PRIMO PIANO
Santa Maria Goretti spunto per parlare di immigrazione, il vescovo Crociata: “Triste vedere cittadini che si mobilitano per allontanare chi è nel bisogno”
LATINA – La festa di Santa Maria Goretti, patrona di Latina e dell’Agro Pontino, diventa spunto per parlare di immigrazione e rispetto per gli immigrati. Nella sua omelia pronunciata la sera del 6 luglio nella chiesa intitolata alla Santa bambina, il vescovo Mariano Crociata parlando della figura di Marietta, l’ha definita immigrata in questa terra e ha stimolato i fedeli con una riflessione invitandoli a non dimenticare mai le persone.
“Quella di S. Maria Goretti è una santità che ci parla di tante cose: di migrazione, di lavoro e di fatica, di famiglia, di infanzia e di fanciullezza, di educazione, fede cristiana e santità, di rispetto del corpo e della giusta relazione uomo-donna, e di tanto altro ancora. Non andiamo adesso a toccare tutto. Dirò una parola sul tema migrazioni e uno spunto dal vangelo. Sul tema delle migrazioni invito a riflettere me e voi sul fatto che questa è una città formata da ondate di immigrati. La gratitudine, e certo anche la fatica, di essere stati accolti dovrebbe rendere sensibili e aperti ai nuovi immigrati che arrivano da ogni parte. C’è un’esigenza di gestione del fenomeno, ma c’è ancor prima un’esigenza di attenzione alle persone, di rispetto della loro dignità, di accoglienza responsabile”, ha detto Crociata nella sua omelia che qui riportiamo integralmente.
IL TESTO DELL’OMELIA – Quando arrivarono i primi coloni veneti per la bonifica dell’Agro pontino erano trascorsi più o meno trent’anni dal martirio di S. Maria Goretti, avvenuto il 6 luglio 1902. Essi portavano con sé la loro tradizione religiosa, a cominciare dalla figura di S. Marco che diede il nome alla prima chiesa, oggi cattedrale; e avrebbero imparato a poco a poco a riconoscere, insieme a questa nuova terra, e soltanto dopo la canonizzazione della santa, nel 1950, il legame di amore e di devozione che in realtà li precedeva e di cui questa chiesa parrocchiale è segno. Lo stesso patronato sull’Agro pontino voleva dire questa precedenza. Questo territorio è legato a S. Maria Goretti perché benedetto dalla sua testimonianza, con un linguaggio più antico lo si direbbe bagnato dal suo sangue, e ora sempre di nuovo atteso a diventarne compiutamente consapevole. La storia della nostra vita è un misterioso intreccio di attività e passività, di scelte fatte e di circostanze subite o semplicemente trovate. Tutto sta nel saper trasformare le situazioni date, indipendenti da noi, in scelte nuove, in possibilità abbracciate liberamente e rese feconde dalla nostra adesione e dal nostro impegno. Ad un certo punto questo è avvenuto anche con S. Maria Goretti, parte di questo panorama culturale, sociale e religioso, abbracciata nella propria vita personale e comunitaria. Una storia ancora troppo breve, quella di questa città, per vedere delinearsi una sua identità ideale. Siamo convinti che di questa identità fa parte Maria Goretti; una identità tanto più forte quanto più consapevole e cordiale è la scelta di guardarla come un riferimento e un modello. Questa parrocchia e tanta fede della nostra gente nei decenni scorsi portano con sé questa forza spirituale e morale capace di orientare la vita personale e quella comune. È in questa direzione che bisogna andare: scegliere e abbracciare una santità che ci precedeva e ci accoglieva da molto prima che noi giungessimo qui. Quella di S. Maria Goretti è una santità che ci parla di tante cose: di migrazione, di lavoro e di fatica, di famiglia, di infanzia e di fanciullezza, di educazione, fede cristiana e santità, di rispetto del corpo e della giusta relazione uomo-donna, e di