arte

Lo scultore di Gaeta Jag lavorò per la corte de Medici, famosi i suoi crocifissi in avorio

La scoperta di Daniele Iadicicco: "Le sue opere battute all'asta a Parigi, Londra, Siviglia, Venezia e Roma"

GAETA – Di lui non si avevano molte notizie tranne che è nato a Gaeta, dove i discendenti vivono ancora oggi, e che fu attivo tra il XVI ed il XVII secolo. Su Giovanni Antonio Gualterio  – meglio conosciuto come JAG, (Johannes Antonius Gualterius), maestro nell’esecuzione di opere in avorio, con particolare riferimento alla serie di Cristi crocefissi, fanno luce oggi gli studi condotti dal presidente di Terraurunca, Daniele Iadicicco mentre approfondiva i legami tra la corte dei Medici e la città del Golfo.

“Jag – spiega Iadicicco – lavorò per almeno due decenni a Roma per la corte papale, sopratutto per il Cardinale Ferdinando I de’ Medici (1549-1609) il quale utilizzava le sue opere per farne dono ai potenti d’Europa in visita a Roma. Per questo motivo le opere del maestro gaetano oggi sono visibili in mezza Europa. I Cristi sono davvero apprezzati da collezionisti e critici, essendo lavori di altissimo livello. Suoi lavori sono oggi battuti in asta presso le più grandi case d’Arte. Negli ultimi dieci anni sue opere sono state vendute a Lione, Marsiglia, Venezia, Genova, Parigi, Londra, Roma ed a Dicembre 2019 a Siviglia. Un suo famoso Cristo in Avorio è nelle collezioni del Museo detto Grünes Gewolbe di Dresda”.

Secondo quanto ricostruito dallo studioso di storia locale  “tra le altre cose per il Cardinale de Medici, alla morte del fratello divenuto Granduca di Toscana, aveva lavorato moltissimo anche Scipione Pulzone detto il gaetano (Gaeta, 1540 circa – Roma 1598). Il grande Pulzone aveva ritratto, oltre il Cardinale, molti membri di casa Medici, eseguendo i ritratti ufficiali di famiglia. Si potrebbe pensare essendo concittadini e coetanei, entrambi a lavoro a Roma che Jag possa essere stato introdotto proprio dal Pulzone al Cardinale Medici, ma questa è solo una supposizione”.

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In Alto