persona è tutt’ora ricercata. Componevano una pericolosa associazione criminale con collegamenti con la ‘ndrangheta che usava le armi per intimorire.
L’INCHIESTA-COSTOLA DI “ASSEDIO” – L’indagine era nata a febbraio 2021 come stralcio di quella che ha portato allo scioglimento del Comune di Aprilia e ha fatto luce su un gruppo criminale capace di importare anche dal Belgio, produrre sul territorio pontino, e commercializzazione cocaina, hashish e mariuana in grossi quantitativi nelle province di Latina, Roma, Massa Carrara, Novara e Perugia.
“Questa operazione offre una risposta a istanze forti di sicurezza per la comunità di Aprilia, perché abbiamo operato in una zona che come sapete è interessata da forti turbamenti per l’ordine della sicurezza pubblica e sono fatti emergenziali che accadono quotidianamente. Ma non è soltanto questo, la risposta è anche nell’avere individuato un’organizzazione criminale che non aveva soltanto come base o come oggetto di controllo e di dominio il traffico di stupefacenti su Aprilia, ma si estendeva e aveva la pretesa di estendersi su altre località del territorio nazionale. Questo secondo me deve dare anche l’idea della minaccia e dell’entità della minaccia che ogni giorno i carabinieri, assieme alle altre forze di polizia e alle Procure ordinarie e Distrettuali affrontano sul territorio”, ha detto il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Cristian Angelillo.
“Questa attività è stata diretta prima dalla Procura ordinaria di Latina, e poi trasferita per competenza alla DDA capitolina. Vengono contestati – spiega il comandante del Reparto Territoriale di Aprilia tenente colonnello Gianluca Piccione – circa un centinaio di episodi di detenzione, spaccio e produzione di stupefacenti. E’ stata certificata la movimentazione di un centinaio di chili tra hashish e marijuana, nonché olio di hashish, e circa una decina di chili di cocaina. Inoltre nel corso dell’attività, sono stati tratti in arresto in diversi periodi cinque soggetti e sequestrati circa due chili di cocaina. Delle 19 misure cautelari disposte dal Gip, tredici sono in carcere, mentre sei sono agli arresti domiciliari.
IL DIPENDENTE DEL MIUR – Sul fronte della produzione di droga, è emerso che un dipendente del Miur, inserito nell’organizzazione, coltivava ingenti quantitativi di mariuana in serra nella zona di Aprilia. I carabinieri ne hanno sequestrate 800 piante. Il dipendente pubblico è accusato “di aver offerto il proprio supporto tecnico per garantire la perfetta riuscita del processo di coltivazione e produzione della marijuana in serra”.
L’AUTONOLEGGIO – La droga veniva spostata a bordo di vetture di una società di autonoleggio di Aprilia che è risultata riconducibile al sodalizio criminale e il cui solo business era proprio questo: fornire auto esclusivamente per la commercializzazione della sostanza stupefacente.
LE ARMI – Le indagini hanno altresì permesso di accertare la disponibilità da parte dei componenti del gruppo criminale di un ingente quantitativo di armi, tra cui un fucile mitragliatore, utilizzate per minacciare e intimorire gli acquirenti inadempienti, tra cui anche il titolare di un ristorante di Aprilia.
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Ferragosto a Sabaudia, musica e spettacolo in piazza: Marco Ligabue conquista il pubblico
Una piazza gremita, la musica, la voglia di stare insieme e un grande spettacolo finale. Il Ferragosto a Sabaudia si conferma un appuntamento capace di richiamare cittadini, visitatori e turisti nel cuore della città, trasformando Piazza del Comune in un grande luogo di incontro e partecipazione.
A dare ritmo alla serata è stato Marco Ligabue, cantautore e chitarrista italiano, fratello minore di Luciano Ligabue.Nato a Correggio nel 1970, Marco Ligabue ha iniziato il proprio percorso musicale anche come chitarrista e autore dei Rio, prima di intraprendere dal 2012 la carriera da solista. Nel corso degli anni ha pubblicato diversi album e numerosi singoli, costruendo una solida esperienza dal vivo e portando la propria musica nelle piazze italiane durante i tour estivi.
Sul palco di Sabaudia, Ligabue è stato accompagnato da una band composta da Johnny alla chitarra, Jack al basso e Leo alla batteria, musicisti che hanno contribuito a dare al concerto un’impronta decisamente rock.
Il concerto ha proposto un repertorio capace di attraversare diverse generazioni della musica italiana. Brani di Fabrizio De André, Gianluca Grignani e Rino Gaetano si sono alternati ai successi di Luciano Ligabue e ad alcuni brani dello stesso Marco Ligabue.
Ancora una volta Sabaudia ha risposto con una partecipazione, il pubblico ha cantato, applaudito e accompagnato la band per tutta la serata, in un’atmosfera di festa che ha coinvolto l’intera piazza.
Tra un brano e l’altro, Marco Ligabue ha anche affrontato temi sociali importanti. Nel corso della serata ha parlato di femminicidio e violenza contro le donne, spiegando la scelta di affrontare questo argomento durante ogni suo concerto.
Un momento particolarmente significativo è stato quello dedicato alla Lingua dei Segni Italiana (LIS). Ligabue ha coinvolto direttamente il pubblico, insegnando i segni del ritornello di una delle sue canzoni, molto apprezzata anche dalla comunità sorda.
