CRONACA
Realizza una palizzata in legno sulla duna, una denuncia a Sabaudia
I Carabinieri di Sabaudia hanno denunciato una persona per realizzazione di opere edili senza titoli autorizzativi nel Parco Nazionale del Circeo. L’intervento è scattato nel tratto del Lungomare Pontino ricadente nel Comune di Sabaudia, dove i militari hanno accertato la realizzazione, sulla duna a confine con il demanio marittimo, di una palizzata in legno e di un terrapieno colmato con sabbia prelevata dall’arenile e sistemata in sacchi di juta, il tutto realizzato in totale assenza di autorizzazioni in un’area sottoposta a plurimi vincoli: Zona di Protezione Speciale, Zona di Protezione delle Zone Umide – Convenzione Ramsar, vincolo di tutela paesaggistica e vincolo idrogeologico. Il sito interessato dalle opere abusive è ubicato all’interno di un ambiente estremamente dinamico e fragile, nonché di notevole valore naturalistico. Constatati i fatti ed espletata l’attività info-investigativa si è proceduto a deferire in stato di libertà il proprietario del sedime.
CRONACA
Aprilia, viola le prescrizioni dopo l’arresto per furto: in carcere
Arrestato nella notte ad Aprilia un cittadino kosovaro di 26 anni, residente in città e già noto alle forze dell’ordine, destinatario di un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dalla Corte d’Appello di Roma. Il giovane Si era introdotto in un’autorimessa condominiale forzando la saracinesca di un garage e rubando una scatola contenente giochi e una telecamera. L’intervento dei Carabinieri era scattato dopo una segnalazione al 112. Una volta individuato, il 26enne avrebbe tentato la fuga in bicicletta opponendo resistenza ai militari. Durante la perquisizione erano stati trovati anche arnesi da scasso e oggetti atti ad offendere. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Latina, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
CRONACA
Chioschi incendiati a Sabaudia, la prefetta: “Intensificheremo la vigilanza”. Il sindaco Mosca: “Non è un attacco al Comune”
LATINA – Si è riunito lunedì pomeriggio in Prefettura a Latina il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per discutere il caso dell’incendio doloso di tre chioschi avvenuto nella notte tra venerdì e sabato sulla spiaggia di Sabaudia. La riunione chiesta dal sindaco Alberto Mosca all’indomani dei fatti che hanno visto ridotte in cenere tre strutture di supporto alla balneazione, tra cui il Beach Break e il Capanna di proprietà comunale, è stata convocata dalla prefetta di Latina Vittoria Ciaramella per fare il punto della situazione e stabilire le contromisure da adottare.
“Intensificheremo la vigilanza”, ha dichiarato al termine del vertice con le massime autorità di pubblica sicurezza.
Il sindaco Alberto Mosca ha escluso categoricamente che si sia trattato di un attacco al Comune e ha dato la sua lettura dei fatti
Intanto vanno avanti sotto il coordinamento della Procura di Latina, le indagini dei carabinieri, mentre sul piano politico la questione sta generando conflitti tra maggioranza e opposizione.
La richiesta dell’opposizione di convocare un consiglio comunale ad hoc sul caso, ha infatti generato la risposta di Forza Italia e Moderati per Sabaudia che accusa la minoranza di strumentalizzazione politica. Accusa quest’ultima respinta al mittente:
“La richiesta di un Consiglio comunale straordinario – dicono dalla maggioranza – è legittima e può rappresentare un momento utile di confronto, ma solo se affrontato con spirito costruttivo e non come occasione per alimentare polemiche o attribuire responsabilità politiche improprie. Il sindaco Alberto Mosca, con senso delle Istituzioni e tempestività, ha già richiesto l’incontro con il Prefetto, che si terrà oggi, proprio per affrontare con la massima serietà quanto accaduto e valutare ogni misura utile a rafforzare sicurezza e controlli sul territorio. Iniziativa concreta, istituzionale, che dimostra come questa Amministrazione sia pienamente consapevole della gravità della situazione e sia determinata a tutelare cittadini e attività del lungomare. Quello che non condividiamo è il tentativo di utilizzare episodi così preoccupanti per costruire una polemica politica contro la Maggioranza. Sabaudia ha bisogno di unità, non di strumentalizzazioni politiche. Ha bisogno di Istituzioni che collaborano, non di chi cerca ogni occasione per trasformare fatti delicati in uno scontro permanente, finalizzato ad un clima di scontro inutile.
