di e con Angela Iantosca

Ciao Fabrizio 

Un ricordo di Fabrizio Frizzi

C’è una caratteristica che è propria della tv (insieme a tante altre): l’ipocrisia…

anzi ricordo ancora una lezione che mi diede un ragazzo qualche anno fa. Mi disse, al nostro primo incontro di lavoro: ricorda in tv, quando parli, dì sempre qualcosa che abbia a che fare con il verosimile, non dire mai la verità!

Una lezione che non ho mai seguito, ma che mi ha fatto aprire gli occhi su chi era intorno a me…

Tanti sono così. Fabrizio no. Non era così. E questa non è una frase di circostanza, come quelle che si pronunciano sempre quando qualcuno se ne va via troppo presto… era bravo, buono, generoso…

In questo caso era proprio così!

Impossibile non conoscere Fabrizio per chi fa il mio mestiere.

Impossibile non averlo intercettato nei corridoi della Rai, durante una conferenza stampa.

Impossibile non averlo intervistato almeno una volta. Ebbene Fabrizio era così: sorridente, pronto a fare una battuta. E quando non si ricordava il tuo nome ti diceva ‘ho la sensazione di conoscerti, ma dove ti ho visto?’. Sempre con garbo, discrezione e quasi sentendosi in colpa per quella dimenticanza. È una grande perdita la sua morte. Non per la tv. È una grande perdita umana per quel modo gentile di porsi, per tutto ciò che nessuno sa, per sua moglie e la sua piccola tanto attesa e arrivata forse troppo tardi…

Ciao Fabrizio.

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