VERSO IL PICCO

Covid-19, i positivi sorvegliati a casa grazie a una squadra di infermieri: parte il telemonitoraggio

Altri spostamenti al Goretti: dedicatI al Coronavirus tutta la Rianimazione e la Neurochirurgia

LATINA – Per fronteggiare l’emergenza coronavirus cambia ancora l’ospedale Goretti di Latina. I lavori sono in corso nella struttura sanitaria divenuta ospedale Covid dove sono già stati aumentati i posti di malattie infettive, “riconvertiti” i 14 posti letto di terapia intensiva che si trovano al primo piano nella medicina d’urgenza diretta dal dottor Massimo Aiuti, e liberati il secondo e il quarto piano per un totale di 64 posti letto, in quest’ultimo  caso per i pazienti a bassa e media complessità.

E altri cambiamenti sono in corso: la Rianimazione sarà interamente dedicata ai contagiati più gravi per un totale di 15 posti letto mentre si sta lavorando alla trasformazione della neurochirurgia. Lo ha spiegato ieri il direttore della Asl Giorgio Casati in una videoconferenza stampa: “Parte la fase tre in cui ci si attente il picco massimo dell’attività legata ai contagi”

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PARTE IL TELEMONITORAGGIO DEI POSITIVI – In una giornata, quella di venerdì,  in cui si sono registrati altri 13 nuovi casi  sul territorio provinciale – di cui nessuno a Latina e con la punta massima a Formia con 4 persone trovate positive –  il manager ha anche spiegato che sono arrivati i primi 60 dispositivi chiesti per far partire il  servizio di telemonitoraggio dei pazienti covid-positivi che si trovano a casa: una sorta di telefonino e un pulsossimetro per misurare il numero di respirazioni e valutare la saturazione. I dati registrati dal paziente sull’apparecchio messo a disposizione dalla Asl, saranno comunicati a una squadra di sette infermieri dedicata a questo specifico servizio, cui spetta il compito di monitorare costantemente lo stato dei contagiati non ricoverati e di giudicare l’evoluzione dell’ infezione valutando la necessità di un eventuale ricovero in struttura ospedaliera.

ECCO COME FUNZIONERA’ – La sperimentazione parte oggi con la consegna dei dispositivi: “Le quattro semplici misurazioni riguardano la temperatura corporea, il numero di atti respiratori al minuto, il battito cardiaco e  l’ossimetria, ovvero la quantità di ossigeno nel sangue che è il parametro più importante perché ci fa capire se il paziente sta peggiorando – spiega Casati – Fino ad oggi chi era malato a casa si può essere sentito abbandonato, ma non lo è”. In arrivo gli altri dispositivi per dotare tutti i pazienti degli strumenti necessari-

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