“Alcun attacco personale al Sindaco né alcuna attribuzione di responsabilità politiche rispetto ai gravissimi incendi che hanno colpito il lungomare di Sabaudia. Al contrario, abbiamo parlato esclusivamente della necessità di “trasparenza istituzionale”, di “confronto pubblico” e di “unità, chiarezza e presenza delle istituzioni. Sabaudia merita unità istituzionale vera, che però non significa silenzio o rinuncia al confronto democratico. Significa affrontare insieme, nelle sedi istituzionali opportune, fatti gravissimi che stanno colpendo il nostro territorio in un momento già molto delicato per la gestione del lungomare e delle concessioni balneari”, la risposta di Sabaudia Civica.
AUDIO
Aprilia cuore di un traffico internazionale di droga ramificato in mezza Italia. Arrestato anche un dipendente del Miur. Il col Angelillo: “Questa è l’entità della minaccia che le forze dell’ordine affrontano ogni giorno”
APRILIA – Aprilia al centro di un traffico internazionale di stupefacenti con ramificazioni in molte parti del territorio italiano. Emerge dall’inchiesta dei carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia che ha portato oggi all’arresto di 18 persone tra Aprilia, Cisterna di Latina, Nettuno, Ciampino, Anzio, Velletri, e in altri quattro comuni di altrettante regioni italiani Amelia, Cappadocia, Sant’Agata del Bianco, Castelletto Sopra Ticino. Una diciannovesima persona è tutt’ora ricercata. Componevano una pericolosa associazione criminale con collegamenti con la ‘ndrangheta che usava le armi per intimorire.
L’INCHIESTA-COSTOLA DI “ASSEDIO” – L’indagine era nata a febbraio 2021 come stralcio di quella che ha portato allo scioglimento del Comune di Aprilia e ha fatto luce su un gruppo criminale capace di importare anche dal Belgio, produrre sul territorio pontino, e commercializzazione cocaina, hashish e mariuana in grossi quantitativi nelle province di Latina, Roma, Massa Carrara, Novara e Perugia.
“Questa operazione offre una risposta a istanze forti di sicurezza per la comunità di Aprilia, perché abbiamo operato in una zona che come sapete è interessata da forti turbamenti per l’ordine della sicurezza pubblica e sono fatti emergenziali che accadono quotidianamente. Ma non è soltanto questo, la risposta è anche nell’avere individuato un’organizzazione criminale che non aveva soltanto come base o come oggetto di controllo e di dominio il traffico di stupefacenti su Aprilia, ma si estendeva e aveva la pretesa di estendersi su altre località del territorio nazionale. Questo secondo me deve dare anche l’idea della minaccia e dell’entità della minaccia che ogni giorno i carabinieri, assieme alle altre forze di polizia e alle Procure ordinarie e Distrettuali affrontano sul territorio”, ha detto il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Cristian Angelillo.
“Questa attività è stata diretta prima dalla Procura ordinaria di Latina, e poi trasferita per competenza alla DDA capitolina. Vengono contestati – spiega il comandante del Reparto Territoriale di Aprilia tenente colonnello Gianluca Piccione – circa un centinaio di episodi di detenzione, spaccio e produzione di stupefacenti. E’ stata certificata la movimentazione di un centinaio di chili tra hashish e marijuana, nonché olio di hashish, e circa una decina di chili di cocaina. Inoltre nel corso dell’attività, sono stati tratti in arresto in diversi periodi cinque soggetti e sequestrati circa due chili di cocaina. Delle 19 misure cautelari disposte dal Gip, tredici sono in carcere, mentre sei sono agli arresti domiciliari.
IL DIPENDENTE DEL MIUR – Sul fronte della produzione di droga, è emerso che un dipendente del Miur, inserito nell’organizzazione, coltivava ingenti quantitativi di mariuana in serra nella zona di Aprilia. I carabinieri ne hanno sequestrate 800 piante. Il dipendente pubblico è accusato “di aver offerto il proprio supporto tecnico per garantire la perfetta riuscita del processo di coltivazione e produzione della marijuana in serra”.
L’AUTONOLEGGIO – La droga veniva spostata a bordo di vetture di una società di autonoleggio di Aprilia che è risultata riconducibile al sodalizio criminale e il cui solo business era proprio questo: fornire auto esclusivamente per la commercializzazione della sostanza stupefacente.
LE ARMI – Le indagini hanno altresì permesso di accertare la disponibilità da parte dei componenti del gruppo criminale di un ingente quantitativo di armi, tra cui un fucile mitragliatore, utilizzate per minacciare e intimorire gli acquirenti inadempienti, tra cui anche il titolare di un ristorante di Aprilia.
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