scuola

Genitori detective, un post dal Classico Giornale

Sul blog del Liceo Classico di Latina le riflessioni di due studentesse

LATINA –  Mi ha colpito, anche perché è stato oggetto di confronti familiari e riflessioni personali o condivise con amici e altri genitori, l’articolo pubblicato da due studentesse di Latina sul blog del Liceo Classico Dante Alighieri.

Francesca Del Mauro e Rebecca Oropallo titolano sul Classico Giornale: “Il diritto di sbagliare”. Il riferimento è all’abitudine dei genitori, trasformati in detective dalle tecnologie, di utilizzare le app per la ricerca del telefono dei propri figli, in modo da sapere sempre dove si trovano; così come all’istituzione del registro scolastico elettronico, che indica in tempo reale voti e assenze dei ragazzi.  E qui ognuno scelga il suo emoticon.

Potrei rispondere facilmente alle due studentesse con qualche riga su “Il dovere di preoccuparsi” (faticoso compito degli adulti responsabili), o anche su “Quello che i figli non dicono”. E sottolineare che la tecnologia ha i suoi vantaggi, che i ragazzi utilizzano spesso proprio in ambito scolastico, per esempio per tradurre su internet o fare ricerche senza dover consultare pesantissimi tomi ma con il famoso metodo del copia-incolla; e ha i suoi svantaggi, primo tra tutti quello della tracciabilità delle proprie azioni. Infatti, la tecnologia applicata alle comunicazioni è il nostro Grande Fratello.

Ma come dare torto alle lamentele delle due studentesse di Latina? Esiste, è vero, un diritto di sbagliare: “Lasciare la libertà di vivere e di sbagliare non è un comportamento da sconsiderati  – sostengono Francesca e Rebecca – ma è necessario per una sana crescita”. Ne consigliamo la lettura ai genitori.

L’articolo sul Classico Giornale

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