il futuro dell'isola

Ventotene, l’arrivo di una 12 enne salva la scuola Spinelli. Il sindaco: “Ma vorrei una favola lieto fine”

Secondo Santomauro ai progetti di accoglienza si deve affiancare la creazione di un istituto superiore ad indirizzo turistico

(nella foto in basso il sindaco Santomauro con il preside Vito Costanzo e Anna Curcio responsabile del plesso di Ventotene nella foto scattata da Maria Ausilia Mancini, collaboratrice del primo cittadino di Ventotene)

VENTOTENE – “Vorrei una favola a lieto fine, per cui chi viene accolto su quest’isola possa pensare di fermarsi e immaginare un futuro qui. Da soli però non possiamo farcela. Serve l’aiuto di tutti”. Il sindaco di Ventotene Gerardo Santomauro ha appena “salvato” in extremis la scuola media Altiero Spinelli, intitolata al padre fondatore dell’Europa Libera e Unita, e lo ha fatto grazie ad un progetto di accoglienza realizzato con l’associazione La Mongolfiera che gestisce una casa-famiglia sull’isola. Così, su questo pezzetto di terra del Mediterraneo, è arrivata una famigliola tutta al femminile.

Parlare di vittoria però, al primo cittadino, appare  un po’ troppo ottimistico:  “Restiamo appesi ad un filo. A Ventotene sono arrivate una mamma e le sue due figlie, una delle quali ha 12 anni, quindi per consentirle di studiare, la scuola media è di fatto rimasta in vita. L’anno prossimo, però, quando il percorso scolastico di questa ragazza sarà terminato, la mamma farà quello che fanno le famiglie dell’isola: trasferirsi altrove perché la ragazza possa proseguire gli studi”.

Per questa ragione a Ventotene lo spopolamento è stato costante negli anni quanto inesorabile. “La mancanza di una scuola superiore ha determinato questa carenza. Per questo avevamo proposto alla Regione Lazio che aveva aderito, di aprire un istituto ad indirizzo turistico-alberghiero e di farne un centro di eccellenza. Ma le promesse sono rimaste tali, ci sono rimasto molto male, evidentemente ci credeva solo la gente di Ventotene”.

Intanto l’isola, che lo scorso anno aveva rifiutato un progetto di accoglienza destinato a famiglie migranti, ha abbracciato le tre donne italiane con grande generosità, soprattutto affettiva: “La bambina non ha compagni di classe, né coetanei, ma tanti nonni che la stanno circondando d’affetto”, racconta Santomauro sottolineando che l’accoglienza deve essere una filosofia di vita: “Le politiche di inclusione generano maggiore felicità e maggiore benessere nella popolazione. Chiudersi non serve a migliorare le condizioni di nessuno. Naturalmente non parliamo di un’apertura indiscriminata”. Per questo non è stato del tutto abbandonato dall’Amministrazione il progetto iniziale di accogliere temporaneamente famiglie di profughi con bambini piccoli. “Ventotene continuerà su questa strada”. Anche per far sopravvivere la scuola che porta il nome di Altiero Spinelli.

“Torno a ripetere – conclude il sindaco –  questa è una favola che può avere un lieto fine, ma la Regione Lazio deve mantenere le promesse”.

L’INTERVISTA

1 Commento

1 Commento

  1. peter rei

    6 Ottobre 2019 alle 8:15

    Se non ci sono i requisiti si chiude. Stop. Come avviene nel resto d’Italia. Altrimenti fatevi dare i soldi da Soros e dalla Bonino.

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