operazione Toch&Go

Guerra per la droga nel sud Pontino, il colonnello Vitagliano: “Non siamo stati a guardare”. Chi sono gli arrestati

Il racconto degli investigatori nell'indagine coordinata dalla Dda

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FORMIA –  Quattro anni di indagini per fermare una banda che voleva comandare nel Sud Pontino, dominare il mercato della droga e per farlo non esitava a usare armi da fuoco e bombe. “Non siamo rimasti a guardare”, ha detto il colonnello Gabriele Vitagliano, comandante provinciale dei carabinieri di Latina che ieri a poche ore dal blitz effettuato anche con l’ausilio di un elicottero, in una conferenza stampa ha illustrato i particolari dell’operazione Touch & Go, scattata all’alba con l’arresto di 22 persone molte delle quali residenti nei comuni pontini del Basso Lazio.

Intimidazioni, minacce, armi da fuoco ed esplosivi i metodi utilizzati dagli affiliati al gruppo capitanato dai fratelli Domenico e Raffaele Scotto, 37 e 44 anni, entrambi campani,  che dal quartiere di Secondigliano si erano trasferiti nel sud Pontino. Sulle loro azioni regnava l’omertà: “Non una denuncia – hanno sottolineato gli investigatori – durante le indagini nemmeno da parte di chi aveva subito le intimidazioni”. Ai carabinieri è arrivato nel corso degli anni solo un pizzino, un foglietto scritto a mano con appuntati  alcuni nomi e indirizzato alla Compagnia di Formia.

Nella disponibilità del gruppo sono state sequestrate anche alcune mute da sub: “Servivano per non lasciarsi contaminare dalla polvere da sparo quando venivano usate armi”.

La droga, cocaina, hashish, mariuana e shaboo (durante l’operazione  sono stati sequestrai quasi due chili) proveniva dalla Spagna, altra veniva acquistata in Campania e spacciata tra Scauri, la piazza principale, Formia, Gaeta e Cassino. Un flusso continuo di sostanze illegali che veniva riversato sul territorio della provincia di Latina e aumentava in estate quando la richiesta cresce.

“Siamo molto soddisfatti, il lavoro è stato lungo”, ha detto il comandante Vitagliano

GLI ARRESTATI – In manette sono finiti Domenico Scotto, detto “Mimmo” o “Peppe”, 36enne di Napoli; Raffaele Scotto, detto “Lello”, “Ansia” o “Verdino”, 43enne di Napoli; Stefano Forte, detto “Fortone”, 45enne di Minturno; Michele Aliberti, alias “O Russ”, 28enne di Napoli; Giovanni Nocella, detto “PX”, 52enne di Formia; Giuseppe Leone”, detto “PX”, 45enne di Formia; Francesco Leone, 23enne di Formia; Matteo Rotondo, detto “Nipote”, 24enne di Sessa Aurunca e residente a Marina di Minturno; Domenico De Rosa, 23enne di Sant’Agata dei Goti ma residente a Minturno; Giuseppe De Rosa, detto “Psyco”, 27enne di Sant’Agata dei Goti ma residente a Minturno; Marco Barattolo, 38enne di Nola ma residente a Formia; Carmine Brancaccio, detto “Mino”, 40enne di Napoli ma residenti a Scauri; Ferdinando Scotto, detto “Colombo”, 50enne di Napoli; Amedeo Prete, detto “Minchino”, 25enne di Villaricca; Armando Danilo Clemente, detto “Sfrantummat”, 34enne di Scauri; Massimiliano Mallo, 31enne di Napoli; Valentino Sarno, 26enne di Napoli; Daniele Scarpa, 37enne di Minturno; Giancarlo Di Meo, detto “Braschetta”, 34enne di Minturno e residente nella frazione di Tremensuoli; Giuseppe Sellitto, detto “Zi Peppe”, 29enne di Sessa Aurunca; Raffaella Parente, detta “Verdina”, 28enne di Minturno; Sossio Nico Cennamo, 23enne di Gaeta; Walter Palumbo, 36enne di Napoli.

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