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CRONACA

Latina, resta in carcere l’uomo che ha tentato di rapire un bambino

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LATINA – E’ stato convalidato dal Gip del Tribunale di Latina l’arresto del 34 enne di nazionalità irachena che domenica pomeriggio nel parcheggio di un noto supermercato del capoluogo ha tentato di portare via un bambino che era sul suo ovetto in auto con la mamma, mentre il padre di era allontanato per fare acquisti. Momenti concitati, difficili da dimenticare, che la donna ha raccontato nel programma La vita in diretta su Rai Uno.

Qui un breve stralcio della sua testimonianza

L’uomo, che secondo i primi accertamenti soffre di disturbi psichiatrici, è accusato di tentato sequestro di persona aggravato e porto di oggetti atti ad offendere per il possesso di un martello di gomma. Per il legale che ieri lo ha assistito nell’interrogatorio di convalida: “Era ubriaco non voleva rapire il piccolo”.

CRONACA

Violenta rapina a mano armata ad Anzio, arrestati tre ragazzi, due sono di Aprilia

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Tre ragazzi, tutti giovanissimi, tra i 20 e i 22 anni, due dei quali di Aprilia, e uno della provincia di  Roma, si sono resi protagonisti di una rapina a mano armata commessa in un negozio per la rivendita di gas Anzio. La loro fuga è durata poco però: sono stati intercettati e arrestati dai  carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Anzio con l’accusa di rapina aggravata in concorso e lesioni personali.

Secondo quanto ricostruito dai militari, avevano agito con il volto travisato, impugnando una pistola che poi è rivelata essere a salve, aggredendo e ferendo due dipendenti. A tradire il gruppo, l’auto usata per la fuga. La vettura, che attendeva fuori con uno dei tre alla guida, era stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza.

Sequestrati dagli investigatori gli indumenti indossati durante la rapina e parte della refurtiva, e due pistole a salve, repliche fedeli di armi vere e prive del tappo rosso. Gli arrestati sono stati portati nella Casa Circondariale di Latina a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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CRONACA

Allarme morbillo al concorso in magistratura, alert anche ai candidati pontini

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LATINA – Arriva anche a Latina l’allarme Morbillo lanciato da Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, e ministero della Giustizia che ha inviato un anota a tutti i candidati del concorso in magistratura ordinaria, 3279 laureati in giurisprudenza,  e a tutte le Regioni. Sono molti infatti anche i candidati della provincia di Latina che hanno partecipato alle prove scritte.

Dopo il caso di morbillo confermato in uno dei partecipanti alle prove dal 23 al 25 giugno, per tutti la raccomandazione è di «prestare particolare attenzione all’eventuale comparsa di sintomi compatibili con il morbillo», ovvero febbre elevata, tosse, rinite, congiuntivite, rash cutaneo.

In caso di insorgenza è fondamentale contattare tempestivamente il proprio medico curante e la propria ASL di riferimento segnalando la possibile esposizione. È importante utilizzare dispositivi di protezione individuale in caso di necessità di accesso in ambulatori e Pronto soccorso. Il morbillo può dare complicanze importanti, come insufficienza respiratoria e polmonite fino anche al decesso.

Sul concorso anche un’altra grana: la Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti su presunte  irregolarità, dopo che è emerso che le tracce di diritto penale (seconda prova) erano visibili sul tavolo della commissione il giorno della prima prova. Tra i partecipanti c’è chi intende presentare istanza di annullamento in autotutela e chi sta valutando di fare ricorso al Tar.

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CRONACA

Morte di Satnam Singh, sentenza l’8 luglio: la Corte D’Assise ammette le riprese del Tg3, ma non dell’imputato e di Soni Soni

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LATINA – La Corte d’Assise di Latina presieduta dal giudice Mario La Rosa ha autorizzato, per l’udienza dell’8 luglio, giorno in cui sarà letta la sentenza del processo per l’omicidio di Satnam Singh, le video riprese all’interno dell’aula. La richiesta era stata presentata dal Tg3 e un operatore della testata nazionale potrà effettuare la video-ripresa, all’esito della camera di consiglio. Sono state tuttavia decise alcune prescrizioni per contemperare il diritto di informazione con quello delle parti.

La Corte ha specificato nel provvedimento che “le riprese dovranno riguardare unicamente la Corte d’Assise nel momento della lettura del dispositivo, dovendosi comunque rispettare le volontà tanto dell’imputato (Antonello Lovato) che di Soni Soni (compagna della vittima costituitasi parte civile e assistita dall’avvocato Gianni Lauretti) di non comparire nel video”.

La richiesta è stata accolta dal momento che riguardava “la ripresa al momento conclusivo del processo, ovvero la mera lettura del dispositivo da parte della corte d’assise” e  i giudici hanno ritenuto che “non ricorra alcun rischio di turbamento del regolare svolgimento del processo, essendosi questo di fatto concluso con la discussione delle parti processuali”, “che sussiste un diritto pubblico all’informazione che non può essere disconosciuto dalle parti processuali e che deve essere garantito” e “che l’autorizzazione debba essere accordata, dovendosi riconoscere la piena legittimità del diritto all’informazione”.

 

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