PonDerat

Un team di scalatori per eradicare il carpobrotus dalle falesie di Ventotene

La pianta invasiva soffocava la vegetazione autoctona

VENTOTENE  – Il cosiddetto fico degli Ottentotti stava soffocando le falesie di Ventotene e Santo Stefano. E così, un gruppo di esperti scalatori, lo ha eradicato in una missione piuttosto acrobatica compiuta nell’ambito del progetto Ponderat (co-finanziato dall’Unione Europea che ha come obiettivo il miglioramento dello stato di conservazione di specie e habitat delle Isole Pontine). Il Carpobrotus  – così il nome scientifico  – è una pianta invasiva originaria del Sudafrica, diffusa nel secolo scorso perché ornamentale e ritenuta capace di stabilizzare i versanti e molti isolani ci si erano ormai abituati, anche per quel suo bel colore fucsia.
Al lavoro si sono messi Sapienza, Nemo srl e Geosolution Garfagnana srl per progettare dove e come intervenire, mentre la Riserva Marina si è occupata delle autorizzazioni e dei contatti con i ventotenesi. “Il lavoro  – spiegano – è stato realizzato cercando di minimizzare gli impatti sulla flora e la fauna locale ed ottimizzare i tempi e i risultati, tenendo conto dell’esigenza di mantenere sempre al primo posto la sicurezza. Nei prossimi mesi monitoreremo attentamente l’evoluzione della vegetazione nelle aree di intervento. In autunno è prevista una seconda fase di lavoro sulle falesie per eradicare eventuali piante germogliate in estate”.

La flora autoctona ci ha messo poco a rinascere nelle aree non di falesia eradicate negli anni scorsi: “Il recupero della vegetazione spontanea è stato rapido e rigoglioso. A Santo Stefano, dove il tappeto di Carpobrotus era molto esteso e denso su ripidi versanti, la ripresa della vegetazione sarà più lenta di quello che abbiamo visto finora, ma le piante spontanee presenti sull’isola forniranno anche stavolta il loro aiuto”.

Con PonDerat sono anche tornate le Berte sulle Isole Pontine, grazie all’opera di eradicazione del ratto nero.

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