ATTUALITA'
Un anno di lavoro al Todis di Latina per imparare l’autonomia: “Ora Francesco è un uomo”
LATINA – Stamattina si è concesso un lungo sonno, avvolto nelle lenzuola della sua Juventus, Francesco Mucci, 26enne di Latina con sindrome di Down, che ha terminato ieri il suo tirocinio formativo ottenuto grazie a un bando regionale riservato alle persone con disabilità, attraverso l’Enadil di Latina. Una mattina di meritato riposo dopo un anno di lavoro affrontato con impegno e puntualità svizzera, al Todis di Via Giustiniano, in divisa e scarpe antifortunistica, scaffali sempre accuratamente in ordine. Al risveglio ha messo su un po’ di musica, il suo cantante preferito, Tiziano Ferro, in attesa del prossimo concerto.
“È stata un’esperienza incredibile, forse la più intensa e complessa della sua vita – racconta il papà Bruno presidente della Diaphorà, la onlus di Latina che si occupa di migliorare la qualità di vita delle persone disabili e delle loro famiglie – Francesco, anche grazie alla disponibilità dei suoi colleghi, ha imparato tantissimo e già guarda alla prossima sfida: ha espresso il desiderio di lavorare nella cucina di un ristorante”.
Quanto è cambiato Francesco in questi mesi?
E’ sicuramente cresciuto. Quest’esperienza lavorativa ha rafforzato il suo carattere, rendendolo più sicuro e socievole.
E’ stata una delusione vedere il suo contratto terminare?
Certo, sarebbe stato il massimo, strappare un contratto a tempo indeterminato, ma siamo soddisfatti lo stesso per questa esperienza altamente formativa. Francesco, fondamentalmente è uno sportivo e quindi difficilmente si demotiva o scoraggia; accusa il colpo, ma poi pensa già alla sfida successiva. Infatti ha già confessato che gli piacerebbe andare a lavorare in una cucina di un ristorante.
Ma ora potrebbe accedere ad un altro tirocinio?
Purtroppo no. Si tratta di un bando della Regione Lazio destinato alle persone con disabilità e, in quanto tirocinio, non si può prolungare o ripetere. In pratica, l’azienda ospita a costo zero il tirocinante per 12 mesi e spetta solo all’azienda la decisione di confermarlo o meno.
Qual è stata la cosa che lo ha più interessato di questa esperienza? Le relazioni, il lavoro in sé, l’autonomia?
In effetti è stata un’esperienza doppiamente difficile, soprattutto perché è coincisa con l’emergenza sanitaria, il lockdown, le rigide disposizioni. Un decreto che stabiliva che con ci si poteva più abbracciare, bisognava indossare una mascherina e mantenere le distanze, tradotto: uno sforzo pazzesco, che solo grazie alla preziosa disponibilità ed affetto dei suoi colleghi e colleghe è riuscito a sostenere. Riflettendoci bene, la cosa che lo ha più interessato, ma soprattutto entusiasmato, è stato ricevere la prima busta paga. Non stava nella pelle. Continuava a sventolare quel foglio con un orgoglio e una soddisfazione incredibile. Doveva portarlo a casa e farlo vedere a tutta la famiglia.
Anche le relazioni sono state fondamentali, e, dentro un supermercato si conoscono tante persone oltre ai meravigliosi colleghi con cui ha instaurato un rapporto bellissimo. Ricordo, che durante il primo periodo, quando al banco gastronomia, chiamavano i numeri della fila, lui, mentre sistemava i prodotti negli scaffali, rispondeva: “ambo!”, “terno!”, “tombola!” strappando sorrisi e allegria ovunque. Inoltre ha imparato a gestire il denaro, addirittura adesso paga con la carta prepagata, ed ha sviluppato un forte senso del dovere. Insomma, un vero uomo.
Cosa ha significato per lui ricevere uno stipendio?
Francesco, fino a 26 anni ha percepito una pensione per le sue disabilità. In questo ultimo anno ha ricevuto uno stipendio per le sue abilità. La differenza è sostanziale, perché significa: gratificazione, inclusione sociale, autodeterminazione e una qualità della vita decisamente migliore. Speriamo davvero che il percorso lavorativo di Francesco continui presso un’altra azienda disposta a scommettere sulle sue capacità e voglia di fare, anche per un impegno part-time.
Ha espresso un desiderio su cosa fare con i soldi guadagnati?
