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“A memoria futura. Storie e paesaggi del Rione Sanità”, presentazione a Latina

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LATINA – Riflettere sulle trasformazioni del presente e le sfide future del Rione Sanità a Napoli, attraverso le memorie di chi ci vive e ci ha vissuto. È questa la sfida che affronta “A memoria futura. Storie e paesaggi del Rione Sanità”, il volume collettaneo edito da Mimesis per la collana “Passato prossimo”. Il libro sarà a Latina presso Kokoro Cicchetteria, il 29 maggio, alle 19, alla presenza di Hilde Merini, antropologa, ricercatrice e curatrice del volume, in dialogo con Luca Santangelo, ricercatore e storico, entrambi membri del direttivo di AISO – Associazione Italiana di storia orale.

Curato da Antonio Canovi, Hilde Merini e Daniele Valisena di AISO, questo volume polifonico vuole restituire parte del lavoro svolto nel corso del progetto “La Casa del Rione Sanità. Racconti di orgoglio e di giustizia sociale”, che ha animato il rione napoletano tra il 2020 e il 2022. Partendo dal lavoro sul campo, svolto dai giovani partecipanti al progetto, il libro attraversa la storia recente e contemporanea del Rione, di Napoli, e dell’Italia intera, toccando temi quali la turistificazione, la questione abitativa, le lotte per il lavoro, le maestrie artigianali, la religione e le pratiche del quotidiano che animano e significano il quartiere, così come le memorie legate alla malavita e le relazioni con il resto della città. Il libro vuole poi fare da ponte con una serie di esperienze e progetti di cittadinanza attiva svolti in altri territori, da Nord a Sud, dedicando ampio spazio alle forme di archiviazione e produzione di archivi fisici e digitali.

“A memoria futura. Storie e paesaggi del Rione Sanità” rappresenta una buona pratica non solo di metodologia della ricerca storica – spiega Luca Santangelo – ma anche di azione politica e sociale: la costruzione collettiva di un archivio di quartiere, all’interno di uno spazio sociale del quartiere come strumento di autodeterminazione culturale. La presentazione del volume sarà un primo passo di un dialogo- continua Santangelo – con i progetti che si interrogano sulla metodologia della storia orale, come il Laboratorio di Storia del Liceo Manzoni di Latine e la Casa dell’Architettura di Latina, in un territorio che ha visto a metà degli anni Settanta la prima esperienza di “scuola di storia orale” organizzata dal Circolo Gianni Bosio. In una città che si interroga in maniera ossessiva sulla sua identità, l’esperienza di Casa Sanità può essere interessante per riflettere su come la molteplicità di storie e vissuti differenti si intrecciano per comporre memorie collettive.”

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Bancarella Sport, la pontina Lab DFG in semifinale con due titoli

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Due opere edite dalla casa editrice Lab DFG sono state selezionate per la semifinale della 63esima edizione del Premio Bancarella Sport: “Claudio Chiappucci. I luoghi del Diablo” di Claudio Chiappucci e Federico Vergari, e “Quarti di Gloria” di Serena Sartini e Gerardo De Vivo.

Il primo è un’autobiografia del ciclista, scritta a quattro mani con il giornalista Vergari e ripercorre non solo le imprese sportive ma anche i momenti più intimi e significativi della vita del Diablo, restituendo il ritratto autentico di un campione amato dal pubblico.

“Quarti di Gloria”, invece, è una raccolta di interviste a campionesse e campioni che si sono fermati  a un passo dal podio, vivendo l’esperienza unica del quarto posto. Un punto di confine tra vittoria e sconfitta, dove emergono resilienza, consapevolezza e forza interiore, capaci di trasformare il limite in insegnamento.

Il direttore editoriale Giovanni Di Giorgi commenta con orgoglio la notizia: “Con questa doppia presenza in semifinale, Lab DFG consolida la propria identità nel panorama della letteratura sportiva contemporanea, dimostrando una crescente capacità di intercettare storie autentiche, capaci di parlare non solo agli appassionati, ma a chiunque riconosca nello sport una metafora della vita”

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Un Meridiano per Antonio Pennacchi, il figlio Gianni: “Riconoscimento anche per la comunità di Latina”

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LATINA – Un omaggio sentito quello dei tanti che oggi pomeriggio si sono ritrovati nel foyer del teatro D’Annunzio di Latina per la presentazione del Meridiano Mondadori Opere Scelte di Antonio Pennacchi dedicato all’opera dello scrittore di Latina. Il volume, curato da Giuseppe Iannaccone, consacra l’autore e non solo: trascina Latina per sempre nei luoghi iconici della narrazione.

Dissacrante, volutamente anticonformista, voleva a tutti i costi l’immagine dell’uomo controcorrente, eppure, al riconoscimento dell’Accademia teneva molto. Lo ha raccontato in apertura il figlio, Gianni Pennacchi, presente con la madre Ivana e la sorella Marta, spiegando che lo scrittore aveva a cuore anche a un’altra cosa: il riconoscimento da parte della  sua comunità, Latina.

Introdotta da Maria Antonietta Garullo, ha raccontato il “suo” Pennacchi, il Pennacchi paziente da redarguire, anche la sindaca di Latina Matilde Celentano: è stata per anni la sua fisiatra e lui non la ascoltava mai. Le regalò però tutti i suoi libri e in uno di questi scrisse una dedica speciale: “Alla futura sindaca di Latina”. Oggi, lei promette di farlo conoscere nelle scuole della città con un progetto a lui dedicato in occasione del Centenario della città.

