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CRONACA

Latina, per il parco “Vasco de Gama” nessun danno erariale

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LATINA – La Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio, con sentenza n. 567/2021, ha assolto il Sindaco di Latina Damiano Coletta, la Segretaria e Direttrice Generale del Comune di Latina Rosa Iovinella, l’ex Commissario Prefettizio Giacomo Barbato, i Dirigenti comunali Emanuela Pacifico, Giuseppe Bondì, Micol Ayuso, Francesco Passaretti e gli ex Dirigenti comunali Sergio Cappucci, Paolo Ferraro e Giovanni Della Penna nell’ambito del procedimento per presunto danno erariale relativo alla vicenda del parco “Vasco de Gama”.

La sentenza segue il provvedimento emesso nell’aprile scorso dalla Regione Lazio con il quale era stato revocato il definanziamento della somma di euro 669.036,40 assegnata al Comune di Latina in considerazione del fatto che l’Amministrazione aveva provveduto ad eseguire tutti gli interventi necessari per ripristinare la piena fruibilità del parco da parte dell’utenza.

La soddisfazione del Sindaco Damiano Coletta: «Questa sentenza di assoluzione conferma come l’Ente abbia operato con assoluta correttezza e nell’interesse della collettività. Desidero complimentarmi con la Segretaria e Direttrice Generale Rosa Iovinella per l’eccellente lavoro di coordinamento svolto con tutti gli uffici per la gestione del percorso. L’Amministrazione ha lavorato intensamente sul parco “Vasco de Gama” per renderlo un luogo completamente rinnovato e sicuro, obiettivo che oggi possiamo dire di aver raggiunto attraverso un percorso chiaro e trasparente. Il parco è stato affidato in gestione a una cooperativa che se ne sta prendendo cura assicurando la piena fruibilità da parte di cittadini e cittadine. Sono certo che grazie alla sua vicinanza al mare, il “Vasco de Gama” sarà sempre di più un punto di riferimento per la comunità di Latina e per i turisti che frequentano la nostra città e il nostro litorale».

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CRONACA

Prossedi, aggredisce la madre dopo un litigio: arrestato un trentenne

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carabinieri terracina

Un trentenne di Prossedi è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali nei confronti della madre convivente.

L’intervento dei militari è scattato dopo una richiesta di aiuto arrivata al Numero Unico di Emergenza 112. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, l’uomo avrebbe reagito violentemente al rifiuto della madre di accompagnarlo a Priverno, danneggiando alcuni mobili dell’abitazione e aggredendo la donna.

La vittima sarebbe riuscita a fuggire in strada, dove ha chiesto aiuto. I Carabinieri hanno rintracciato il trentenne all’interno dell’abitazione e lo hanno arrestato.

La donna, che ha riportato lievi lesioni, è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata all’ospedale di Terracina per le cure e gli accertamenti del caso.

Dagli approfondimenti svolti dai militari è emerso che nei giorni precedenti l’uomo avrebbe già aggredito e minacciato di morte la madre.

Al termine delle formalità di rito, il trentenne è stato trasferito nel carcere di Latina, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Come previsto dalla legge, il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e l’indagato è da ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.

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CRONACA

Sabaudia, scaduto il bando di gara per i chioschi. Intanto prosegue il braccio di ferro tra tre ex titolari e il Comune

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SABAUDIA – A Sabaudia prosegue il braccio di ferro tra Comune e i titolari delle tre strutture balneari che lo scorso anno si erano visti revocare la concessione da parte dell’ente e che di recente hanno ottenuto la sospensiva di quella revoca da parte del Tar. Confidando di poter riaprire le rispettive attività durante la stagione balneare in corso, grazie proprio alla sospensiva, i tre imprenditori si sono nuovamente rivolti ai giudici amministrativi per lamentare l’inerzia da parte del Comune, ma stavolta hanno avuto torto. Il Tar ha infatti riconosciuto, con sentenza del 10 luglio, sufficienti le procedure avviate dal Comune, e comunicate ai tre ricorrenti, per dare applicazione alla sospensiva.

Insomma, resta tutto come prima: una decisione definitiva potrà essere presa solo nell’udienza di merito prevista per il 10 settembre.

Per il sindaco Alberto Mosca “il recente decreto del Giudice amministrativo, che ha respinto l’immotivata istanza dei tre titolari di chioschi, conferma, ove mai ce ne fosse bisogno, che l’azione amministrativa dell’Ente Locale è pienamente aderente alle norme e procedure, a differenza di quanto sostenuto in recente nota stampa della Minoranza ove si sostiene improvvidamente che l’Amministrazione ha scelto la via dell’arroganza e dello scontro frontale. Io e la mia Amministrazione continueremo ad operare nel pieno rispetto delle regole. La comunicazione di avvio del procedimento di riesame dei provvedimenti impugnati dimostra l’assenza di qualsiasi inerzia o volontà elusiva da parte nostra, nell’interesse dell’Amministrazione e degli operatori economici di settore”. Questa la dichiarazione del primo cittadino.

Intanto proprio ieri,  10 luglio, sono scaduti i termini per partecipare al nuovo bando per “l’affidamento della Concessione in gestione dei servizi connessi alla balneazione sulle spiagge libere con servizi con istallazione su piazzola di sosta, di chiosco per esercizio di somministrazione nel Comune di Sabaudia”, che riguarda in tutto nove piazzole.

 

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CRONACA

Terracina, riapre il ristorante etnico chiuso dal Nas per carenze igieniche, denunciato un 40enne bengalese

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TERRACINA  – Ha riaperto il ristorante nonostante la recente chiusura da parte del NAS e viene denunciato. Il protagonista è un  quarantenne di nazionalità bengalese titolare di un’attività etnica che si trova a Terracina. La scoperta, ieri sera, quando i carabinieri sono tornati sul posto dopo la segnalazione di un militare del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Latina che, mentre passeggiava in zona, ha notato il ristorante regolarmente aperto e con diversi clienti seduti ai tavoli. Una circostanza apparsa immediatamente anomala, poiché appena due giorni prima, l’ 8 luglio, lo stesso militare aveva svolto l’attività di controllo al termine della quale  erano stati sequestrati circa 700 chilogrammi di alimenti e l’attività era stata chiusa per gravi carenze igienico sanitarie.
Ricevuta la segnalazione, la Centrale Operativa della Compagnia di Terracina ha disposto l’immediato intervento di una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile che ha identificato gli avventori presenti e disposto l’immediata cessazione dell’attività di somministrazione.

Al termine degli accertamenti, il titolare è stato identificato e deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per aver violato un provvedimento legalmente emesso dall’Autorità, in violazione dell’articolo 650 del Codice Penale. Sono in corso gli ulteriori accertamenti finalizzati a verificare eventuali ulteriori profili di responsabilità connessi alla riapertura abusiva dell’esercizio commerciale.

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