tanto altro ancora. Non andiamo adesso a toccare tutto. Dirò una parola sul tema migrazioni e uno spunto dal vangelo. Sul tema delle migrazioni invito a riflettere me e voi sul fatto che questa è una città formata da ondate di immigrati. La gratitudine, e certo anche la fatica, di essere stati accolti dovrebbe rendere sensibili e aperti ai nuovi immigrati che arrivano da ogni parte. C’è un’esigenza di gestione del fenomeno, ma c’è ancor prima un’esigenza di attenzione alle persone, di rispetto della loro dignità, di accoglienza responsabile. È triste vedere gruppi di cittadini che si mobilitano per allontanare altri come loro che sono nel bisogno. Dovrebbe esserci una alleanza tra cittadini e istituzioni per trovare i modi più adeguati ad aiutare le persone e non a sbarazzarsi di loro come fossero solo problemi e minacce. La Chiesa cerca di fare la sua parte, ma a volte sembra essere ostacolata perfino quando cerca proprio di aiutare queste persone, e questo – quando si verifica – non è un buon segno della tenuta morale e civile di una comunità. Proprio questa riflessione ci conduce al vangelo, perché esso coglie il nodo che produce gli atteggiamenti di chiusura e di rifiuto. Esso ci pone la domanda: perché viviamo? Per chi viviamo? Gesù mette in guardia da chi vive solo per sé stesso, centrato su di sé, sui propri interessi, sui propri obiettivi, per il quale gli altri sono oggetti da usare, non persone. Gesù ci dice che quando viviamo così, tutto si imbarbarisce e la vita stessa finisce con l’essere minacciata, come nel caso di Maria Goretti. Per lei l’aggressore è una persona, a cui parla e che cerca di fare ragionare. Per l’aggressore Maria, almeno in quel momento, è un oggetto, qualcosa da usare per sfogare il proprio istinto incontrollato. È uno schema che si ripete tante volte e in tanti ambiti delle relazioni umane. La nostra vita fiorisce se si apre e si dona agli altri nel rispetto, nella solidarietà, nella fedeltà alla propria coscienza, a Dio, alla dignità di ogni persona che incontriamo: come un seme, un chicco di grano che sembra sprecato perché buttato via nella semina della vita, e che invece dà frutto in abbondanza e genera nuova vita. Chiediamo all’intercessione di S. Maria Goretti di imparare a vivere così, nella dedizione a una buona causa, al rispetto e al bene di chiunque incrociamo sul nostro cammino, nella fiducia che il Dio della vita è il nostro vero bene e la nostra ricchezza, grazie al quale unicamente raggiungiamo la pienezza alla quale aspiriamo e siamo destinati.
CRONACA
Gaeta, truffa del finto nipote, gli autori sono una minorenne e un ragazzo di 21 anni
GAETA – La Polizia di Stato di Gaeta ha tratto in arresto, nella flagranza del reato di truffa aggravata in concorso, un ragazzo italiano di 21 anni, residente in provincia di Napoli e denunciato in stato di libertà una ragazza minorenne che gli ha fatto da complice. Sono stati i poliziotti della Squadra Anticrimine del Commissariato di Gaeta a fermare i due, avendo notato che a bordo di un’auto effettuavano ripetute soste nei pressi di alcune abitazioni. Dopo un’attenta attività di osservazione e pedinamento, gli agenti hanno deciso di procedere al controllo della coppia.
La perquisizione effettuata a bordo del mezzo ha portato alla scoperta di contanti per 2.470 euro e numerosi monili in oro, risultati poco prima sottratti a un’anziana di 82 anni, vittima della cosiddetta truffa del “finto nipote”. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna era stata contattata telefonicamente da un uomo che, fingendosi il nipote, l’aveva convinta a consegnare denaro e preziosi a una ragazza che si sarebbe presentata presso la sua abitazione per risolvere un’urgente problematica economica.