A conclusione dei festeggiamenti, la musica ha lasciato spazio alle luci del cielo. Lo spettacolo piromusicale a basso impatto acustico ha chiuso la serata accompagnando le immagini dei fuochi con la musica e regalando al pubblico un finale particolarmente suggestivo.



ATTUALITA'
In funzione la nuova paratoia sul Fiume Sisto, il Consorzio di Bonifica: “Qui colture d’eccellenza, opera fondamentale per l’irrigazione del comprensorio”
- da sx Sambucci, Corbo, Righini, Conti e Renna
- PARATOIA FIUME SISTO
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LATINA – E’ stata inaugurata questa mattina dal Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest la nuova paratoia principale di sbarramento del Fiume Sisto, in località Crocetta, nel Comune di Terracina. La componente meccanica di quella precedente era stata infatti fortemente danneggiata dal maltempo di dicembre, con la conseguenza che in questi mesi è stato impossibile modulare i livelli idrici con elevato rischio per il comprensorio agricolo della zona, uno dei più importanti.
“La struttura messa in funzione questa mattina è lunga 13 metri e alta 3 metri, con travi in acciaio e specifici trattamenti protettivi per garantire la durabilità anche in ambienti marini”, è stato spiegato. Con il direttore generale Natalino Corbo e il presidente del Consorzio di Bonifica Lino Conti, erano presenti l’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini, il direttore generale di Anbi Lazio Andrea Renna, il presidente della commissione regionale attività produttive, Vittorio Sambucci e il sindaco di Terracina Francesco Giannetti.
Corbo – che ha seguito il progetto anche dal punto di vista tecnico – ha spiegato che la paratoia “è fondamentale per l’irrigazione di tutto il comprensorio, perché consente di innalzare il livello del corso d’acqua e garantire la presa di tutte le aziende”. Il direttore del Consorzio ha anche rivolto un ringraziamento particolare alle squadre che hanno lavorato con temperature proibitive per raggiungere il risultato di oggi.
Il presidente Conti ha parlato di “un’opera strategica” per garantire sicurezza e acqua a un territorio a forte vocazione agricola con colture d’eccellenza. “Per garantire la continuità del servizio irriguo e tutelare una delle aree agricole più produttive del Lazio, – dichiara – il Consorzio di Bonifica ha avviato misure urgenti e indifferibili, che gli eventi imprevedibili e calamitosi, come quello registrato a dicembre, impongono di eseguire affidando i lavori ad un’impresa specializzata e richiedendo, contestualmente, un finanziamento per il ripristino dell’opera idraulica danneggiata. Abbiamo programmato i lavori – continua Conti – in modo da limitare al massimo i disagi durante la stagione irrigua, senza interrompere l’erogazione dell’acqua alle aziende agricole. Anche perché, ricordo, che l’area servita comprende produzioni agricole specializzate e di pregio, con numerose colture DOP, IGP, di agricoltura biologica (principalmente ortofrutticola, vivaistica e casearia) e della filiera della IV gamma”.
L’intervento è stato finanziato dalla Regione Lazio (con la Determinazione n. G07348 del 28 maggio 2026): “Continuiamo a sostenere – ha detto l’assessore Righini – convintamente le tante iniziative dei Consorzi di bonifica. Il fiume Sisto è un riferimento assoluto per l’irrigazione dell’agro pontino. Questo intervento realizzato in pochissime settimane dà l’idea di quanto siano efficienti i nostri consorzi di bonifica che continuano ad essere un’autentica eccellenza nella conservazione del territorio, nell’approvvigionamento idrico delle aziende agricole e continuano quindi a produrre, a metterci nelle condizioni di guardare con ottimismo al futuro. Siamo evidentemente in un’epoca di cambiamenti climatici, nonostante il caldo torrido di questa estate del 2026, le nostre aziende agricole non hanno sofferto particolarmente proprio grazie agli investimenti che abbiamo avviato già da tre anni e che portano il Lazio ad essere una delle regioni più efficienti e efficaci da questo punto di vista”.
Al Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest anche il plauso del consigliere regionale Vittorio Sambucci
Soddisfatto il sindaco di Terracina Francesco Giannetti: “Il 23 dicembre – ha detto – eravamo qui, temendo il peggio, oggi guardiamo con soddisfazione a questo risultato”
ATTUALITA'
Damme Du Lame e Levate: Kikò Nalli si racconta dalla Sabaudia degli anni ’70 alla carriera internazionale
Dalla Sabaudia degli anni ’70 ai palcoscenici internazionali dell’hairstyling, passando per Milano, Roma e New York. Quella di Kikò Nalli è una storia fatta di talento, sacrifici, cadute e ripartenze, ma soprattutto di una continua voglia di mettersi alla prova. L’hairstylist ha scelto di raccontare il suo percorso in Damme du lame e levate, il libro edito da Lab DFG, già ai vertici delle classifiche tra le novità più vendute su Amazon. Un racconto che parte dalle sue radici, da quella Sabaudia che è rimasta una presenza importante nella sua vita, e arriva alla costruzione di un’identità professionale e artistica riconosciuta anche a livello internazionale.
Su Radio Immagine abbiamo avuto il piacere di parlare con lui del libro, della sua terra, del suo percorso e, soprattutto, di quello che sta costruendo oggi:
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