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A Gaeta la prova del granchio blu. Il biologo Madonna: “E’ la prima volta che viene pescato”

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GAETA – Alcuni giorni fa, a Gaeta, un granchio blu dell’Atlantico è rimasto impigliato nelle reti di un pescatore esperto. Una sorpresa per lui  e per il biologo marino Adriano Madonna che ha potuto vederlo da vicino sulla banchina del porto. Un elemento ulteriore per raccontare i cambiamenti climatici attraverso l’osservazione del mare e delle nuove specie che vi abitano. E’ infatti la prima volta che un granchio blu viene pescato casualmente proprio nel mare pontino, benché alcuni subacquei ne avessero segnalato da qualche tempo la presenza.

“Il mare si sta “aggiornando”  – spiega il biologo marino – e questa volta l’attore è il granchio blu, detto anche granchio reale. E’ stato un pescatore di Gaeta, Damiano Di Nitto, a portarlo a terra. E’ un granchio che possiamo definire cosmopolita, lo troviamo ovunque, si spinge anche negli estuari dei fiumi, e non possiamo immaginare che sia arrivato qui da solo, ma con lo shipping, nelle  acque di zavorra delle grandi navi che una volta arrivate qui scaricano. Così la nostra biodiversità diminuisce e viene rinnovata da nuovi acquisti”.

Un granchio molto bello, ma anche grosso e aggressivo: “E’ un grosso crostaceo e se si tenta di prenderlo le chele partono e non si sa bene con quali conseguenze”, racconta Madonna.

Non è stato facile nemmeno fotografarlo prima di restituirlo all’ambiente al quale ora appartiene, il mare di Gaeta: “E’ una mia filosofia: tutto ciò che vive e passa tra le mie mani ci tengo che continui a vivere. E’ un principio del mio operato come persona e come biologo”.

 

 

1 Comment

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  1. Benito

    11 Gennaio 2021 at 10:42

    Nei fiumi di Ravenna stanno infestando i fiumi e sono un fanno e per la fauna acquatica e per le reti da pesca. Comunque sono buonissimi da mangiare.

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Abbandono rifiuti, a Latina una nuova fototrappola vicino allo stadio Francioni

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fototrappola

LATINA – Una nuova fototrappola è stata posizionata nell’area dello stadio Francioni di Latina, in pieno centro urbano. Il dispositivo consente di sorvegliare con continuità “una zona particolarmente esposta al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti  – spiegano da Abc – e di documentare eventuali comportamenti non conformi alle regole per il corretto conferimento dei rifiuti. La postazione si aggiunge alle altre fototrappole già utilizzate sul territorio comunale e integra le attività di controllo svolte dagli Ispettori Ambientali e dalla Polizia Locale attraverso verifiche, sopralluoghi e accertamenti diretti”.

L’azienda annuncia anche che “a breve saranno disponibili nuove fototrappole, che consentiranno di ampliare il monitoraggio e rafforzare il presidio delle aree maggiormente interessate da episodi di abbandono e conferimenti irregolari” e “rinnova  l’invito a rispettare le modalità di conferimento e a collaborare alla corretta gestione dei rifiuti: comportamenti responsabili da parte di tutti sono fondamentali per mantenere la città più pulita e contrastare fenomeni che danneggiano l’intera comunità”.

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Tartarughe marine, ultima schiusa a Sabaudia. Tartalazio: “Stagione particolarmente ricca nel Parco del Circeo”

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(foto pagina Fb ParchiLazio)

SABAUDIA – Con la schiusa dell’ultimo nido di tartaruga marina Caretta caretta, avvenuta ieri a Sabaudia, si è conclusa la stagione di monitoraggio, messa in sicurezza e sorveglianza dei nidi sul litorale laziale. Salvo sorprese.

Il bilancio è di Tartalazio che certifica una stagione particolarmente ricca per tutta la Riviera D’Ulisse, e in particolare per le spiagge del Parco Nazionale del Circeo “con 14 dei 18 nidi deposti sulle coste laziali, 3 dei quali sulla spiaggia di Sabaudia e almeno 4 nelle sue vicinanze”.

La rete di tutela e soccorso delle tartarughe marine spiega che “tutti questi nidi hanno dato ottimi risultati di schiusa grazie all’impegno di #TartaLazio e dei volontari ed alla collaborazione con il Parco Nazionale. E grazie anche alla collaborazione con gli operatori balneari coinvolti che hanno spesso prestato un’affettuosa assistenza al nostro personale”.

E ancora: “La spiagge di Sabaudia e di San Felice Circeo si confermano di grandissimo interesse naturalistico per la presenza di più nidi e per le condizioni ambientali, frequentemente favorevoli allo sviluppo degli embrioni ed alla schiusa dei piccoli e, dunque, meritevoli di ulteriore protezione, anche nell’ottica di quanto previsto dal Progetto Comunitario LIFE Turtlenest del quale la Regione Lazio è partner”.

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Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due

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LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.

Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.

A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.

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