La vittima ha successivamente riconosciuto sia la giovane incaricata del ritiro del denaro e dei gioielli, sia tutti gli oggetti recuperati dagli operatori, che le sono stati restituiti, fatta eccezione per una parte della somma in contanti non rinvenuta.
Al termine degli accertamenti, il giovane è stato dichiarato in stato di arresto e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. La minorenne è stata deferita in stato di libertà all’ Autorità Giudiziaria minorile e affidata a un familiare. Il Gip del Tribunale di Cassino, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica, ha convalidato l’arresto ed emesso il provvedimento cautelare della sottoposizione all’obbligo di dimora e di presentazione alla p.g. presso il comune di residenza.
CRONACA
Vandalizzata nella notte la sede dello Spi Cgil di Latina Scalo
LATINA – E’ stata vandalizzata nella notte la sede dello SPI CGIL di Latina Scalo. All’arrivo dei dipendenti questa mattina, una finestra era stata forzata e all’interno l’ufficio era a soqquadro. Dai primi accertamenti non risulta che sia stato sottratto nulla. “Hanno aperto armadi, cassetti e mobili, svuotandone il contenuto e lasciando documenti e sparso fascicoli sul pavimento – dicono dal sindacato – Computer, stampanti e le principali attrezzature informatiche però sono rimaste al loro posto e non risultano danneggiate”. Sono in corso le indagini delle forze dell’ordine per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e individuare i responsabili.
“Vedere una sede completamente devastata colpisce profondamente chi ogni giorno lavora al servizio delle persone. Qui accogliamo pensionate e pensionati, offriamo ascolto, tutela e assistenza. Per questo il danno va ben oltre quello materiale» dichiara Ivana Galli, Segretaria Generale dello SPI CGIL Frosinone Latina.
«Sarà compito delle forze dell’ordine chiarire le motivazioni di quanto accaduto. Noi non intendiamo avanzare ipotesi, ma esprimiamo una forte preoccupazione per un gesto che colpisce un presidio sociale aperto alla cittadinanza, un luogo in cui ogni giorno si esercitano diritti, solidarietà e partecipazione.» le parole di Alessandra Romano, segretaria generale dello Spi Cgil di Roma e
Lazio
«A chi pensa di intimidirci rispondiamo con il nostro lavoro. Rimetteremo in ordine questa sede e continueremo, con ancora maggiore determinazione, a dare risposte e assistenza alle persone. Nessun atto di vandalismo potrà interrompere l’impegno dello SPI CGIL a tutela delle pensionate, dei pensionati e di tutti i cittadini.»
Lo SPI CGIL Frosinone Latina esprime piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine, impegnate nelle indagini, e ringrazia le tante persone, le associazioni e le istituzioni che stanno manifestando vicinanza e solidarietà avvertendo che la sede di Latina Scalo tornerà pienamente operativa nel più breve tempo possibile.
“La CGIL di Frosinone Latina esprime solidarietà agli iscritti e ai lavoratori dello SPI e condanna con fermezza questo grave atto contro una sede sindacale, luogo di tutela e assistenza per migliaia di pensionati del territorio – si legge in una nota – . La CGIL Frosinone Latina segue con attenzione l’evolversi delle indagini, confidando nel lavoro delle forze dell’ordine per fare piena luce sull’accaduto”.
CRONACA
Auto carambola fuori strada sulla Pontina all’altezza di Sabaudia
SABAUDIA – Una persona è rimasta ferita in incidente stradale avvenuto lungo la strada regionale 148 Pontina, all’altezza della rotatoria di Sabaudia in direzione Latina dopo che l’auto che guidava è uscita di strada per cause ancora in corso di accertamento. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, il personale sanitario del 118 con ambulanza e automedica e i mezzi di Anas, impegnati nella gestione della viabilità e nella messa in sicurezza dell’area. L’incidente ha provocato code e rallentamenti in direzione del capoluogo pontino. Al momento non sono state rese note le condizioni della persona coinvolta né la dinamica dell’uscita di strada.
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