un campione inviato all'Arpa

Mare giallo-marrone a Formia, il biologo Madonna: “Eutrofizzazione da fertilizzanti o global warming”

La sindaca Paola Villa: "La depurazione non c'entra"

FORMIA – In questi giorni il mare nel Golfo di Gaeta, si è tinto di giallo-marrone. A Formia, la colorazione anomala  ha allarmato, dal momento che si verifica in un periodo in cui le acque sono in genere trasparenti. Ma per sapere qual è la ragione e se bisogna temere qualcosa, abbiamo sentito Adriano Madonna biologo Marino che vive nel Golfo e lavora all‘università Federico II di Napoli.

“Il fenomeno non è nuovo, è abbastanza comune in Adriatico settentrionale e si chiama eutrofizzazione, causato da fertilizzanti che vanno a mare, ma non si deve escludere che possa essere un effetto del global warming. Entrano in azione dei batteri che funzionano in assenza di ossigeno, quindi batteri anaerobi,  quindi c’è produzione di acido solfidrico, di nitriti e l’effetto finale è la moria di altri organismi marini. Non c’è molto da fare, bisogna aspettare che il fenomeno finisca da sé con mareggiare, correnti, vento. E’ brutto fare il bagno in queste acque color giallo, ma non dovrebbe esserci in linea di massima nulla di pericoloso”.

IL POST DELLA SINDACA VILLA – “Purtroppo l’immagine è brutta ma trattasi di fioritura algale”, commenta la sindaca di Formia Paola Villa anche lei biologa che ha postato anche alcune foto sui social aggiungendo:  “Alte temperature, fondali bassi, niente correnti da circa due giorni stiamo assistendo a questo “fenomeno”, che poi tanto fenomeno non è in quanto è effetto biologico sulla flora marina”. Il Comune ha comunque allertato la Capitaneria di Porto che ha effettuato dei prelievi da inviare all’ARPA. “Il tema depurazione con questo fenomeno non ha nulla a che fare – conclude la Villa – Ritorna preponderante il tema dei cambiamenti climatici con temperature ballerine che non progrediscono in modo lento e costante. Ritorna preponderante il tema delle acque del nostro Golfo ricche di azotati e fosfati, provenienti da gli allevamenti di itticoltura, quegli stessi allevamenti che una delibera, la n.116. del febbraio 2010 voleva spostare offshore definitivamente”.

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