Ad accogliere la platea, il saluto del presidente dell‘Associazione Amici di Antonio Pennacchi, Roberto Cerisano, mentre si prepara il prossimo evento letterario, una nuova Maratona di Lettura che accompagnerà le celebrazioni per il quinto anniversario dalla scomparsa, il prossimo 3 agosto.

“Latina e l’Agro Pontino diventano un luogo letterario a tutti gli effetti. Antonio entra dentro la tradizione letteraria italiana, ma insieme con lui entrano tutte le comunità che lui ha conosciuto, ha raccontato, ha attraversato e che hanno contribuito alla costruzione dell’opera pennacchiana, perché ovviamente, come diceva lui, se non avesse conosciuto quelle persone, ne avesse conosciute altre, sarebbero nati altri romanzi e quindi un’intera comunità entra dentro la tradizione letteraria, questa è la più grande cosa che ci ha regalato”, ha sottolineato Graziano Lanidei, tra i fondatori dell’Associazione Amici di Antonio Pennacchi.

“Abbiamo provato a mettere in evidenza, pur nella compattezza e nella coerenza dell’ispirazione dello scrittore, la sua capacità di cimentarsi con contesti e anche con generi diversi,  partendo dal romanzo di fabbrica, arrivando al romanzo di formazione, fino al romanzo storico, al racconto, proprio per mostrare una caratteristica di Antonio, peculiare, la capacità di raccontare – ci ha spiegato Iannaccone – . Antonio è uno scrittore, in primo luogo, tutte le polemiche, le riduzioni semplicistiche, quelle oramai sono conservate e, diciamo, come dire, sono un po’ destinate all’oblio, quello che rimane è il suo ruolo di classico nella letteratura italiana. Ed è per questo che ha avuto accesso a una collana così prestigiosa: il fatto che ci sia Antonio Pennacchi, credo che sia un premio alla sua, come dire, non solo capacità, ma alla sua strenua volontà di essere riconosciuto all’interno della tradizione italiana, un aspetto a cui lui teneva molto. Nonostante il suo anticonformismo che è uno dei tanti aspetti, se vogliamo, un po’ paradossali e anche un po’ ossimorici della sua personalità. A prima vista un istrione, a prima vista un intemperante istintivo, e invece un intellettuale, uno scrittore capace di lavorare, di correggere, di rivedere, con una ossessione quasi maniacale per la forma. Questo è un aspetto importante che non tutti sono in grado di cogliere alla prima lettura”.

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A Latina la presentazione del volume Opere Scelte di Antonio Pennacchi nella collana I Meridiani Mondadori

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LATINAGiovedì 19 marzo 2026, alle ore 18, nel Foyer del Teatro comunale Gabriele D’Annunzio di Latina, si terrà la presentazione del volume Opere scelte di Antonio Pennacchi, pubblicato nella collana I Meridiani Mondadori e curato da Giuseppe Iannaccone. Un’iniziativa promossa dal Comune di Latina insieme all’Associazione Amici di Antonio Pennacchi, che si aprirà con i saluti istituzionali della sindaca di Latina, Matilde Celentano, e con il saluto della famiglia Pennacchi.

Interverranno, insieme al curatore Giuseppe Iannaccone, Antonio Franchini, autore di una testimonianza contenuta nel volume, Luciano Lanna, Lorenzo Pavolini e Alice Urciuolo. Coordinerà l’incontro Maria Antonietta Garullo.

«Per la nostra associazione questo appuntamento ha un significato profondo», dichiara Roberto Cerisano, presidente dell’Associazione Amici di Antonio Pennacchi. «Il Meridiano Mondadori dedicato ad Antonio Pennacchi non è soltanto un riconoscimento editoriale di altissimo profilo. È la conferma che la sua voce, nata da questa terra ma capace di parlare al Paese intero, entra pienamente nel patrimonio della letteratura italiana. Per Latina è un’occasione importante: non solo per ricordare uno scrittore che le ha dato parola, ma per riconoscere fino in fondo la forza culturale della sua opera e la responsabilità che ne deriva».

«Pennacchi ha raccontato Latina, la bonifica, il lavoro, il conflitto, la memoria, le contraddizioni della modernità italiana con una lingua e con uno sguardo che restano inconfondibili», afferma Graziano Lanzidei, Direttore degli studi e della programmazione culturale dell’Associazione Amici di Antonio Pennacchi. «Questo Meridiano dice con chiarezza che non siamo davanti a una voce locale da celebrare in modo rituale, ma a uno scrittore necessario, che ha saputo trasformare una materia apparentemente periferica in letteratura centrale. Per questo il 19 marzo non sarà soltanto una presentazione editoriale, ma un momento di riflessione pubblica sul posto che Pennacchi occupa oggi nella tradizione letteraria italiana e su ciò che la sua opera continua a chiedere alla città, ai lettori e alla critica».

“L’appuntamento del 19 marzo i – spiegano in una nota gli organizzatori – intende così restituire, nel luogo simbolico del capoluogo pontino, il senso pieno di una consacrazione che riguarda insieme la letteratura, la storia civile e l’identità culturale di Latina. La pubblicazione di Opere scelte nei Meridiani Mondadori rappresenta infatti un approdo di rilievo nazionale, ma anche un invito a rileggere Pennacchi come autore capace di interrogare ancora il presente”.

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