Assolutamente sì! E’ andato in banca con la mamma e ha messo seimila euro sul suo conto corrente, dicendo che li avrebbe utilizzati per acquistare la casa dove andare a vivere con i suoi amici. Probabilmente mi ha visto lavorare al computer sul progetto di “Casa Diaphorà”, che sarà il nostro prossimo obiettivo, unico nel suo genere e il primo della nostra città. Fateci un grandissimo in bocca al lupo
Il racconto oggi su Radio Immagine
ATTUALITA'
Sapienza, inaugurato l’anno accademico 723°. Il Sindaco Celentano: “Latina pilastro strategico dell’Ateneo”
Si è svolta questa mattina, presso l’Aula Magna del Rettorato a Roma, la solenne cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026 della Sapienza Università di Roma, il 723° dalla sua fondazione. All’evento ha preso parte il Sindaco di Latina, Matilde Celentano, insieme ai colleghi di Roma e Rieti, Roberto Gualtieri e Daniele Sinibaldi, a testimonianza del legame indissolubile tra l’ateneo e i poli universitari del territorio.
Nel suo intervento, la Rettrice Antonella Polimeni ha ribadito come il dialogo tra Università, Città e Regione sia un elemento fondante dell’identità della Sapienza. Un concetto ripreso con vigore dal Sindaco Celentano: “La nostra presenza non è una semplice cortesia istituzionale, ma la certificazione di una comunità universitaria profondamente radicata nel territorio pontino”, ha dichiarato il primo cittadino a margine della cerimonia.
Verso il Consiglio Comunale del 24 aprile Il focus si sposta ora sulla città di Latina, dove il prossimo venerdì 24 aprile si terrà un Consiglio comunale straordinario interamente dedicato al rapporto tra la città e l’università. L’assise vedrà la partecipazione della stessa Rettrice Polimeni.
“Siamo pronti a definire traiettorie di crescita che vedranno Latina sempre più protagonista nel panorama nazionale”, ha concluso Celentano. “Investire nella Sapienza significa investire sui nostri giovani e sullo sviluppo economico locale. La sinergia tra amministrazione e ricerca è l’unica chiave per vincere le sfide del futuro”
ATTUALITA'
Pontinia aderisce alla Rete Nazionale delle Città del Novecento
Il Comune di Pontinia ha aderito alla Rete Nazionale delle Città del Novecento, iniziativa finalizzata alla valorizzazione dei centri di fondazione attraverso attività culturali e progettuali condivise. La sottoscrizione ufficiale del consorzio è prevista per il prossimo 12 settembre a Fertilia (Sardegna), dove sarà presente il sindaco Eligio Tombolillo. L’adesione è stata confermata nel corso di un convegno svoltosi al Circolo Cittadino di Latina, alla presenza di rappresentanti di diversi comuni, tra cui Alghero, Tresignana e la stessa Fertilia. La rete nasce con l’obiettivo di creare un dialogo stabile tra città accomunate da una matrice urbanistica novecentesca, promuovendo il patrimonio storico e architettonico attraverso mostre, eventi e iniziative condivise. Latina svolgerà il ruolo di comune capofila, coinvolgendo anche altri centri del territorio pontino come Sabaudia, Pomezia e Aprilia. Pontinia, progettata dall’architetto Oriolo Frezzotti, rappresenta uno degli esempi più significativi di città di fondazione. Tra gli elementi di rilievo figurano il Piano Regolatore originario, l’impianto razionalista del centro urbano, piazza Indipendenza, il Palazzo Comunale con la Torre Civica, l’ex Casa del Fascio oggi sede della biblioteca, la Chiesa di Sant’Anna e la Torre Idrica recentemente restaurata. L’adesione alla rete consentirà al Comune di rafforzare la propria presenza in un circuito nazionale dedicato alla valorizzazione delle città di fondazione e del loro patrimonio identitario.
ATTUALITA'
Al Goretti tre parti gemellari in 24 ore
LATINA – “Vogliamo condividere con voi una notizia bellissima: all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina ci sono stati ben tre parti gemellari in poco più di 24 ore”. La notizia è stata diffusa dalla Asl di Latina a qualche giorno di distanza dai tre lieti eventi, con un post di auguri alle tre famiglie, pubblicato sui suoi canali social e la foto del numeroso gruppo.
“Il 17 aprile sono nati Cesare e Valerio. Il giorno successivo al mattino sono venuti alla luce, prima Gursanj e Gurnaaz e poi, nel pomeriggio, Pietro e Margherita”. Per l’azienda sanitaria si tratta di “un risultato straordinario che testimonia la capacità organizzativa e clinica del Santa Maria Goretti, in grado di gestire con tempestività ed efficacia anche eventi complessi e ravvicinati” e che “conferma la qualità del lavoro svolto dalle equipe di Ostetricia, Neonatologia e Anestesia dell’ospedale di Latina, impegnate quotidianamente nella presa in carico delle famiglie lungo tutto il percorso nascita”.
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