l'intervista

Foto intime in rete, tra i minori aumentano i casi di revenge porn a Latina

La psicologa Alessia Micoli: "Molte vittime hanno 11 anni". Un'audizione protetta a settimana

LATINA – Sono in aumento i reati che coinvolgono minori e dopo l’entrata in vigore della norma che punisce il reato di “revenge porn” i casi pontini si moltiplicano. Inoltre sono sempre più giovani le vittime che inizialmente partecipano al “gioco”, e poi subiscono gli effetti negativi prodotti dalle proprie immagini intime pubblicate sui social più frequentati.

“La nuova legge prevede che il minore abbia sempre il diritto di essere ascoltato e di non essere lasciato solo. Per questo anche la Procura di Latina, ha attivato un proprio pool di esperti che sono formati appositamente per svolgere audizioni protette insieme con la Polizia Giudiziaria. Lo si fa in Procura o a scuola, con l’ausilio di una telecamera che possa registrare anche la comunicazione non verbale e siamo arrivati in breve tempo a svolgere un’audizione protetta a settimana”, spiega la psicologa criminologa di Latina Alessia Micoli, esperta in psicologia giuridica, e componente del NOB, il Nucleo antibullismo istituito nel 2016 presso l’IC Frezzotti-Corradini di Latina.

UN SELFIE PER DIVENTARE POPOLARI POI IL “GIOCO” FINISCE MALE  – Ma come ci si trova in trappola? “Di solito si chiede a una ragazza di farsi fotografare nuda o di fotografare le parti intime con dei selfie, poi l’immagine viene diffusa, nei gruppi di Whatsapp o pubblicandola sulle “stories” di Instangram – spiega Micoli – Durante le audizioni le giovani vittime raccontano di esperienze che hanno lo stesso riverbero della violenza sessuale, hanno paura della reazione dei familiari, si colpevolizzano e poi si vergognano e arrivano a non avere più contatti sociali fino ad isolarsi completamente e rifiutare qualsiasi tipo di attività, dalla scuola allo sport frequentato. Purtroppo a Latina stanno aumentando questi casi, sono sempre di più le audizioni protette che coinvolgono ragazzine di 11 anni che per gioco già in prima media sono state vittime di ricatti, prese in giro, intimidazioni. Quasi tutte spiegano che volevano diventare “popolari”, è questa la parola più ricorrente”.

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L’INVITO AI GENITORI – L’invito ai genitori è di parlare con i figli, stabilire un contatto costante che permette di raccogliere confidenze e allo stesso tempo restare informati. “Gli effetti possono essere gravissimi, il passo tra la depressione che segue esperienze come questa e l’istinto suicida è brevissimo e una giovanissima della nostra provincia ha già tentato il suicidio”.

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