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Lazio, rivoluzione nidi e asili. La Penna: “Legge in linea con i tempi delle famiglie e la nuova composizione dei nuclei”

Al centro delle nuovo norme diversificazione dell'offerta e flessibilità

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Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato con 28 voti a favore e sei astenuti la nuova legge regionale di riforma del sistema integrato di educazione e istruzione per l’infanzia: “Una legge rivoluzionaria” è stata definita dai primi firmatari Eleonora Mattia e Salvatore La Penna del Pd, che arriva dopo 40 anni ed è la prima in Italia del genere.

“La finalità della nuova legge  – ha spiegato il consigliere regionale pontino –  è dare risposte al mutato contesto socioeconomico e alle rinnovate esigenze dei genitori e, soprattutto, delle madri lavoratrici. C’è il tema della flessibilità, negli orari, negli spazi, nei tempi, la flessibilità nella capacità di adeguare le  esigenze della vita di oggi e la composizione diversa dei nuclei familiari alla possibilità data a tutte e a tutti di godere di un servizio educativo che non lasci nessuno indietro. Un testo di legge che soddisfa esigenze nate in tempi recenti oltre che accumulatesi negli ultimi decenni”, ha aggiunto La Penna che ha voluto ringraziare per il  grande lavoro svolto la Consigliera Mattia, “sia per la elaborazione della proposta che per la conduzione dei lavori della Commissione”.

LE NOVITA‘ – Tra le novità: la possibilità di fornire servizi educativi anche nelle giornate festive, di sabato, durante le vacanze natalizie e pasquali, nel mese di agosto e anche in orario notturno; l’inserimento degli orfani di femminicidio tra i criteri che danno priorità all’accesso ai servizi educativi a offerta pubblica; i nuovi servizi integrativi dello spazio gioco, dei nidi domestici o tagesmutter e i centri per bambini e famiglie; la costituzione dei ‘Poli per l’infanzia’ e dei ‘Coordinamenti pedagogici territoriali’; l’istituzione del ‘Coordinatore pedagogico’.

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Nella legge vengono identificati i servizi educativi per bambine e bambine di età compresa tra i tre mesi e i sei anni, nido e micronido; sezione primavera; servizi integrativi e ne vengono definite in via generale le caratteristiche strutturali, ivi inclusi gli arredi e i giochi, la refezione e i titoli di studio richiesti agli operatori nonché i loro percorsi di formazione. Un emendamento dell’assessora Troncarelli ha riportato alla situazione attuale il rapporto numerico tra personale e bambine e bambini (uno a sette), che invece il testo uscito dalla commissione aveva ridotto in base anche alle fasce di età. Per questo motivo, la consigliera Roberta Lombardi (M5s) ha espresso rammarico durante il suo intervento, pur votando a favore della legge nel suo complesso. Malumori in Fratelli d’Italia e Lega ha invece suscitato la bocciatura dell’assessora e dell’Aula di tutte le loro proposte emendative volte a prevedere l’installazione di videocamere all’interno dei nidi.

La legge istituisce anche la Consulta regionale per i servizi educativi, nominata con decreto del presidente della Regione e composta dall’assessore regionale e dal presidente della commissione consiliare competenti in materia, da un rappresentante del Consiglio delle Autonomie locali del Lazio e dai rappresentanti di sindacati, organizzazioni datoriali, cooperative sociali e associazioni delle famiglie. Nasce anche il Sistema informativo regionale dei servizi educativi, con compiti di monitoraggio dell’attuazione della legge e di fornire informazioni ai cittadini.

La proposta di legge ha una copertura finanziaria di 48,67 milioni di euro per il triennio 2020-2022

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