Conferenza in Comune

Mafie nel Lazio, batterle è questione di squadra. Presentato il 2° Rapporto

"A Latina rotto il muro della minimizzazione". Il Questore: "In arrivo più forze". Zingaretti: "Questo territorio modello positivo per la capacità di reagire"

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LATINA – “Lo spessore criminale qui, è di alto livello, lo combatte lo Stato con le sue articolazioni, ma il cittadino deve far parte del sistema sicurezza. In questi anni abbiamo lavorato sul metodo, che è la squadra, ora, chi vuole entrare a fare parte di questa squadra, è ben accetto”.  Il Prefetto di Latina Pierluigi Faloni condensa in queste parole in senso della battaglia che ogni giorni si combatte sul territorio della provincia di Latina contro le mafie, ma anche più semplicemente per un ritorno alla legalità che fino a pochi mesi fa sembrava perduta.

L’occasione è offerta dalla presentazione del Rapporto Mafie nel Lazio, la seconda edizione di un volume curato dall’Osservatorio per la legalità della Regione in collaborazione con Libera. Pagine che raccontano Latina capoluogo e la sua provincia, le presenze e le infiltrazioni criminali, le grandi organizzazioni arrivate dal Sud Italia e quelle autoctone. Raccontano l’economia malata. “Chiamando le cose con il loro nome”, sottolinea il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che definisce la capacità di reazione dei cittadini del capoluogo un modello cui ispirarsi: “C’è una grande improvvisa, straordinaria disponibilità a lottare, perché si è capito che la lotta alla criminalità è anche crescita, sviluppo e libertà. E’ evidente – ha detto Zingaretti –  che bisogna unirsi senza delegare a nessuno questo compito, ci dobbiamo pensare tutti facendo ognuno il nostro dovere”.

ROTTO IL MURO DELLA MINIMIZZAZIONE – A Latina il Presidente dell’Osservatorio per la Legalità della Regione Lazio Giampiero Cioffredi ha rimarcato che in questi tre anni è accaduto qualcosa di importante, e cioè che si è rotto il muro della minimizzazione.  “Le forze dell’ordine sanno come fronteggiare la criminalità, ma a questo, oggi, si aggiunge una cosa più importante, il rapporto con i cittadini. Nonostante questo risveglio non possiamo non esprimere preoccupazione, perché qui è presente e si muove l’elite delle presenze criminali“.

LIBERA SEMPRE PRESENTE – “Dopo quattro anni di lavoro in questa provincia posso dire che Latina sta diventando un esempio di come si possono capovolgere le situazioni, un esempio di cambiamento. Ma il rischio grosso è dimenticare“, gli fa eco Fabrizio Marras, referente di Libera per Latina e provincia, a capo di un movimento che conta soprattutto sui giovani e forma le coscienze di chi si prepara a raccogliere il testimone.

APPLAUSI AL QUESTORE: “Parlo non per divinazione ma per conoscenza dei fatti” –  Se non è la standing ovation poco ci manca quando parla il Questore di Latina Giuseppe De Matteis. Per lui due minuti di applausi a fine intervento raccontano di un sostegno sempre forte all’azione di legalità compiuta dalla polizia e dalle altre forze dell’ordine sul territorio, anche quando (per poco, magari) i riflettori si spengono: una scia che non si arresta da quando Don’t Touch ha scosso le coscienze.  “Non una divinazione quella di parlare di criminalità dei colletti bianchi quando sono arrivato a Latina – dice  con la solita franchezza – quando raccontavo del business del cambio di destinazione d’uso avevano già alcuni telefoni e personaggi sotto controllo”. Il messaggio è più che chiaro. “Il clan Di Silvio-Ciarelli – dice poi – sono i Casamonica con lo stesso potenziale di infiltrazione e aggressività. Lo Stato  – aggiunge – dovrebbe farsi carico delle spese processuali per i giornalisti che vengono denunciati o querelati solo perché fanno il loro lavoro senza lasciarsi intimidire e rischiando in proprio”, dice ricordando che l’informazione è una barriera contro le infiltrazioni criminali.

“Latina è stata portata all’attenzione del capo della Polizia Gabrielli e presto avremo un potenziamento delle forze in campo, più uomini per la squadra mobile e un super-commissariato per il Sud Pontino. In questo caso, capite bene – aggiunge – accorpamento non significa risparmio di risorse economiche, ma economizzare le forze evitando le duplicazioni di funzioni e compiti, in modo da avere più disponibilità sul campo per la lotta alla criminalità”.   Al presidente Zingaretti la richiesta di interventi per migliorare le strutture, ridando dignità ai luoghi in cui la polizia opera: “Contro i mafiosi anche l’immagine che lo Stato offre ha un significato e va tutelata e rafforzata”.

IL RUOLO DEL COMUNE DI LATINA – “In una problematica complessa come quella dell’illegalità in generale – spiega Maria Paola Briganti, vicesindaco di Latina – come Comune vorremmo costruire un percorso con i cittadini formativo-informativo, perché acquisiscano sempre maggiore  consapevolezza e strumenti migliori, in modo che diventi effettiva e concreta e sempre più partecipata la lotta ad ogni tipo di illegalità”.

GIUDIZIO MORALE SU OLIMPIA – L’unico ad affrontare di petto la questione più scomoda dopo la scarcerazione degli indagati eccellenti nell’operazione Olimpia è il sindaco di Latina Damiano Coletta: “All’inchiesta ci penserà la magistratura, ma mi sento qui di dare un giudizio etico e morale di cui mi assumo tutta la responsabilità: quello che abbiamo letto dalle carte dell’inchiesta, nelle intercettazioni, è vergognoso e degradante per tutti i cittadini, esempio di un sistema clientelare in cui un diritto veniva fatto passare come favore. Oggi noi – conclude Coletta – non possiamo che lavorare per recuperare il rapporto tra cittadino e Amministrazione, attraverso la buona politica, perché il buon esempio deve arrivare da chi amministra”.

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